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Le lavanderie industriali per il turismo sono al collasso

I numeri dell’Osservatorio di Assosistema Confindustria sull’attività delle lavanderie industriali operanti nel mercato alberghiero e della ristorazione nel mese di gennaio 2021 continuano a registrare un andamento negativo: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l’attività di noleggio e sanificazione della biancheria e dei tessili ha rilevato – 90% per le strutture alberghiere e – 88% per quelle dellaristorazione.

Entrando nello specifico delle grandi città d’arte dell’Osservatorio di Assosistema Confindustria, il servizio delle lavanderie industriali a gennaio ha portato ad una riduzione dell’attività per il settore alberghiero e della ristorazione, rispetto allo stesso periodo del 2020, peggiorativa rispetto all’andamento nazionale ovvero rispettivamente pari a: Milano – 92% e – 88%, Venezia – 90% e – 95%, Firenze entrambi – 95%, Roma – 90% e – 88%, Napoli – 98% e -90%.

“Oltre alle restrizioni degli ultimi DPCM, allo sviluppo delle varianti del Covid-19 e al blocco della stagione sciistica che hanno prontamente prodotto i loro effetti negativi – commenta il Presidente Paoletti – le aperture e chiusure a singhiozzo dei ristoranti hanno contribuito alla difficoltà di pianificare l’attività che ha avuto ovvie ripercussioni su tutti gli operatori della filiera, incluse le lavanderie industriali e i loro fornitori. A fronte di questa situazione negativa, i ristori hanno rappresentato solo il 5% di quanto il nostro settore aveva bisogno, ovvero 158 milioni di euro”.

Sostenibilità ambientale

Tendenza più preoccupante in questo periodo in cui la garanzia di sicurezza igienica dovrebbe essere al primo posto per tutti, operatori e consumatori e la sostenibilità ambientale uno dei principali obiettivi della nostra società. “Le Lavanderie Industriali utilizzano da sempre processi virtuosi e certificati per la sanificazione del tovagliato delle strutture della ristorazione, per la maggiore tranquillità dei clienti e garantendo, al contempo, proprio tramite il riutilizzo, un basso impatto ambientale, in termini di riduzione dei rifiuti e relativo costo di smaltimento”, conclude Paoletti.

 

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