Una riduzione delle spese sanitarie di 5,5 miliardi di euro è possibile

04 Giugno 2013 - sanità

Una riduzione delle spese sanitarie di 5,5 miliardi di euro è possibile

Il Forum dell’Innovazione in Sanità lo sostiene, proponendo un nuovo metodo oggettivo che valuta l’innovazione come criterio principale per il funzionamento del servizio sanitario nazionale.

E’ emerso in apertura del seminario giovedì 16 maggio all’hotel Camilla Savelli di Roma, promosso da ANMDO (Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere) e dal suo presidente Gianfranco Finzi, con SIAIS (Società Italiana dell’Architettura e dell’Ingegneria per la Sanità), FARE (Federazione delle Associazioni Regionali Economi e Provveditori della sanità), AIOP (Associazione Italiana Ospitalità Privata) e con importanti aziende di produzione industriale e servizi.

Questo il calcolo in cifre, esposto da Ugo Luigi Aparo, della segreteria scientifica di Anmdo.

“La spesa sanitaria pubblica nel 2011 è stata di 112 miliardi di euro, pari al 7,1% del Pil. Il costo della corruzione stimata dalla funzione pubblica nel 2011 è pari a 60 miliardi di euro, il 3% del Pil: è presumibile che il peso della corruzione nella sanità pubblica sia stimabile in 3,3 miliardi di euro. Affianchiamo a questo dato il costo della burocrazia inefficiente, tra gli 8 e i 10 miliardi di euro sull’intero sistema paese, e senza contare il personale. Rispetto a queste voci, l’introduzione della scelta dell’innovazione come parametro principale nelle scelte di politica sanitaria, anziché il criterio del ‘massimo ribasso’, porterebbe un’economia immediata di 5,5 miliardi di euro, pari al 5% della spesa sanitaria pubblica e a quasi mezzo punto di Pil. A cui va aggiunto il risparmio in termini di efficienza/risultato prodotto”.

Il Forum individua, altresì, tre scelte e azioni inderogabili per assicurare la sostenibilità del sistema: la ricerca dell’efficienza, intesa come capacità di produrre le prestazioni a minor costo; la trasparenza dell’amministrazione, che deve seguire regole chiare e non deve poter produrre deficit occulti, che emergono a distanza di tempo con effetto devastante; l’attivazione concreta di tutti i meccanismi capaci di premiare la qualità, la professionalità, la capacità manageriale.

 

Giuseppe Turchetti, PhD, Fulbright Scolar Scuola Superiore Sant’Anna, ha rilevato, di seguito, come in un momento di forte contrazione economica, proprio in Italia dove la spesa sanitaria è aumentata dall’8% del Pil nel 2000 al 9,5% del 2010, la risposta risieda nell’investire sull’innovazione in sanità.

“L’innovazione in tecnologia biomedicale può essere considerata driver per riqualificare la spesa sanitaria, con la ricerca di maggiore efficienza e produttività, e per lo sviluppo e la crescita industriale, con l’incremento del Pil. E’ condizione necessaria vedere la sanità come settore di crescita e sviluppo, e non come fonte di costi”.

Le aziende Siemens, Johnson & Johnson, Bristol Meyer Squibb, Ecosì, Therakos, Markas, Copma, L’Operosa hanno contribuito ai lavori presentando progetti innovative e affidandone illustrazione e considerazioni a relatori di spicco.

Si è discusso di farmaci innovativi tra sostenibilità di sistema e revisione dei percorsi assistenziali; di automazione come elemento di innovazione e riorganizzazione; di tecnologie e costo-efficacia nella prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA), in particolare della sterilizzazione

a gas plasma di perossido d’idrogeno. E ancora, di innovazione clinica e tecnologica nel percorso terapeutico del paziente affetto da patologie immunomediate; di igiene in sanità, fra innovazione e contenimento dei costi, attraverso il sistema innovativo PCHS; della rivoluzione nel trasporto degenti intraospedaliero, con il sistema Markas; della gestione razionale dell’acqua per una sanità ad impatto zero; de capitolato tipo e la gestione informatizzata attraverso infor eam.

A chiudere il primo dei due seminari del Forum dell’Innovazione in Sanità, la tavola rotonda fra gli esponenti delle associazioni Fare, Siais, Aiop e Fiaso. Proprio a Franco Astorina, vice presidente nazionale della Federazione delle Associazioni Regionali Economi e Provveditori della sanità, le ultime considerazioni sull’importanza di fare sinergia e di una oculata gestione economica.

“Dobbiamo avere il coraggio, la forza e l’umiltà di non camminare da soli: l’ospedale sono i direttori, i farmacisti, gli ingegneri clinici e tecnici, i provveditori. Chi meglio di questi attori ha il metro della situazione? Anche se ci sono poche risorse credo che il sistema si possa governare: basta sapere spendere bene”.

L’esempio è caduto sulle centrali d’acquisto: la spesa sanitaria ha continuato ad aumentare, a fronte di una grande aggregazione della domanda. “Per ottimizzare basta saper spendere bene e per ottimizzare serve equilibrio, in particolare nell’impiego di risorse, umane ed economico-finanziarie”.

Il Forum per l’Innovazione in Sanità si svilupperà in un altro seminario, a Bologna, Hotel Aemilia, il 4 giugno 2013, e in una tavola rotonda nel corso del prossimo congresso ANMDO, nella capitale dal 25 al 27 settembre 2013.

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