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Pfe conferma il proprio impegno climatico

Pfe dopo essere stata tra le prime imprese di facility, ad inizi 2023, ad ottenere la certificazione ISO 14067, con un progetto pilota sul Palazzetto dello Sport Gianni Asti di Torino, rinnova la certificazione ed “alza l’asticella” con un nuovo studio. 

La norma internazionale ISO 14067 specifica i principi e le linee guida per la quantificazione e la rendicontazione dell’impronta climatica di prodotti e servizi. 

Carbon Footprint: Pfe trasforma il calcolo della CO2 in un valore per il cliente

Non tutte le certificazioni sono uguali. Pfe ha scelto l’Approccio Sistematico, un modello avanzato per quantificare l’impronta climatica dei propri servizi di pulizia. Questo metodo trasforma la sostenibilità da un “bollino statico” a uno strumento operativo che permette a Pfe potenzialmente di fornire ai propri clienti, sia pubblici che privati, dati precisi e certificati sull’impatto ambientale di ogni specifico servizio offerto in conformità allo standard ISO 14067:2018.

Il nuovo protocollo Green di Pfe

Il nuovo studio pilota che è stato realizzato di recente proprio in vista della certificazione è stato oggetto di un’analisi LCA comparativa condotta in conformità ai CAM Cleaning 2021 secondo le norme tecniche ISO 14040 e ISO 14044. Lo studio sul nuovo pilota ha evidenziato come il Protocollo Green permette un significativo contenimento dell’impatto ambientale: tagliando del 33% le emissioni CO2

Quali sono stati i risultati dell’analisi LCA comparativa?
Riduzione percentuale, dovuta all’adozione del protocollo Green in particolare su queste misure:
– Formazione continua del personale
– Metodologie di lavoro ad alta efficienza
– Piano di mobilità per il casa-lavoro operatori
– Prodotti ultra-concentrati ed ecologici
– Macchine e lavatrici ad alte prestazioni energetiche
– Attrezzature tessili in ultra-microfibra e evitamento usa-getta
– Sistema di sensori per il controllo dei risultati.

Rinnovo ISO 14067: il valore del lavoro di squadra con i partner

Il rinnovo della certificazione sulla Carbon Footprint (ISO 14067) è stato possibile grazie alla collaborazione tecnica con partner specializzati, che hanno permesso di trasformare i dati di cantiere in indicatori ambientali certi.

Il ruolo dei partner nel progetto:

  • Punto 3 Srl SB: Ha gestito l’analisi del ciclo di vita (LCA). Attraverso un monitoraggio puntuale nel cantiere pilota (misurazione di consumi idrici, elettrici e pesate di laboratorio), ha costruito l’inventario dei dati necessario per gli studi comparativi richiesti dai CAM.
  • TCA Srl: In qualità di distributore e partner strategico, ha affiancato Pfe nella fase sperimentale, supportando la scelta di protocolli “green” a basso impatto. Il suo supporto è proseguito nella fase operativa con l’assistenza continua e la formazione del personale sul campo.

Infine, Bureau Veritas Italia, non un vero e proprio partner di progetto, bensì l’ente di certificazione, accreditato da Accredia, ha eseguito la verifica di terza parte, validando lo studio pilota e confermando la conformità dell’“approccio sistematico”.

Antonio Ambrosanio, Chief Innovation, Sustainability & Special Projects del Gruppo Navest, ha dichiarato: «Consideriamo questo traguardo un risultato di straordinaria rilevanza. Il rinnovo di questa importante certificazione si inserisce infatti in un percorso aziendale strutturato e coerente, fondato sull’integrazione tra innovazione e sostenibilità, e reso possibile da un intenso lavoro di sistema volto a connettere e valorizzare le migliori best practice, applicandole concretamente nei contesti in cui operiamo. Questo risultato si inserisce nel solco delle numerose iniziative virtuose già avviate e in fase di sviluppo, che confermano la direzione intrapresa e rafforzano il nostro impegno verso un modello di crescita responsabile e sostenibile».

 

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