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Linea di difesa anti-topo

(tratto da “GSA Regionale PMI” n.1/2010)

Conoscere il nemico è la chiave per annientarlo: topi e ratti hanno caratteristiche differenti ma in comune hanno prolificità, capacità di adattamento … e un acuto senso del “danno”. Ecco i consigli per una disinfestazione mirata.

 

Ratti e topi presentano delle differenze e come tali vanno affrontati seguendo piani di lavoro e strategie diverse. Entrambi sono dei mammiferi roditori appartenenti alla famiglia dei muridi, entrambi hanno accompagnato l’uomo nel corso della sua evoluzione ed esistenza, ma hanno luoghi di vita e di gestione degli spazi diversi.  Quello che li accomuna è :

  • Distruzione di milioni di tonnellate all’anno di derrate alimentari, sia consumate che rese inservibili dalla contaminazione con feci ed escrementi,
  • Trasporto quali vettori di oltre 200 microorganismi nocivi (virus, batteri, ed altri artropodi tra cui le pulci e le zecche)
  • Danni ad impianti elettrici, elettronici  e strutturali in industrie e abitazioni.

Il Mus domesticus  – il topolino delle abitazioni – che di per se può sembrare anche simpatico e reso famoso dalle favole e dai cartoni animati, vive nel contesto delle unità abitative, colonizzando tutti i locali, soprattutto quelli con dispensa e depositi di sostanze alimentari. Vive sempre nell’interno ed ha uno spostamento molto limitato. Quando decide di vivere in un luogo si sposta di alcuni metri (10 – 15), ma vive all’interno dello stesso.  Le sue dimensioni sono contenute –  pesa max 30 gr. Ed è lungo max 20 cm – e consuma dai 3 ai 5 gr di cibo al giorno. Lo fa però in tantissimi pasti (anche 15) cosicché l’avvelenamento con esche deve avvenire con principi attivi particolarmente efficaci ed a dosi elevate.

Il Rattus  rattus– ratto dei tetti – è il ratto “italico” presente ora principalmente nelle zone alte, nei fienili, nei granai, negli allevamenti zootecnici . Nelle zone a clima temperato è possibile vederlo scorrazzare nei fili elettrici e sugli alberi delle città e da qui fare capolino nei locali e nelle abitazioni; personalmente mi è capitato di vederlo nella zona di Osta. Generalmente trascorre l’intera vita nelle zone alte, quali tetti, abitazioni ed aziende agricole. Le dimensioni  sono fino a 45 cm e può pesare oltre 300 gr . E’ onnivoro anche se predilige semi e frutti.

Il Rattus norvegicus  – ratto delle fogne – alla sua comparsa in Europa (fine 700) è diventato il ratto dominante . Ha una vita sociale molto sviluppata in colonie molto numerose, è estremamente prolifico, vive in tane all’aperto in prossimità di corsi d’acqua e fognature. Compie i suoi raid all’interno sostanzialmente per trovare cibo. Le sue dimensioni possono arrivare ad oltre 500 gr. Di peso con lunghezza di oltre 50 cm. E’ un grande consumatore di cibo, arrivando ad ingerire al giorno il 10 % del suo peso. A lui piace tutto !

I ratti ed i topi hanno in comune la prolificità con un altissimo numero di nati all’anno per coppia, la capacità di adattarsi in tutte le situazioni, anche le più estreme, ed i danni che recano negli ambienti colonizzati, soprattutto nel contesto degli alimenti (food, produzione, commercializzazione, ecc).

Il controllo diventa essenziale per evitare notevoli danni:  perdita annua di centinaia tonnellate   di derrate, inquinamenti di derrate con urina e deiezioni, rosicchiamento di: cavi elettrici, telefonici, libri, travi di sostegno, danni in agricoltura alle derrate.

Sono in grado di

 Passare attraverso aperture di 2,5 cm di diametro.

Arrampicarsi lungo i bordi esterni di tubazioni di qualsiasi lunghezza e larghezza purché siano fissati alla parete con una distanza massima di 7 cm.

Arrampicarsi sui muri in mattone o su qualsiasi altro materiale purché abbia una superficie abbastanza ruvida da offrirgli appigli.

Cadere da un altezza di 15 metri senza rimanere ucciso o riportare danni fisici gravi.

Arrampicarsi all’interno di tubi con diametro compreso tra i 4 ed i 10 cm.

Scavare nella terra in verticale per 1 metro di profondità.

Nuotare per 800 metri in acqua aperta e nelle fogne anche controcorrente.

Immergersi nell’acqua passando attraverso i sifoni dei gabinetti.

Le condizioni che possono influenzare la loro diffusione sono legate all’abbandono di immondizia, alimenti non protetti – anche in scantinati o depositi , resti di cibo di animali domestici (gattare), mangimi sfusi in allevamenti. A livello di strutture, la cattiva gestione di magazzini e depositi, con merce accatastata vicino alle parei ed in zone non consone, muri rotti, porte lasciate aperte o deteriorate, cavità di tubazioni non sigillate, lavori stradali, cantieri, scavi comportano un disturbo alle colonie ed uno spostamento che si traduce poi in infestazione agli stabili ed ai fabbricati limitrofi.

 

Per la lotta è essenziale far coincidere tre elementi : la prevenzione, il monitoraggio ed il controllo che sono poi i principi base della lotta integrata. L’attività del Pest Control deve essere rivolta prevalentemente alla gestione di un servizio che prevenga, non che combatta.  E’ essenziale che le operazioni vengano svolte da aziende preparate che abbiano l’obiettivo di far sì che il problema ratti e topi non si crei al committente.  E’ essenziale partire dalla base – se possibile – quale la progettazione dei locali, dove non ci devono essere “nicchie di annidamento dei roditori”.

Le fasi di una buona disinfestazione sono:

  • Colloquio con il personale – sia essa industria alimentare, scuola, abitazioni, ecc – per comprendere il problema
  • Avere a disposizione la cartografia dell’ambiente per verificare presenza di tombinature, fognature, cavedi
  • Eseguire un’accurata ispezione  con rilievi fotografici se possibile
  • Bonificare e pulire l’area
  • Applicare un impianto di derattizzazione che deve comprendere l’utilizzo di particolari bait box di protezione – sia esse in plastica, metallo – a chiusura di sicurezza e vincolate alle pareti o al terreno, che non siano raggiungibili da animali domestici e bambini.
  • Fare una verifica periodica a calendario per il monitoraggio e la sostituzione dell’esca.

Essenziale è la progettazione ed il monitoraggio. E’ buona norma presentare al Committente una relazione tecnica  insieme all’offerta economica in cui si riportano le fasi della derattizzazione, insieme all’indicazione dei prodotti e le procedure ed i comportamenti da tenersi  durante l’esecuzione dei trattamenti. La scelta del tipo di esca diventa importante . Si utilizzano p.a. anticoagulanti che non inducano sospetti nella colonia di roditori (tra l’altro ratti e topi sono molto restii alle novità e per alcuni giorni potrebbero non consumare le esche ed entrare negli appositi contenitori).  In base ai luoghi è opportuno orientarsi su tipi di p.a  diversi ed in formulazione diversa. Sono preferibili esche  in blocchi che restano vincolati al bait box e quindi consumati sul posto. Le esche asportate nelle tane rischiano di rimanere non consumate (riserva).

La protezione è alla base dell’esecuzione del servizio: le nuove disposizioni di legge “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati” (ordinanza  del 14 gennaio 2010) indicano procedure ben precise  con obblighi specifici per l’azienda di disinfestazione. Questa legge – conosciuta anche come legge Martini, è stata introdotta per evitare la moria di animali domestici a cui si è assistito per molto tempo.

L’ordinanza ha finalità di salvaguardare le persone, gli animali e l’ambiente, contrastando certe“cattive pratiche” di derattizzazione, sia a livello “fai-da-te” che a livello professionale

 

 

Per concludere, una volta stabilita la necessità di una disinfestazione, le linee guida devono comprendere:

  • Avviso con appositi cartelli segnalatori da mettere 5 giorni prima dell’esecuzione del trattamento
  • Gestione dei punti esca su una planimetria (punti esca lungo i perimetri ogni 15-20 mt per ratti – all’interno ogni 10 mt )
  • Cartelli semplici e chiari visibili che segnalano il posizionamento del punto esca  in bait box
  • Controllo e ripristino dei punti esca a calendario
  • Fine della derattizzazione – eliminazione dell’impianto –

 

Marco Gusti

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