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Gli italiani e la pulizia

Gli italiani e la pulizia

17 aprile 2012

 Attenti a prodotti che tutelino l’ambiente e la salute e insoddisfatti del livello di pulizia degli ambienti che frequentano.

Gli italiani sono molto critici sul livello di pulizia degli ambienti di vita quotidiana e attenti all’impatto sull’ambiente e sulla salute dei prodotti utilizzati. Oggetto dell’indagine condotta da Renato Mannheimer per conto di Afidamp Servizi sono strutture sanitarie, alberghi, luoghi di ristorazione, centri commerciali, scuole, mezzi pubblici, strade, uffici aperti al pubblico. Il valore di pulizia desiderato in una scala da 1 a 10 è 8,8. Ben diverso è quello riscontrato, pari a 6,8 con un divario di 2 punti. Meno della metà degli intervistati assegna un voto molto alto, denotando l’esistenza di un ampio margine di insoddisfazione. Dal sondaggio emerge anche che gli italiani sono molto attenti all’ambiente e alla salute. L’82% degli intervistati si dichiara preoccupato per l’impatto ambientale comportato dai prodotti utilizzati, mentre l’87% dichiara di essersi posto il problema degli effetti dei prodotti sulla salute in ambito domestico. Tra questi dati il 21% dichiara di essersi preoccupato “molto” per entrambi gli aspetti e il 46% “abbastanza”.

 

Ad una valutazione del livello di pulizia riscontrato rispetto a quello desiderato negli ambienti abitualmente frequentati,  gli italiani  accusano  in particolar modo le strutture sanitarie, dove il gap è di 2,6 punti in una scala da 1 a 10, con una percentuale molto alta, pari al 15%, dei fortemente insoddisfatti. Questi valori sono secondi solo ai mezzi pubblici. Questi ultimi, ai quali è richiesto un livello di pulizia maggiore rispetto alle strade, agli uffici pubblici e ai centri commerciali sono fanalino di coda, con un gap di 2,8 punti e una percentuale elevata, pari al 19%, di coloro che si ritengono molto insoddisfatti. Le scuole, al terzo posto del desiderato, riscontrano un livello di pulizia alto solo per il 28% del campione ed è più importante che siano puliti i bagni rispetto alle aule. 

 

Migliore la situazione per alberghi e luoghi di ristorazione, dove rispettivamente il 52% e il 51% degli considera molto alto il livello di pulizia riscontrato. Anche le strade cittadine presentano una percentuale considerevole di italiani fortemente insoddisfatti, ossia che avvertono un forte divario tra le attese e la realtà (16%). Gli italiani sono disposti ad abbandonare i luoghi di ristorazione se la cucina non è pulita, l’albergo se la camera non è pulita, più che il bagno. Per i mezzi pubblici sono i sedili a fare la differenza, mentre per le strade non si sopporta la sporcizia sui marciapiedi, in particolare lo sporco lasciato dagli animali.

 

 

I soggetti titolari degli ambienti frequentati, sono considerati i responsabili della pulizia, soprattutto per luoghi di ristorazione (63%), alberghi (56%) e strutture socio-sanitarie (46%) ll ruolo di responsabilità è affidato invece alle imprese, pur senza superare il coinvolgimento degli enti titolari, nel caso degli uffici pubblici, delle scuole e dei centri commerciali (rispettivamente, responsabili per il 31%, il 28% ed il 29% degli intervistati, contro il 36%, 39% e 40% di responsabilità dei titolari). Il senso civico e la responsabilità degli utenti sono chiamati in causa nei luoghi di passaggio, ossia strade e mezzi pubblici.

Per il 77% degli intervistati è importante che il personale che fa le pulizie in un luogo pubblico sia inquadrato con un contratto di lavoro regolare, il 38% ritiene che il personale debba avere una formazione professionale specifica. Donne, casalinghe, i più istruiti, gli studenti e coloro che risiedono in grandi città sostengono l’importanza di un’attività di pulizia svolta in modo professionale. L’utilizzo di strumenti corretti è importante per l’86% degli intervistati e per il 52% sono i prodotti utilizzati a determinare l’efficacia del risultato finale.

 

 

Pulizia significa innanzitutto salute (termini associati nell’85% dei casi). È associata anche con i concetti di progresso (57%) e conquista sociale (55%) dalla maggioranza della popolazione, studenti in particolare.

 

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