HomeArticoliIntelligenza Artificiale e il futuro anteriore dell’ospitalità

Intelligenza Artificiale e il futuro anteriore dell’ospitalità

Continuiamo a scrivere di Intelligenza Artificiale ospitando un articolo di Martina Manescalchi, consulente e formatrice per hotel, giornalista, autrice e docente che sostiene: “Per gli albergatori è arrivato il tempo di aggiornarsi e adeguarsi: nessuno, in questo contesto, può permettersi di restare indietro.” 

Negli ultimi mesi nel mondo dell’ospitalità non si parla che delle grandi novità legate all’Intelligenza Artificiale. Non sempre a proposito. Se da un lato, infatti, si cominciano a comprendere le potenzialità degli strumenti di ultima generazione anche nel contesto alberghiero – sia per migliorare l’operatività dell’hotel che l’esperienza dell’ospite – dall’altra si tende a identificare l’AI come un calderone dove viene messo a bollire tutto quello che viene identificato come innovazione tecnologica. Questo è un errore piuttosto comune che può snaturarne il concetto e portare a fraintendimenti sul suo reale potenziale e ambito di utilizzo.

Innanzitutto, l’intelligenza artificiale non è semplicemente un ammasso di tutte le tecnologie disponibili, ma piuttosto un campo specifico della scienza informatica che si occupa di sviluppare sistemi e algoritmi in grado di eseguire compiti che richiedono intelligenza umana. Quando si parla di tecnologie legate all’intelligenza artificiale, è importante comprendere che molte di queste sono state disponibili e in evoluzione già da anni, se non decenni. Per questo parlo di futuro anteriore. Per esempio, gli algoritmi di apprendimento automatico e le reti neurali artificiali, due delle tecnologie fondamentali nell’ambito dell’intelligenza artificiale, sono stati sviluppati e studiati fin dagli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Tuttavia, è negli ultimi anni che hanno conosciuto un’accelerazione significativa grazie all’aumento della potenza di calcolo e alla disponibilità di enormi quantità di dati. Inoltre, molte delle tecnologie associate all’intelligenza artificiale, come il riconoscimento vocale, la visione artificiale e l’elaborazione del linguaggio naturale, sono diventate sempre più diffuse e accessibili grazie al progresso tecnologico e alla diffusione di dispositivi intelligenti e connessi.

Insomma, quando si sente palare di chatbot, sistemi di riconoscimento facciale, assistenti virtuali e machine learning come di un’assoluta novità, la prima reazione spontanea è: bella scoperta. Se nel mondo dell’ospitalità si fosse iniziato a introdurre innovazioni tecnologiche con maggiore tempestività, probabilmente oggi saremmo più preparati ad accogliere e a sfruttare al meglio la grande rivoluzione a cui stiamo assistendo.

Una rivoluzione che ci cambierà per sempre 
Perché di questo si tratta; quello che stiamo vivendo è un momento di passaggio che arriverà a cambiare le vite e il lavoro di tutti, non soltanto nel settore alberghiero. Basti pensare al recente rilascio di Rabbit R1, smart assistant con tante funzionalità AI, in grado di svolgere un gran numero di azioni e di imparare direttamente dall’utente. Il sistema operativo Rabbit OS consente all’utente di chiedere qualsiasi cosa al device che può eseguire i compiti. L’aspetto veramente interessante è una sorta di modalità di allenamento che permette di addestrare il device a svolgere diverse azioni in modo che in futuro possa farlo da solo. Proviamo solo a immaginare quanto un dispositivo del genere potrebbe rivoluzionare l’operatività in hotel. Ho citato Rabbit, ma mentre sto scrivendo certamente saranno in atto chi sa quante evoluzioni e implementazioni. Per gli albergatori è arrivato quindi il tempo di aggiornarsi e adeguarsi: nessuno, in un contesto del genere, può permettersi di restare indietro. Ma vediamo brevemente le principali possibilità attuali di impiego e le relative opportunità.

Personalizzazione dell’esperienza
L’AI analizza i dati degli ospiti per anticipare preferenze e abitudini, consentendo agli hotel di offrire esperienze personalizzate, come la scelta di cuscini preferiti o servizi particolari. È dunque possibile una profilazione più avanzata attraverso l’analisi di dati provenienti da diverse fonti. Questo permette di segmentare gli ospiti in modo più accurato, comprendendo meglio le loro preferenze e comportamenti. Integrati ai tradizionali CRM, gli strumenti di AI sono in grado di generare un profilo iper-dettagliato dell’ospite, consentendo di offrire un’esperienza personalizzata al massimo. Ovviamente a patto di saper leggere e interpretare i dati in base alle esigenze del proprio target.

Revenue Management System
L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei sistemi di Revenue Management degli hotel ha rivoluzionato la gestione delle tariffe e delle disponibilità, consentendo una precisione e una tempestività senza precedenti, per esempio per quanto riguarda l’analisi predittiva e le tariffe dinamiche. È infatti possibile analizzare enormi quantità di dati storici, previsionali e in tempo reale per predire modelli di domanda futura. Questa analisi predittiva consente di regolare in modo dinamico le tariffe in risposta a variabili complesse come eventi locali, condizioni meteorologiche e tendenze di mercato. Tra le altre cose, i RMS sono in grado di creare tariffe dinamiche in tempo reale, adattandole a cambiamenti repentini nella domanda e nel comportamento di prenotazione. Questo approccio dinamico massimizza i profitti ottimizzando costantemente il rapporto tra prezzo e occupazione.

Google Ads iper-profilate
Le campagne pubblicitarie su Google saranno sempre più profilate e la segmentazione sempre più dettagliata. Basti pensare al nuovo strumento di Google Ads basato su Gemini, l’Intelligenza Artificiale di Google che verrà a breve implementata per aumentare la precisione delle campagne. Il chatbot utilizzato è in grado di fare domande specifiche e memorizzarle per meglio comprendere gli obiettivi di una determinata campagna e realizzarla in modo da profilarla al massimo. Risultato? Miglior rendimento della campagna stessa e minimo rischio di dispersione del budget.

Ottimizzazione dell’attività social
L’AI può analizzare enormi quantità di dati provenienti dai social media, inclusi i commenti degli ospiti, le interazioni e le tendenze di mercato. Questa analisi può fornire preziose informazioni sull’opinione degli ospiti, sui loro interessi e sulle tendenze di viaggio, consentendo agli hotel di adattare le proprie strategie di marketing e di comunicazione. Utilizzando algoritmi di apprendimento automatico, è possibile personalizzare il contenuto sui social media in base ai comportamenti e alle preferenze degli ospiti. Ciò significa che gli hotel possono fornire contenuti più rilevanti e coinvolgenti per il loro pubblico, aumentando l’interazione e la fedeltà dei clienti. Le tradizionali piattaforme di gestione dei contenuti social – Hootsuite, SproutSocial e Buffer, per esempio – si stanno dotando di strumenti di Intelligenza Artificiale per fornire suggerimenti su quali tipi di contenuti generino maggiore coinvolgimento e interazione con il pubblico dell’hotel.

Questi sono soltanto alcuni dei campi in cui l’AI sta portando significativi cambiamenti per le attività dell’hotel. Non si tratta dunque più un concetto astratto, ma di uno strumento tangibile e potente al servizio di ogni reparto dell’albergo. In questo momento di passaggio è più che mai importante studiare, conoscere, aggiornarsi. E sperimentare, sperimentare e sperimentare. Perché ulteriori novità non tarderanno ad arrivare. E noi siamo convinti che, come tutte le innovazioni tecnologiche, anche l’AI aiuterà gli hotel a delegare operatività per lasciare all’umano più tempo e ispirazione per quello che dovrebbe saper fare meglio: l’accoglienza non artificiale.

 

 

 

 

ULTIMI ARTICOLI