HomeArticoliIl Cleaning professionale nel mercato nordafricano

Il Cleaning professionale nel mercato nordafricano

Le indagini sul mercato nordafricano per il settore del Cleaning professionale sono state presentate da ICE Agenzia in un evento promosso da AFIDAMP. Importanti indicazioni per le aziende italiane interessate a quei mercati.

Il Cleaning professionale nel mercato nordafricano offre grandi opportunità alle aziende italiane del settore, con una domanda di servizi e prodotti per la sanificazione e l’igiene cresciuta in seguito alla pandemia. E’ quanto si evidenzia nell’indagine sui mercati di Marocco, Egitto e Algeria presentata da ICE, in un evento promosso da AFIDAMP che ha preceduto l’inizio dei lavori di Forum Issa Pulire.
Analizzando la situazione sui diversi mercati, si sottolinea che in Marocco e in Egitto è consigliabile lavorare con un partner locale, mentre in Algeria è indispensabile solo per approcciare la pubblica amministrazione. I tre Paesi sono accomunati da crescita economica, crescita di infrastrutture e di nuovi spazi dedicati al pubblico, come aeroporti, stazioni e centri commerciali, che richiedono la necessità di sistemi di pulizia efficienti. In questo senso la grande fiducia nel Made in Italy è un valore aggiunto per le aziende del nostro settore. In questi Paesi l’Italia è già presente con successo.
Marocco
In Marocco, come ha sottolineato Mohamed Sami Ben Jelloul, trade analyst di settore di ICE Marocco l’andamento positivo dalle esportazioni italiane registrato nel 2021 (+29%), si è riconfermato nel primo semestre 2022, con un incremento del 25% rispetto a giugno 2021. L’Italia, con una quota del 21,7%, si trova al secondo posto come il principale fornitore di  macchinari di pulizia del Marocco dopo la Cina e la Germania. Si posiziona al terzo posto, come fornitore di prodotti chimici, con una quota del 13% e come fornitore di prodotti con una quota media del 11,7%. E ancora è al terzo posto come fornitore di spazzole e abrasivi, con il 16,5%. Lavorando sui punti deboli, la concorrenza turca e cinese (Paesi che praticano prezzi più bassi)  e il problema della lingua, l’Italia ha tutte le carte in regola per poter raddoppiare i numeri acquisiti e diventare il principale partner commerciale nel settore della pulizia industriale. In particolare se le aziende saranno in grado di presentare un’offerta commerciale che includa : servizio post vendita, di assistenza tecnica e di consulenza; formazione dei tecnici, prestatori e distributori locali; documentazione tecnica disponibile in lingua arabo e francese; predisposizione in loco di accessori e pezzi di ricambio.
Egitto
Anche sul mercato egiziano l’Italia è già ben presente, ma con opportunità di crescita consistenti, come ha spiegato Riham Abouelmagd, trade analyst di settore ICE Egitto. L’Italia e la Germania sono i secondi maggiori fornitori del mercato egiziano con una quota di circa il 10% per ogni paese. Al primo posto la Cina. Le opportunità per le aziende italiane sono in divenire. Dopo l’entrata in vigore dell’accordo continentale africano di libero scambio nel gennaio 2021, che comprende 36 paesi membri dell’Africa orientale e occidentale, l’Egitto è diventato un hub strategico per gli investimenti stranieri. Il governo egiziano ha sostenuto questa direzione emettendo la nuova legge sugli investimenti e la nuova legge sulle zone economiche speciali per offrire più incentivi agli investimenti e garanzie di investimento per la sostenibilità. La promozione della costruzione di un bark/hub industriale e italiano nella zona economica speciale del canale di Suez permetterà alle aziende italiane del settore della sanificazione industriale e dei prodotti chimici di pulizia di accedere al mercato egiziano. Permetterà anche alle aziende italiane di accedere al mercato africano, il cui valore di importazione di questa categoria di prodotti ha raggiunto circa 500 milioni di dollari all’anno negli ultimi cinque anni. Il Paese è in grande espansione. Moltissimi sono i giovani che entreranno nel mondo del lavoro e il Governo si sta impegnando per costruire nuovi spazi sanitari, scuole, aree commerciali e infrastrutture pubbliche. Questo costituisce una grande opportunità per le aziende italiane del settore, che dovranno però affidarsi a un partner locale, o a un distributore per poter operare al meglio in questo Paese. Ma l’interesse è alto. Il 55% delle aziende egiziane che lavorano nel campo della pulizia professionale sia dal lato dell’offerta (materiali e strumenti per la pulizia professionale), sia dal lato della domanda (servizi di outsourcing della pulizia professionale) sono interessate a comunicare con i fornitori italiani. In particolare è alto l’interesse nei confronti dei prodotti chimici.
Algeria
Diversa la situazione in Algeria, come spiega Hakim Cheniti, trade analyst di settore ICE Algeria, Paese nel quale dalla fine del 2019, gli investitori stranieri sono liberi di investire, senza doversi associare a un investitore algerino. Qualsiasi investitore, algerino o straniero, può beneficiare delle misure fiscali e parafiscali purché investa per la creazione, l’estensione e/o la riabilitazione delle capacità di produzione. Un’azienda italiana che desideri produrre in Algeria, potrà beneficiare di esenzione dall’IVA e dai dazi doganali sulle attrezzature importate che sono destinate all’attività di produzione; esenzione dall’imposta sul reddito delle società (IBS) e dall’imposta sulle attività commerciali (TAP) per un periodo minimo di 3 anni; concessione di terreni per 99 anni ad un costo molto basso. L’Algeria è un Paese giovane, in sviluppo e cambiamento dal 2019. Fortemente legato al settore degli idrocarburi, sta ora crescendo anche grazie ad altri settori. Resta comunque ancora un Paese in cui l’industria è fortemente nelle mani del settore pubblico. Nonostante la pandemia Covid-19 e il basso prezzo del petrolio, abbiano indebolito l’ambiente macroeconomico dell’Algeria, oggi il Paese dimostra segnali di ripresa. Le imprese di pulizia professionale, per esempio, sono principalmente micro-imprese che subiscono vincoli di finanziamento, e generalmente si concentrano su prodotti entry-level. Per quanto riguarda le grandi imprese di pulizia che si occupano dell’industria alimentare e del settore ospedaliero, sono dotate di attrezzature di gamma alta o gamma media. Gli alberghi cercano attrezzature che non causino inquinamento acustico, quindi cercano prodotti di gamma alta o gamma media. Le strutture sanitarie generalmente esternalizzano le loro attività di pulizia. Nel settore industriale, le esigenze in termini di igiene e le condizioni restrittive di utilizzo (polvere e scarico di effluenti liquidi) orientano la domanda verso materiali performanti e solidi di alta o media gamma. Nelle infrastrutture di trasporto, l’importanza delle superfici da pulire e la densità dell’occupazione degli spazi, richiedono attrezzature potenti e robuste e quindi orientano la domanda verso la gamma media o la gamma alta. L’Italia, già tra i principali fornitori dell’Algeria, avrà l’opportunità di incrementare il proprio business in questo Paese, lavorando sulla fornitura di prodotti di gamma medio-alta.

Gli uffici di AFIDAMP e gli uffici di ICE sono disponibili per fornire supporto e tutte le indicazioni necessarie. E’ possibile rivedere il convegno sul canale Youtube di AFIDAMP: https://www.youtube.com/watch?v=4aqNSL0LI_g.

ULTIMI ARTICOLI