HomenewsTransizione 5.0: aspetti tecnici, opportunità e agevolazioni

Transizione 5.0: aspetti tecnici, opportunità e agevolazioni

Transizione 5.0 è un tema centrale che AFIDAMP sta da tempo monitorando per supportare e guidare i propri soci che investono in beni funzionali all’economia circolare, alla sostenibilità e al risparmio energetico.

La transizione digitale ed energetica è stata oggetto del  webinar Transizione 5.0: aspetti tecnici, opportunità e problematiche alla luce del Decreto Legge 19/2024 del 2 marzo”, organizzato dalla Federazione FINCO, a cui AFIDAMP aderisce dal 2020, per informare tutte le aziende sulle recentissime novità, introdotte dal Decreto Legge 19/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo e relativo alle ulteriori disposizioni per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

A condurre il seminario, illustrando le novità, Marco Belardi, consulente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE), che ha evidenziato come la Transizione 5.0 sia concentrata espressamente sugli investimenti, realizzati nel corso del 2024 e nel 2025, che comportino un reale e documentabile risparmio energetico. Il decreto punta quindi a valorizzare e agevolare lo sviluppo di progetti di economia circolare e di sostenibilità e in particolare le fatture possono riferirsi a tre distinte tipologie di costo: originato da investimenti in beni strumentali “4.0”, in beni materiali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo e alle spese per la formazione del personale previste dall’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 651/2014.

La Transizione 5.0 non elimina la Transizione 4.0, anzi si tratta di due norme distinte, ma accomunate dai beni agevolabili rientranti per entrambe all’interno degli allegati A e B della Legge 232/2016, dove gli investimenti oggetto di agevolazione della Transizione 5.0 riguardano però solo l’effettivo e attestabile risparmio energetico.

Alla luce delle tempistiche per la richiesta di incentivi individuate dal Decreto Legge 19/2024 del 2 marzo, Belardi ha sottolineato che i tempi sono però abbastanza stretti, dato che per il 2024 già alcuni mesi sono trascorsi e che, anche per il 2025, per la compensazione il termine tassativo è la dichiarazione F24 del 31 dicembre 2025. Sarà quindi necessario effettuare gli investimenti corretti e realizzabili in termini brevi. Qualche esempio concreto: i sistemi fotovoltaici sono incentivabili solo se i pannelli sono di TIPO A e i sistemi di ERP lo sono, solamente nel caso in cui prevedano piattaforme utili per un risparmio energetico rendicontabile.

Il sistema di accesso, diversamente da quanto era stato per la Transizione 4.0, prevede inoltre una sorta di prenotazione, con l’invio di tutta la documentazione alla commissione di valutazione, incluso il calcolo dell’incentivo di spettanza, in modo da prevedere una soglia di spesa, con la possibilità di fermare le richieste una volta che la cifra di incentivi previsti (3,1 miliardi nel 2024 e 3,1 nel 2025) viene raggiunta. Solo una volta superato questo step sarà possibile accedere effettivamente agli incentivi e alle agevolazioni fiscali.

Poiché devono essere emanati ancora i decreti attuativi che guidino i fruitori degli incentivi alla corretta rendicontazione è necessario rimanere aggiornati per ulteriori novità. Lo stesso Belardi sta preparando una sezione di FAQ sul sito del MISE e il ruolo di AFIDAMP sarà quello di tenere sempre aggiornati i propri soci sulle novità in corso.

Aggiornamento su Transizione 4.0

Secondo il recente Decreto Legge 29 marzo 2024, n. 39, articolo 6, a decorrere dal 30/3/2024 per la fruizione dei crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi e dei crediti d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica, ivi incluse le attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica, le imprese sono tenute a comunicare preventivamente, in via telematica, l’ammontare complessivo degli investimenti che intendono effettuare, la presunta ripartizione negli anni del credito e la relativa fruizione.

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