Essity, con Crush sulle tracce della “circular economy”

31 Maggio 2019 - imprese & dealers

Essity, con Crush sulle tracce della “circular economy”

Essity lancia una linea di prodotti tissue che dà nuova vita ai residui di lavorazione alimentare: Crush, presentato qualche giorno fa a Milano, è un progetto di economia circolare che riutilizza sottoprodotti agroalimentari per la realizzazione di carta di alta qualità, riducendo la quantità di cellulosa proveniente dagli alberi. Da seguire anche la tecnologia Phoenix Process™ di Sft, basata sul reimpiego della paglia da grano.

Lo scorso 28 maggio, nella bella cornice dell’Hotel Milano Scala -albergo che, come i più attenti ricorderanno, spicca per la sua attenzione al verde e alla sostenibilità pur trovandosi nel cuore della metropoli- Essity ha lanciato il nuovo progetto Crush nel corso di una conferenza stampa molto seguita e partecipata.
Grande attenzione all’economia circolare
Non poteva esserci palcoscenico più appropriato: l’azienda, riferimento mondiale nei settori dell’igiene e della salute (sono suoi i brand TENA, Nuvenia, Tempo, Tork, Demak’Up, Libero, Leukoplast, Jobst e Actimove), è infatti da anni impegnata in prima linea sul fronte della sostenibilità ambientale, e questo progetto ne è l’ennesima riconferma: grazie a questa iniziativa, infatti, Essity produce carta tissue di alta qualità riutilizzando sottoprodotti di lavorazioni agroindustriali – come residui di arance, mais o caffè, altrimenti sprecati – che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero.
Sottoprodotti 100% “from Italy”
E la cosa ancor più interessante è che si tratta di sottoprodotti di origine 100% italiana, che vengono rilavorati meccanicamente senza utilizzo di prodotti chimici e rivalorizzati come nuova materia prima per la produzione di carte ecologiche di alta qualità, in sostituzione della cellulosa vergine. Inoltre, il processo prevede un minor utilizzo di sostanze chimiche rispetto all’impiego di 100% fibra riciclata. Tovaglioli, carta cucina e molto altro: tutta tricolore anche la trasformazione.Ma cosa viene prodotto? Ad esempio tovaglioli, carta cucina, fazzoletti e carta igienica biodegradabili e biocompostabili. Anche la trasformazione avviene al 100% in siti italiani, seguendo un processo che, da un lato promuove il reimpiego delle risorse di sottoprodotto agroindustriale con basso impatto ambientale, e dall’altro consente la riduzione dell’impatto sulle foreste ottimizzando l’utilizzo della cellulosa, dando vita ad un circolo virtuoso di economia circolare.
Sostenibilità “in simbiosi”
Un processo sostenibile, nato dalla simbiosi industriale tra Essity e Favini, con una chiara tracciabilità delle materie prime, di cui Essity ha i diritti esclusivi per produrre carta tissue in Italia. Il risultato finale è un prodotto che rispetta l’ambiente, testato dermatologicamente e ipoallergenico, con un’elevata versatilità. Una carta particolarmente morbida, raffinata e di qualità, garantita anche dal marchio Ecolabel, per la massima sostenibilità della catena di produzione totale.
Grande orgoglio e soddisfazione
La soddisfazione si tasta con mano: “Siamo orgogliosi di poter annunciare questo nuovo progetto che rappresenta un ulteriore tassello del nostro piano di sostenibilità”, ha commentato Antonio Zanframundo, Operations Director GHS di Essity Italia. “I consumatori oggi sono sempre più consapevoli e sensibili alle tematiche ambientali e le loro scelte si riflettono anche nei comportamenti d’acquisto. Poter offrire un prodotto innovativo e fortemente ecosostenibile, realizzato interamente in Italia nel nostro stabilimento di Collodi, è motivo di orgoglio per tutti noi e ci incoraggia nella ricerca di proposte sempre più innovative e distintive”.
Dalla paglia alla polpa: la sorpresa si chiama Phoenix Process™
Ma non è tutto: un’altra gradita sorpresa è stata una rivoluzionaria tecnologia che permette di ricavare materiale perfettamente utilizzabile perfino dalla paglia: in aggiunta al progetto Crush, infatti, Essity ha da poco avviato negli Stati Uniti una nuova tecnologia, chiamata Phoenix Process™ di SFT, che converte paglia di grano in polpa adatta alla produzione di prodotti di carta. La carta creata con questo metodo è bianca, morbida e forte, paragonabile al tissue ottenuto con la cellulosa proveniente dagli alberi. L’avvio della produzione, previsto per la fine del 2020, avverrà presso lo stabilimento di Mannheim (Germania) per la realizzazione di prodotti di largo consumo e igiene professionale. Una valida alternativa alla cellulosa degli alberi che garantisce maggiore flessibilità all’azienda, caratteristica indispensabile al giorno d’oggi vista la scarsa disponibilità di risorse e la necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti di fibra vergine.

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