Colpo di Spugna in Spagna: e torna il sorriso

18 aprile 2010 - news

Colpo di Spugna in Spagna: e torna il sorriso

«Guerra spagnola: grande assalto e buon rientro», recita un semi-sconosciuto proverbio italiano: come a dire che il colpo di spugna (in Spagna) ha dato i suoi risultati e tutti sono tornati a casa soddisfatti dell’andamento della fiera.  Pulire Espana, dunque, non ha deluso: ha chiuso le sue porte con un grande successo in termini di partecipazione. Oltre 10.620 operatori professionali del settore della pulizia hanno visitato Pulire España durante i giorni 23,24 e 25 di marzo nel Quartiere Fieristico Ifema, facendo registrare un incremento del 10% rispetto all’ultima edizione. Fabbricanti, distributori, imprese di pulizia, imprese di servizi di ristorazione collettiva, ospedaliere e il facility management (gestione di strutture e servizi generali) sono stati, infatti, i grandi protagonisti della tre giorni di manifestazione. Un’edizione all’insegna delle novità sia in termini di tecnologie che di attrezzature per il settore del cleaning: ampi momenti dedicati al dibattito sui temi d’interesse, come l’outsourcing dei servizi e il grande riconoscimento per una professione che, purtroppo ancora oggi, opera (e molto) nel disinteresse generale.

Non poteva essere dunque più centrato il visual pubblicitario che abbiamo visto campeggiare nella campagna pubblicitaria di Afidamp Servizi: un cuore rosso su sfondo nero. Perché è dal cuore che si riparte per risalire la china: e quello del comparto ha cominciato a ripompare ottimismo nelle vene e a scandire di nuovo a pieno regime quel ritmo cardiaco che si era indebolito nel 2009, soprattutto in Spagna. È dello stesso avviso Toni D’Andrea – AD Afidamp Servizi – radioso per il successo registrato: « Il cuore, anche a Madrid, ha vinto ancora una volta. Il cuore rosso della passione, la voglia inconscia e inconsapevole di esprimere nei confronti della manifestazione una voglia di continuità e di successo che le circostanze più recenti, soprattutto in Spagna, avevano qualche volta  lasciato disperare. La fiera si è appena conclusa e quel cuore è più grande e più rosso che mai. 10.620 ingressi contro 9.658 della scorsa edizione, un incremento sui visitatori del 10% a fronte di un decremento del numero degli espositori del 42% e dei metri quadri occupati del 49%. Nelle fiere il gioco delle parti è fatto da espositori e visitatori. Buona norma vuole che questi crescano in modo proporzionale.

E’ strano che il consenso alla manifestazione sia stato tributato solo da una delle due parti ed in modo cosi evidente. Chiediamoci perché. Possiamo dire che venivano tutti da Madrid ed avevano risparmiato sui costi di viaggio? No, il 40% dei visitatori veniva da Madrid, il resto (60%) da Barcellona, da Valencia, da Alicante, da Malaga, ecc. Esattamente come 2 anni fa.  Possiamo dire che c’erano altri eventi all’interno di IFEMA che hanno portato a Pulire visitatori migrati da altri eventi? No. Durante i giorni di fiera nessun altro salone ha avuto luogo nei padiglioni dai quali si poteva migrare. Possiamo dire che il mondo del cleaning istituzionale spagnolo si è mosso compatto a sostegno del progetto Pulire? No, qualche mese prima un’altra fiera del cleaning e un’altra associazione, non presente in fiera, avevano tentato di distrarre l’attenzione da Pulire.  Non possiamo dire bugie. Dobbiamo dire che Pulire España è stata una grande bellissima sorpresa. E’ stata una prova di fedeltà da parte degli espositori che ci hanno creduto e che ringraziamo con affetto e gratitudine. E’ stata una prova di maturità del mercato che riconosce in Pulire Espana un luogo di valore per il settore, un’ occasione per conoscere e per condividere. E’ stata una vittoria per chi ci ha creduto, per tutti quelli che l’hanno voluta, nonostante le previsioni disastrose  sul suo probabile esito. È stata una bellissima edizione, nella quale abbiamo registrato la piena soddisfazione di espositori e visitatori. E’ stata un’occasione per ridisegnare alcune geografie commerciali e di relazione nel mercato del cleaning in Spagna e non solo. E’ stata una festa di dignità, di serietà, di fedeltà. E’ stata l’occasione migliore per costruire una prospettiva di futuro nel mercato spagnolo. Nel quale crediamo tutti».

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