Il nuovo studio pilota, condotto presso Renault Italia (Roma), ha validato il Protocollo Green con LCA comparativa conforme ai CAM Cleaning 2021 (ISO 14040/14044), evidenziando una riduzione del 33% delle emissioni di CO₂ grazie a leve integrate.
Il cuore del progetto è un Approccio Sistematico alla quantificazione dell’impronta climatica dei servizi di pulizia, che permette di produrre dati certificati e potenzialmente spendibili anche dai clienti – pubblici e privati – nei propri percorsi di accountability e miglioramento, nel rispetto della norma ISO 14067:2018.
Il Protocollo Green: risultati misurabili e LCA comparativa conforme ai CAM Cleaning 2021
Lo studio pilota è stato analizzato tramite LCA comparativa (CAM Cleaning 2021; ISO 14040/14044) e ha evidenziato, come anticipato, una riduzione del 33% della CO₂ grazie a un mix integrato di misure: formazione e procedure efficienti, mobilità casa-lavoro degli operatori, chimica ultra-concentrata, macchinari energeticamente performanti, microfibra e riduzione dell’usa e getta, oltre a sistemi di monitoraggio tramite sensori.
La sperimentazione presso Renault Italia: un caso concreto di applicazione sul campo
La sede di Renault Italia a Roma ha rappresentato il contesto ideale per validare operativamente il modello: un ambiente reale, con esigenze quotidiane e standard elevati, in cui la misurazione non è teorica ma si traduce in scelte, procedure e risultati.
La sperimentazione ha permesso di consolidare dati e processi utili alla ri certificazione CFP, rafforzando l’impianto metodologico e rendendo ancora più solida la replicabilità del protocollo in contesti analoghi. Da qui l’idea di portare avanti anche il progetto Sustainable Building, per elevare ancora di più standard e percorso di Sostenibilità a 360°.
Benedetto Messina, CFO Renault Italia, ha dichiarato: “La sperimentazione realizzata nella nostra sede di Roma rappresenta un valore concreto per Renault Italia: ci ha permesso di misurare con precisione l’impatto delle nuove procedure di cleaning e di verificarne i benefici reali sul campo. La collaborazione con Pfe e il Gruppo Navest si è rivelata fondamentale per tradurre un modello innovativo in risultati tangibili, dimostrando che sostenibilità e gestione efficiente possono procedere insieme. Questo approccio, basato su dati certi e replicabili, ci offre un metodo affidabile per guidare scelte future e adottare pratiche sempre più sostenibili e misurabili anche in altri siti aziendali”.
A conclusione del percorso, è stato inoltre redatto un articolo scientifico con l’ausilio dell’Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione, con l’obiettivo di consolidare metodologia, evidenze e risultati della sperimentazione, contribuendo alla diffusione di pratiche basate su dati e misurazioni verificabili.





