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Sostenibile e pulito. Ecco l’hotel di domani

Fra tradizioni consolidate, pillole di antica saggezza romagnola e nuovissimi trend alberghieri ha festeggiato i 10 anni l’Hospitality Day, la giornata di approfondimento, incontro e formazione promossa da Teamwork. Ben 4500 partecipanti e 200 relatori qualificati si sono incontrati in un’atmosfera di festa. Le riflessioni di Mauro Santinato, patron di Teamwork: “Sostenibilità e igiene imprescindibili in albergo”. 

All’indomani del decimo Hospitality Day, che ha consacrato -se mai ce ne fosse ancora bisogno- il successo di Teamwork nel panorama della consulenza e formazione alberghiera, il numero uno della società riminese Mauro Santinato è visibilmente soddisfatto.

Com’è andata?
“Benissimo. È stata davvero l’edizione più ricca e bella di sempre, con 4500 partecipanti e 200 relatori di altissimo livello, 15 sale formative e 7 arene tematiche per spaziare fra gli argomenti più “mainstream” del settore. Esperti dell’ospitalità, imprenditori illuminati e persone straordinarie si sono confrontati in un’atmosfera di festa, complice anche il clima ancora praticamente estivo. E’ una gioia vedere che ogni anno riusciamo a superarci, e che quella che è partita come una scommessa per dare una mano agli albergatori è ormai diventata un attesissimo momento di incontro, scambio, formazione e aggiornamento”.
Di cosa si è parlato?
“Gli argomenti sono moltissimi, e si legano a doppio filo con i più attuali trend alberghieri. Su tutti direi la sostenibilità, che è stata anche protagonista di “Mode”, un progetto che prende spunto dal passato progetto “Demo” -come vede abbiamo riciclato anche il nome- e che ha visti coinvolti 12 prestigiosi studi di architettura e progettazione chiamati a realizzare in piena libertà una camera d’albergo sostenibile. Abbiamo inoltre dato suggerimenti per un posizionamento alternativo e sostenibile. Poi il design, a cui abbiamo dedicato una sala ad hoc con le idee di oltre 30 architetti. E ancora, naturalmente, la tecnologia, i social e la digitalizzazione, ma… c’è un ma”.
E sarebbe?
“L’importanza della persona, dell’ospite come essere umano con il suo portato di sensazioni, ricordi, suggestioni e sentimenti. Il che non vuol dire essere antiquati: un esempio pratico è il cosiddetto neuromarketing alberghiero, con le leve giuste da toccare per costruire una vera esperienza con tutti i crismi fra aspettative, desideri ed emozioni. Il fatto è che la tecnologia non deve cancellare l’umanità, altrimenti non solo si rivela inutile, ma addirittura controproducente. Lo ha ricordato bene, tra il serio e lo scherzoso, l’attore Paolo Cevoli nel suo intenso intervento conclusivo intitolato non a caso “Lezioni di marketing romagnolo”.
Un volto e una parlata che più romagnoli non si può. Cosa ha detto?
“Ha ricordato la sua infanzia e giovinezza da figlio di storici albergatori riccionesi. Ci ha fatto respirare il clima di un’Italia diversa, quella degli anni ’50 e ’60, in cui gli albergatori facevano la magia di far dormire sotto lo stesso tetto tedeschi e inglesi, che si erano appena sparati addosso durante la guerra. Se ci pensiamo già questo non è poco”.
Vero. Era un’Italia capace di fare miracoli
È stato emozionante quando ha ricordato alcune di saggezza familiare dell’epoca: “Ai clienti bisogna volerci bene, perché se stanno bene loro stiamo bene noi”, dicevano i suoi. Oppure quando, undicenne, fu sbattuto in sala ristorante per imparare a mettersi al servizio degli altri. Il padre gli diceva: “Ricordati che se servi, servi. Se non servi, non servi a niente”. Parole che la dicono lunga sul modo di concepire l’ospitalità che tanta fama ha dato ai nostri territori. Tecnologia o non tecnologia, prima di tutto bisogna saper mettere l’ospite al centro, poi cucirgli addosso l’esperienza. Occorre far tesoro dei nostri valori del passato, perché non sono affatto andati in soffitta”.
Però l’ospitalità oggi sta cambiando…
“Sì, le nuove tendenze sono molte. Un altro trend molto sentito riguarda gli orari e le modalità di fruizione dell’hotel, che non è più il posto in cui si mangia e si dorme, ma una struttura aperta al territorio dalle sette del mattino a mezzanotte, con tanti servizi non solo a beneficio degli ospiti. Sempre a proposito del valore delle persone, si è parlato molto di risorse umane e del tema generazionale della “longevity”, con la vita attiva che si allunga e che richiede, anche da parte del mondo alberghiero, risposte sempre più mirate.”
Nonni e nipoti… si incontrano in albergo
“E’ così, c’è una compresenza generazionale diversa da un tempo. Da un lato abbiamo giovani generazioni che viaggiano sempre di più anche autonomamente, dall’altro ultrasettantenni che non sono più disposti a restare chiusi in casa -o in camera-, e che in viaggio cercano relax, comfort e benessere”.
Altre tematiche da ricordare?
“Si è parlato anche di soluzioni diverse dall’hotel, come ostelli e camping, affitti brevi e cicloturismo, poi del ruolo della direzione alberghiera, di videomarketing, assicurazioni, collaboratori, formazione, gestione e acquisti, colazioni all’italiana e no, così come di pulizia e housekeeping green. A proposito di sostenibilità, uno sguardo attento è andato al tema del risparmio energetico, visti anche i rincari che stanno mettendo in difficoltà non poche strutture. La questione non è più rimandabile, è indispensabile trovare soluzioni”.
C’erano anche nomi importanti non strettamente del settore
“Oltre al comico Cevoli, che ha chiuso idealmente la giornata, abbiamo avuto l’onore di ospitare vere e proprie star, come Ernst Knam, il pastry chef protagonista del talent show televisivo Bake Off Italia, il giornalista e conduttore Rai Emilio Casalini, mente e volto di “Generazione bellezza” e la chef stellata Cristina Bowerman”.
Prima ha parlato di igiene. Che valore ha in un hotel?
“E’ sempre stata fondamentale e lo è ancor di più dopo il Covid. Ormai gli ospiti non sono più disposti a transigere nemmeno sui minimi dettagli, e non è questione di stelle. Non si guarda a quello, non c’è una pulizia a una stella e una pulizia a cinque stelle. Il pulito deve esserci ed essere impeccabile a prescindere. E non riguarda solo le superfici, ma anche l’aria e le scelte progettuali, come quella, importantissima, dei materiali. Ma non basta ancora: l’igiene, oltre a farla bene, bisogna anche certificarla e comunicarla. Molti interventi hanno riguardato proprio l’aspetto della certificazione e della comunicazione del pulito, fondamentale come lo è, ancora una volta, la sostenibilità delle operazioni di pulizia”.
In Francia stiamo assistendo a una recrudescenza della cimice dei letti, vero incubo per i viaggiatori e… gli albergatori
“Neppure questo argomento è sfuggito. A proposito, un’azienda specializzata ha presentato un innovativo sistema per disinfettare i bagagli, che sono uno dei veicoli privilegiati della cimice del viaggiatore. All’ingresso dell’hotel si passano borse e valigie sotto la macchina e il gioco è fatto. Un semplice accorgimento per la massima sicurezza”.

  

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