HomeArticoliMercato del cleaning, uno sguardo sull’anno della ripresa

Mercato del cleaning, uno sguardo sull’anno della ripresa

Presentate online le ormai tradizionali indagini sul mercato del cleaning realizzate da Cerved per AFIDAMP. I dati, relativi al 2022, scattano una dettagliata istantanea del primo vero anno del post-Covid. L’incertezza permane, legata soprattutto ai rincari energetici, ma i numeri testimoniano un rimbalzo positivo. I produttori “sfondano” il tetto dei 2 miliardi di vendite, dai dealers grande prova di ottimismo.

Un ulteriore salto di qualità nei numeri, nel metodo e nella modalità di restituzione dei risultati. Tanti dati, sia quantitativi sia, soprattutto, qualitativi che fotografano dodici mesi cruciali (anche) per il mercato del cleaning industriale dal punto di vista dei produttori e dei distributori professionali.
Il ’22, anno del grande “rimbalzo”
Le ultime indagini sul mercato del cleaning professionale realizzate da Cerved Marketing Intelligence per conto di AFIDAMP e presentate online il 5 settembre in un seguitissimo webinar disegnano un “mosaico” articolato del 2022 del nostro settore, senza lesinare approfondimenti e “squarci” su ciò che ci attende. I dati si riferiscono infatti allo scorso anno solare, e sono utilissimi per tracciare gli ultimi trend. “Si tratta di un anno molto importante -ha commentato il direttore AFIDAMP Stefania Verrienti-, perché è il primo, dopo l’emergenza in cui sono cadute le ben note restrizioni che hanno caratterizzato la stagione del Covid. Per questo i numeri e il “sentiment” riferiti a quest’anno sono molto rappresentativi e significativi”.
Vendite oltre quota 2 miliardi
Un concetto ribadito dal vicepresidente Francesco Pasquini, in rappresentanza dei produttori. “Dal punto di vista del fatturato è stato un anno da record. Sono stati infranti i “muri” psicologici del miliardo di euro di vendite sia sul mercato italiano, con un incremento del 9% rispetto al 2021, sia su quelli esteri, con una crescita attestatasi addirittura a 16 punti percentuali. Certo, occorre fare attenzione al fenomeno inflattivo determinato soprattutto dai rincari su energia e materie prime, ma è estremamente positivo il fatto che, per la prima volta, i dati complessivi parlano di vendite oltre i 2 miliardi”.
Una “bussola” preziosa, nel segno della continuità
Per la galassia dei dealers Roberto Galli ha invece messo l’accento sugli aspetti qualitativi. “In anni di grande incertezza, in cui si può dire che l’insicurezza e il dubbio siano entrati a far parte della nostra quotidianità, l’indagine rappresenta un importante elemento di continuità, oltre ad essere una preziosa cartina di tornasole sull’andamento del mercato. Per un imprenditore è importante tastare il polso al settore, sapere come la pensano i suoi colleghi, avere elementi concreti per ragionare sul futuro. In questo senso la ricerca, che negli anni si è sempre più affinata, rappresenta un supporto e una bussola straordinari”.
Un campione di 200 fabbricanti
Ma entriamo ora nel vivo dei dati, a partire da quelli relativi ai produttori, raccolti su un campione di 200 aziende con due distinte metodologie: Cawi, con interviste via web agli associati che hanno scelto questa modalità, e Cati, con interviste telefoniche condotte da professionisti delle indagini di mercato B2B. Molto ridotti i margini di errore, che si attestano intorno al 5,6%. Geograficamente le aziende estratte si concentrano nel Nord, con un 40% nel Nord-ovest e un 39% nel Nord-est. I restanti 11 e 10% sono distribuiti rispettivamente fra Centro e Sud-isole.
Trend a segno “più” in tutti i segmenti
Venendo ai risultati, scopriamo subito che per le aziende produttrici  l’andamento del 2022 è stato positivo in termini di fatturato per oltre la metà delle aziende. In generale il trend positivo ha interessato tutti i segmenti, con un 65% di aziende in crescita. Molto interessanti anche le prospettive di fiducia per l’anno in corso perché indicative dello stato d’animo delle aziende (che, ricordiamolo sempre, sono fatte innanzitutto di persone).
Buone prospettive di crescita
Ebbene, il 2023 quasi il 50% delle aziende è ottimista circa la crescita del fatturato, specie le aziende specializzate nella formulazione di prodotti chimici, con una percentuale che, in questo caso, cresce al 60%. Quanto agli aumenti medi previsti, si va dall’11% stimato da parte dei fabbricanti di attrezzature al 15% dei chimici, passando per la “mediana” del 13% dei costruttori di macchine professionali. Carta e fibre, che, come vedremo, sono già cresciute non poco in questi mesi, si attestano al 10%, comunque sempre in doppia cifra.
Dati incoraggianti
Risultati confortanti, se si considerano i già ricordati incrementi di costi registrati nel 2022, per energia e materie prime e per l’andamento dell’inflazione. Segnale che le imprese del settore, in particolare quelle di medie dimensioni, hanno reagito assorbendo almeno una parte dei costi. Quelle di maggiori dimensioni hanno fatto ricorso in misura relativamente superiore all’applicazione di aumenti proporzionali alle vendite.
All’insegna del dinamismo
In generale l’indagine presenta aziende piuttosto dinamiche che, anche nel 2022, hanno investito in attività di marketing, nelle fiere e nelle iniziative rivolte ai propri clienti (a proposito, un buon 35% sceglie le riviste di settore, percentuale che schizza al 52% e più se si considerano le aziende con oltre 10 milioni di fatturato). Le azioni su cui puntano principalmente le aziende riguardano, secondo gli analisti, il reinvestimento degli utili in azienda, la fidelizzazione della clientela attuale e la ricerca di nuovi clienti.
Digital marketing molto importante
Stando ai dati, sono ritenuti molto importanti anche la diversificazione dell’offerta e le iniziative di marketing e comunicazione digitale. Il mercato complessivo dei produttori del settore del cleaning è valutato per l’anno 2022 intorno ai 3,9 miliardi di euro, con crescite per tutti i settori. Gli associati AFIDAMP rappresentano oltre 2 miliardi di euro di fatturato e hanno fatto registrare una crescita del 13%.
La crescita continua, comparto per comparto
Scendendo ancor più nel dettaglio vediamo che, considerando il fatturato generato in Italia e all’estero, il comparto che ha registrato la crescita più elevata è quello dei produttori di Carta, che registra un incremento del 19% per un totale di 763,8 milioni di euro. Segue il comparto Macchine, con una crescita del 13% per 589,7 milioni di euro. I Chimici crescono del 5% e raggiungono un fatturato 2022 di 367 milioni di euro. Le Attrezzature crescono dell’11% con 78, 3 milioni di euro e Fibre e Panni del 4% (28,7 milioni di euro). Crescono anche Accessori e Ricambi Macchine (+13%) e Altri Prodotti (+5%).
Dinamiche dell’export
Sui mercati stranieri la quota di fatturato più importante è quella registrata di nuovo dal comparto Carta, con un +26%, seguito dal comparto Macchine, con un +14%. In generale il settore denota una notevole propensione all’esportazione, che vale sul fatturato il 70% per le macchine (peraltro un dato ormai “classico”), il 55% per le attrezzature e il 46% per la carta. I produttori di chimici hanno una maggiore concentrazione sul mercato interno, infatti, la percentuale export è pari al 12%. In termini di mercati sono circa l’80% delle aziende rappresentate a lavorare sui mercati stranieri, che lavorano per il 70% sui Paesi della UE.
L’andamento 2023
ornando per un attimo alle stime per il presente e il prossimo futuro, le rilevazioni fatte sulle aziende “top player” associate AFIDAMP mostrano un andamento decisamente buono per il 2023. Il comparto Macchine segnala una crescita del 20,6% nel primo trimestre 2023, rispetto al 2022, con una quota di export pari a oltre il 40%. Il settore Carta continua la sua crescita con un +33% e una quota di export del 30,2%. Seguono i Prodotti Chimici con un incremento nel primo trimestre 2023 del 14,8%. Lieve flessione per Attrezzature/Fibre e Panni con un -0,3%, seppure con una crescita complessiva di export del 69%. Per quanto riguarda i segmenti di mercato, spicca naturalmente il “rimbalzo” dell’Horeca, tra i settori più depressi a seguito della crisi Covid.
Il mercato dei distributori
Veniamo ora ai distributori, un settore formato da circa 1630 aziende, che generano un fatturato stimato globale di 2,65 miliardi, in leggero aumento rispetto al 2021 grazie, in parte alle performance delle imprese appartenenti alle fasce di fatturato medio-alto e alto, in parte all’adeguamento dei prezzi dovuto all’aumento dei costi.  Da questo universo è stato estratto un campione di 250 aziende, rappresentative delle diverse tipologie di distributori per dimensione, attività e localizzazione geografica. Le metodologie di indagine sono in linea con quelle utilizzate per i produttori.
Come cambia la distribuzione
Ne emerge un quadro che vede contrarsi il numero di aziende di piccole dimensioni e si presenta un mercato in cui il 20% delle aziende fattura più di 5 milioni di euro e determina complessivamente oltre il 60% del fatturato del settore. Un trend già in atto da vari anni, e già ben consolidato in altri mercati distributivi: segno che anche nel cleaning la distribuzione sta cambiando. Teniamo conto che la quasi totalità delle aziende si occupa della vendita di prodotti per la pulizia professionale; oltre otto su dieci delle attrezzature e tre quarti anche della vendita di macchinari, e a differenza dei fabbricanti si tratta di realtà che operano prevalentemente in ambito territoriale, provinciale o regionale.
“Fette” di mercato
I prodotti chimici, con un fatturato di 790 milioni di euro e una quota del 32%, rappresentano la componente relativamente più rilevante del settore (in lieve calo rispetto al 2021), seguiti dalla vendita di macchinari (20% con generazione di oltre 500 milioni di euro di fatturato) e dai prodotti di consumo, anch’essi con 500 milioni di euro di fatturato e una quota del 17%.  In generale si segnala il buon andamento del 2022, che prosegue anche con le previsioni del 2023. Oltre quattro aziende su dieci prevedono una crescita del proprio fatturato, mentre una quota di poco inferiore ritiene di confermare i risultati attuali. Tra le più ottimiste le aziende di medie dimensioni.
Servizi accessori, fra consulenza, formazione e manutenzione
Passiamo ai servizi accessori, perché come sappiamo bene in un settore come il nostro la vendita non può esaurirsi… sulla porta del negozio: la consulenza di vendita si conferma come il servizio offerto con maggior frequenza ai propri clienti, seguito dalla formazione (con circa 7 aziende su dieci attive su questo fronte nel 2022) e dal servizio di manutenzione, dedicato soprattutto, evidentemente, alle macchine. Interessante anche l’approfondimento sul parco-clienti: per poco più di 4 aziende su 10 supera le 500 unità; l’incidenza è superiore alla media tra le aziende che contano più di 20 addetti e oltre 4,5 milioni di fatturato.
Un comparto solido e maturo
A uno sguardo d’insieme, dunque, il comparto della produzione e quello della distribuzione si confermano in buona salute e perfettamente in grado di percorrere la via della ripresa e di reggere il colpo della stagione infettiva. Il buon andamento dell’intera filiera del cleaning professionale nel 2022, accanto alle incoraggianti previsioni per il 2023, evidenziano infatti come il settore sia riuscito ad assorbire le criticità degli aumenti dei costi di energia e materie prime e del difficile clima internazionale. Ma ancor più positivo è constatare come stiamo parlando di un comparto già maturo, spesso capace di viaggiare all’unisono pur nelle fisiologiche divergenze di interessi, in grado di sviluppare sinergie e sane dinamiche concorrenziali, caratterizzato da un ottimo clima associativo ma soprattutto entrato ormai da tempo in una fase di solidità che non teme crisi né sfide. Avanti così.

 

 

 

 

 

 

 

 

ULTIMI ARTICOLI