HomeArticoliAlcune considerazioni su Interclean 2022 fra innovazione, futuro e qualche ombra..

Alcune considerazioni su Interclean 2022 fra innovazione, futuro e qualche ombra..

Grande euforia per una grande kermesse che tornava attesissima dopo quattro anni, con il sollievo di esserci -incrociamo le dita- lasciati alle spalle una delle pandemie più drammatiche di sempre. Sullo sfondo, però, l’ombra della guerra che torna ai confini dell’Europa, e di una crisi di portata globale che sembra riemergere da un passato fatto di tensioni internazionali, mercati bloccati, scarsità di materie prime e prezzi di approvvigionamento alle stelle.

Boom di visitatori, ma…
E’ stata una Interclean unica e irripetibile quella da poco chiusasi ad Amsterdam, dal sapore giocoforza agrodolce. L’immagine forse più rappresentativa è quella delle lunghe file di persone all’ingresso accostata a quella dei numerosi spazi vuoti utilizzati come punti di sosta soprattutto a causa del lockdown “zero Covid” stabilito dalla Cina. Il dato più esaltante di una “quattro giorni” baciata dal sole è sicuramente quello del pubblico, che ha premiato questa edizione con ben 25.886 visitatori provenienti da 125 paesi che, dal 10 al 13 maggio, si è ritrovata nel centro congressi RAI di Amsterdam. Ciò a fronte di un calo degli espositori, il cui dato finale si è attestato a quota 669, vuoi per il forfait cinese, vuoi per il clima di incertezza che aleggia sul mercato.

Innovazione soprattutto
A farla da padrona, come ormai da diversi anni a questa parte, è stata l’innovazione, con proposte di grande impatto sul versante della robotica, dell’automazione, della digitalizzazione delle funzioni delle macchine ma anche dei prodotti chimici. Denominatore comune: la centralità della gestione e della tracciabilità del dato come garanzia di efficienza e valore nei confronti di clienti e fornitori. Ecco dunque spuntare dagli stand robot innovativi multifunzione, tantissime macchine dalle operatività avanzate e, non secondario, dal design curatissimo, reinterpretazioni di apparecchi tradizionali e innovazioni assolute, come quelle premiate all’Innovation Award. Tutte rigorosamente abilitate al tracciamento e alla trasmissione, anche da remoto, di dati e informazioni.

Arrivano le “funzioni terze”
Senza contare, altro trend da non sottovalutare, la nascita di produttori di terze parti come Brain Group, che su qualunque macchina lavasciuga può montare un sistema scanner che, fra le diverse funzioni, ha quella di aiutare il sistema di caricamento delle gondole nella grande distribuzione organizzata grazie a un software in grado di valutare le mancanze fisiche: un superamento di confine destinato a fare scuola, che dal mondo del cleaning ci traghetta direttamente in quello dei servizi di gestione logistica.

Sanificazione spinta
Anche le macchine, in quest’ottica, sono dunque pronte a varcare i limiti del settore per proiettarsi in uno scenario di funzioni “terze” e “servizi integrati”. Per il capitolo “sanificazione spinta”, non mancavano dettagli di arredo molto importanti come ad esempio le maniglie disinfettanti. Una soluzione che arriva dal medicale e si rivela interessantissima negli spazi ad alta frequentazione, specie di questi tempi: si pensi a quante volte in un solo giorno una maniglia viene maneggiata, e ai rischi che, come diciamo da sempre e tutti abbiamo purtroppo recentemente appreso, possono derivare dalle mani, primario veicolo di agenti patogeni.

Prodotti in prima linea
Ma la spinta innovatrice non interessa esclusivamente il versante macchine e apparecchiature. Anche i prodotti sono in primissima linea, ad esempio con soluzioni probiotiche per l’igiene: un versante di ricerca, quello dei probiotici, che sta facendo passi da gigante grazie allo sviluppo di soluzioni sempre più efficienti, efficaci e mirate. Su base biologica è anche Biobased Heavy-Duty Cleaning Cloth, il panno per pulizia di Tork che si è aggiudicato il premio Innovazione perché unisce efficienza, basso impatto ambientale e risparmio.

Area bagno, una “fiera nella fiera”
Una vera e propria “fiera nella fiera” era l’area Washroom, che ospitava al suo interno tutte le soluzioni per l’area bagno dalla A alla Z: essenze per controllo odori, carta e altri materiali di consumo innovativi, dispenser di ultima generazione, prodotti specifici, sistemi e quant’altro. Un’area, quella del bagno, sulla quale spessissimo anche in queste pagine ci siamo concentrati proprio in virtù della sua importanza e dell’attenzione da riservare alla sua pulizia, visto l’alto rischio igienico che la caratterizza.

L’orgoglio del “made in Italy”
E che dire del ritorno in grande stile del made in Italy? Per le aziende italiane questa edizione di Interclean è stata una tappa di cui andare orgogliose, vuoi perché hanno rappresentato una fetta importante della fiera -sia lato espositori, sia visitatori-, vuoi soprattutto perché si sono rese protagoniste di importanti passi in avanti in direzione dell’innovazione, con ben due aziende candidate all’Award: parliamo di formulati, sistemi e macchine con due marchi storici sinonimi di qualità assoluta come Arco Chimica e RCM, che con le loro proposte si sono incanalate perfettamente nel solco delle più avanzate tendenze di mercato.

Intanto altre ombre si addensano
Non si può negare, tuttavia, che al di là del sole si intravedevano anche diverse ombre. Il futuro dell’innovazione non ha potuto non essere oscurato, almeno in parte, dalle parole di preoccupazione che qua e là si orecchiavano tra stand e padiglioni, e che sembravano farci tornare a un passato che sembrava ormai dimenticato: quello delle crisi petrolifere, della guerra fredda, di un mondo precedente il mercato globale.

Un panorama mondiale incerto
Inutile far finta di niente, è ormai certo che l’autunno non  sarà semplice: già molti produttori italiani lamentano la difficoltà di approvvigionamento di componenti a causa della situazione internazionale sempre più tesa, con materie prime sempre più difficili da reperire, molte frontiere che si stanno chiudendo e una “batosta” energetica che continua a pesare sulle aziende, sia in termini di produzione che di logistica. Un panorama nondiale incerto che è trasversale a tutti i settori del mercato le cui conseguenze potrebbero risultare incalcolabili. Ma cerchiamo di restare ottimisti: l’auspicio è quello di poterci ritrovare alla prossima edizione di Interclean Amsterdam, in programma dal 14 al 17 maggio 2024, in un clima più disteso e finalmente davvero rasserenato.

 

 

 

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