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Omissione dei contributi: pene attenuate

Capita, a volte, che un’indubbia irregolarità, come il mancato versamento dei contributi, sia messa in atto con una finalità “nobile”, o comunque di effettivo valore sociale, come quella di salvare posti di lavoro dei dipendenti. Si tratta di uno scenario che, specie nei momenti di crisi (e senza dubbio ne stiamo attraversando, e verosimilmente ne attraverseremo, uno molto serio), accade molto più spesso di quanto si immagini, e sul quale di recente si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione con una sentenza che farà scuola.

In particolare gli Ermellini, con la sentenza 10084 del 16 marzo scorso, hanno accolto il ricorso di un amministratore di una società a carattere familiare, condannato per aver violato l’articolo 10-bis del Dlgs 74/2000 (quello appunto che disciplina i reati tributari). Ora, se è vero che la crisi aziendale, anche se non imputabile all’imprenditore, non esclude la fattispecie del dolo tributario, è altrettanto vero che il giudice, indipendentemente dalle circostanze previste nell’articolo 62 del cp (quello sulle attenuanti comuni), può prendere in considerazione altre circostanze diverse (come quelle del 62-bis, sulle attenuanti generiche), qualora le ritenga tali da giustificare una diminuzione della pena.

Ma abbandoniamo il “giuridichese” e cerchiamo di capire che significa, in concreto, tutto questo: il fatto è che nell’ambito di queste attenuanti, in particolare, la Cassazione ha chiesto alla Corte d’Appello, che pure aveva giustamente sottolineato il dolo, di rivalutare il comportamento dell’amministratore, pronto a mettere sul piatto tutto il patrimonio della società di famiglia, ad offrire garanzie personali agli istituti di credito e a rinunciare al proprio compenso pur di salvare i propri dipendenti. Un comportamento che non può senza dubbio essere ignorato dai giudici, con l’esito di un’attenuazione di pene e sanzioni.

Ecco allora che qualora, anche in caso di irregolarità contributiva, si agisca per un motivo di indubbia rilevanza sociale, le pene possono essere attenuate. Questo, ovviamente, non vuole essere un invito ad agire contra legem (ci mancherebbe!), ma semmai un plauso a una giustizia che, una volta tanto, mostra il suo “lato umano” nei confronti di imprenditori che sbagliano sì, ma per il bene dei loro dipendenti e non per mero tornaconto personale.

 

Link Sentenza Cassazione 10084-20

Link dlgs 74/2000

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