La “Leopolda siciliana” delle PMI

26 Marzo 2015 - imprese & dealers

La “Leopolda siciliana” delle PMI

 

Fnip – Federazione nazionale imprese di pulizia, di  disinfestazione, di servizi e multiservizi, ha partecipato alla “Leopolda siciliana” (Palermo, 28 febbraio- 1 marzo) rappresentando le esigenze delle imprese di pulizia associate in Sicilia. Tra i temi la difficoltà a partecipare alle gare Consip, che sta privando le PMI siciliane del mercato di riferimento.

Il 28 febbraio e il 1 marzo scorsi, nell’ambito della “Leopolda siciliana” organizzata a Palermo dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, la Fnip – Federazione Nazionale delle Imprese di pulizia, di disinfestazione, di servizi e multiservizi,  ha tenuto un tavolo di lavoro sul “Facility management” dedicato alle specifiche esigenze delle numerose imprese di pulizia/servizi integrati/multiservizi attive in Sicilia.

Burlin, presidente Fnip: “Guardiamo con attenzione alle imprese siciliane”

“E’ una regione che guardiamo con un’attenzione particolare” dice il presidente nazionale Fnip Nicola Burlin, che è stato presente alla due giorni insieme al delegato siciliano Gaetano Virdone. “Sono più di trenta le imprese nostre associate che hanno partecipato al tavolo. Lamentano soprattutto l’impossibilità di prendere parte alle gare Consip e l’esclusione delle PMI dal nuovo modello di acquisti centralizzati”.

I temi a dibattito

Molto importanti i temi a dibattito: innanzitutto la possibilità di attivare, in Sicilia, una Centrale d’acquisto regionale dotata di autonomia nel bandire gare con lotti funzionali, come già previsto dalla 163/2006. Il mercato dei servizi di pulizia presso enti pubblici è sempre di più assorbito dalle gare Consip, alle quali le PMI non possono partecipare perché la suddivisione in  lotti non funzionali ma macroregionali fa lievitare i requisiti di capacità tecnico-economica. E non stiamo parlando di aziende artigiane con un unico codice fiscale, ma di Srl e, a volte, anche di Spa che fatturano da 1 a20 milioni e oltre, e che se non si associano in Ati non possono partecipare alle gare con speranza di vincere. Dice Burlin: “Dopo le gare Consip per la pulizia delle scuole e degli edifici di proprietà degli enti regionali e territoriali (FM4), e con la nuova gara per la sanità in corso di svolgimento, le Pmi si ritroveranno anche in Sicilia senza più gare a cui partecipare e senza servizi da gestire.  Una situazione totalmente inversa rispetto alle esigenze fatte proprie dall’Unione Europea con lo Small Business Act e con le nuove direttive europee sugli appalti, in corso di recepimento mediante legge delega attualmente in discussione presso l’8va Commissione del Senato. Chiediamo dunque che venga avviata in Sicilia la Centrale di Committenza Regionale, prevista dalla medesima legge che ha di recente ampliato ai massimi livelli il ruolo di Consip, che bandisca una gara regionale per l’affidamento dei servizi di pulizia e di sanificazione in sanità, con suddivisione della gara stessa in lotti funzionali di ampiezza tale da consentire la partecipazione di tutte quelle Pmi che sino ad oggi hanno operato con merito nel medesimo ambito. Anche perché l’unica, altrimenti, resta il meccanismo del subappalto. E sappiamo bene che il ricorso intensivo al subappalto determina, nel caso di Ati e consorzi, una vera e propria intermediazione insostenibile in un comparto “labour intensive” in cui il costo del lavoro incide per l’85-90% del prezzo. C’è da domandarsi se il prezzo di aggiudicazione contenga questi ulteriori costi. E se così non fosse, quali saranno gli effetti? Aziende che lavorano in perdita? Lavoratori non regolarmente retribuiti? Siamo sicuri che alla fine l’ente risparmi veramente?”. 

In Sicilia le imprese rischiano di trovarsi senza un mercato di riferimento”

L’altro grande tema è la questione delle migliaia di lavoratori socialmente utili presenti in Sicilia, che sta portando a un massiccio e antieconomico ritorno all’internalizzazione di molti servizi. A questo proposito è stata costituitala Servizi Ausiliari SiciliaS.c.p.A. che conta oltre 2.000 unità. Le maestranze SAS e PIP (Piani di inserimento professionale) sono oggi impiegate presso Uffici e Enti dell’Amministrazione Regionale, comprese le Strutture Sanitarie, per l’esecuzione di una gamma diversificata di servizi presso vari enti come musei e ospedali. Per Burlin “questa soluzione, oltre a far lievitare notevolmente la spesa pubblica, va a scapito della qualità di servizi anche importanti, ad esempio l’igiene ospedaliera, che sarebbe più economico e sicuro affidare a personale specializzato. Anche perché non mancano, in Sicilia, imprese in grado di garantire il servizio a livelli ottimali”.

La proposta del Tavolo Fnip

In merito Fnip ha formulato una proposta articolata che tiene conto, naturalmente, della realtà dei lavoratori socialmente utili. adottare rapidamente una norma programmatica che: impegni il Governo Regionale ad avviare lo scioglimento della società SAS S.c.p.A. entro fine anno ed affidare a terzi tutti i servizi e le attività gestite da questa mediante gara suddivisa in lotti funzionali; affidi la procedura alla Centrale unica degli acquisti regionale, supportata da un apposito Tavolo tecnico costituito dalle Associazioni datoriali, sindacali e Assessorato Regionale all’Economia; prevedere, già nel corpo della norma programmatica, che il futuro bando di gara dovrà contenere una specifica clausola che obblighi le imprese aggiudicatarie ad assumere il personale che alla data di subentro svolge le prestazioni aggiudicate; adottare, altrettanto rapidamente, una norma immediatamente prescrittiva che imponga a tutte le imprese che oggi svolgono in favore dell’Amministrazione regionale uno o più dei servizi citati di riservare una quota minima del 20% delle nuove assunzioni per l’esecuzione dell’appalto ai lavoratori del bacino ex PIP”.

La sensibilità della politica e delle istituzioni

Commenta Burlin: “Da un lato, dunque, abbiamo la centralizzazione degli acquisti con lotti dal valore troppo alto per le PMI; dall’altro, qui in Sicilia, una politica di re-internalizzazione che ci sta erodendo ulteriori fette di mercato a discapito della qualità. Auspichiamo che si trovi una soluzione alternativa che, pur tutelando i legittimi diritti di migliaia di lavoratori, non metta a repentaglio la qualità di servizi essenziali”. Tutti temi che non sono passati inosservati: “Abbiamo riscontrato una grande sensibilità da parte degli esponenti politici e delle istituzioni della Sicilia -conclude Burlin-. E questo ci fa sperare in un dialogo proficuo e costruttivo in una regione che, lo ripeto, ci sta estremamente a cuore anche per le enormi potenzialità di sviluppo”.

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