ANIP-Confindustria da sola denuncia le criticità del settore delle pulizie nelle scuole

08 Gennaio 2019 - imprese & dealers

ANIP-Confindustria da sola denuncia le criticità del settore delle pulizie nelle scuole

ANIP-Confindustria (Associazione Nazionale Imprese Pulizia) ha celebrato il 7 gennaio 2019, presso la Camera dei Deputati, una conferenza stampa per denunciare come l’articolo 760 della Legge di Bilancio 2018/2019, appena approvata, che prevede l’internalizzazione dei lavori di pulizia nelle scuole, rappresenti una scelta che non risolverà certe criticità nel mondo scolastico ma di fatto chiuderà il mercato italiano del settore alle imprese di pulizie e servizi.

Lorenzo Mattioli, Presidente ANIP, ha condiviso in quella sede, il quadro preoccupante che lui vede concretizzarsi in meno di 24 mesi: il Governo con questa mossa in controtendenza, rispetto alla realtà europea, ha deciso di assumere, a partire dal 2020, circa 11.500 operatori per i servizi di pulizia nelle scuole. Tale provvedimento, a suo parere, sarà però certamente un boomerang perché a breve ci renderemo conto che le scuole non saranno più pulite e curate nella manutenzione, con tutti le inevitabili conseguenze, ed anche i guai, che ciò procurerà. Questo provvedimento è inoltre fortemente penalizzante per le imprese di servizi, soprattutto per quelle che sino ad oggi hanno rispettato le regole, fungendo da vero e proprio ammortizzatore sociale.

L’internalizzazione, secondo Mattioli, sarà seguita dall’inevitabile stop delle gare d’appalto, cosa che non può essere considerata come una soluzione ad un problema, anche perché penalizza un intera fetta di mercato. Al limite della costituzionalità, sempre per Mattioli, anche il tema delle assunzioni attraverso un concorso pubblico. Perplessità le ha poi mostrate anche per le cifre relative a questo cambio di rotta: per il 2020 sono stati stanziati 173 milioni di euro (a fronte dei 184 inizialmente previsti), una cifra che forse coprirebbe gli stipendi dei 12 mila collaboratori scolastici (mediamente lo stipendio annuale è di circa 15mila 500 euro) nell’anno successivo si scende a 80 milioni a fronte di 90 inizialmente previsti. Una coperta estremamente corta se paragonata ai 450 milioni previsti dai governi precedenti per l’attuazione degli appalti storici. Analizzando le cifre è apparso poi chiaro agli associati ANIP, come si sia voluta compiere un’operazione aritmetica non tenendo conto dell’organizzazione del lavoro e delle tante problematiche connesse.

Lorenzo Mattioli ha concluso il suo intervento dicendosi dispiaciuto che, ad oggi, è solo ANIP-Confindustria a rimarcare queste criticità per un settore come quello delle imprese di pulizie e servizi di vitale importanza nell’economia reale del Paese in cui rappresenta il 3,5% del PIL nazionale, e non ha mostrato neanche fiducia per la convocazione ricevuta, per il prossimo 16 gennaio, ad un tavolo di monitoraggio al MIUR.

 

 

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