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Il progetto pilota E-Mobility Italy: l’impegno di Enel per la mobilità elettrica

(tratto da “Gsa Igiene Urbana” n.2, Aprile – Giugno 2010)


L’auto elettrica diventerà una realtà diffusa nel giro del prossimo decennio e comincerà a circolare sulle strade italiana già a partire da quest’anno. Per questo è necessario affrontare fin da subito il problema della ricarica delle batterie, mettendo a disposizione degli utenti una rete efficiente di distributori. Un’attenzione particolare dovrà venir dedicata alle flotte aziendali e ai veicoli di servizio. Il ruolo di Enel in questo campo, esposto da un addetto al settore.

 

Lo sviluppo della mobilità elettrica nel medio termine sarà favorito dagli sviluppi tecnologici in atto nel settore delle batterie e agli stringenti obiettivi di riduzione delle emissioni e ristrutturazione del parco circolante fissati in ambito nazionale, comunitario e internazionale.

 

In ambito europeo, il c.d. “Pacchetto 20-20-20” prevede, tra l’altro, di ridurre le emissioni di CO2 del settore dei trasporti (responsabile di circa il 23% delle emissioni totali); i regolamenti applicativi stabiliscono l’obbligo per i costruttori di raggiungere entro il 2012 il valore medio di 120 g CO2/Km per autovettura.

 

Anche a seguito di tale impulso, pressoché tutte le case automobilistiche hanno adottato programmi che prevedono la produzione di serie di auto elettriche a partire dal 2011 – 2012.

 

Gli scenari più conservativi prevedono per il 2020 il 5-6% di auto elettriche (equamente distribuite tra elettriche pure e ibride plug-in) sul totale auto immatricolate all’anno; in presenza di un forte impulso dal legislatore, la penetrazione potrà spingersi fino al 30% dell’immatricolato annuo. I volumi di auto elettriche in circolazione saranno quindi significativi già nel medio termine (almeno 850.000 veicoli elettrici o ibridi plug-in in Italia al 2020) e richiederanno soluzioni strutturate per la ricarica[1].

 

Il risparmio energetico medio conseguibile dai veicoli elettrici rispetto ai veicoli a motore termico è dell’ordine del 45%, grazie ad un’efficienza complessiva nettamente superiore; i benefici in termini di riduzione delle emissioni di CO2 sono significativi se si considera che l’auto elettrica produce fino al 46% di gas serra in meno rispetto ad un veicolo a propulsore termico[2]. In sede locale, e in particolare nei centri urbani, le emissioni specifiche dei veicoli elettrici sono pari a zero.

 

 Se questi veicoli vengono alimentati con energia prodotta da fonti rinnovabili, come è possibile oggi garantire tramite contratti di fornitura “verdi”, le emissioni complessive vengono virtualmente azzerate.

 

 

Obiettivi di progetto

 

Il progetto E-mobility Italy è stato concepito e lanciato da Enel e Daimler-smart nel Dicembre 2008.

 

L’iniziativa congiunta nasce dalla convinzione che la collaborazione tra costruttori di auto e utilities energetiche sia determinante per supportare lo sviluppo della mobilità elettrica: le auto elettriche di nuova generazione, sebbene significativamente più performanti grazie alle nuove tecnologie di accumulo (e in particolare alle batterie agli ioni di litio), necessitano infatti di una rete di ricarica strutturata, affidabile e idonea alle esigenze di mobilità dei clienti potenziali.

 

Il progetto prevede di realizzare una rete di ricarica “aperta”, adeguata agli standard tecnici vigenti ma già in grado di supportare le soluzioni tecnologiche più innovative in via di definizione e standardizzazione; le città pilota beneficeranno pertanto di un’infrastruttura moderna, disponibile per le esigenze di qualsiasi veicolo elettrico, già circolante o di futura immatricolazione.

 

Il piano generale di progetto prevede:

  • Sperimentazione in tre città pilota (Pisa, Roma e Milano) con almeno 100 veicoli elettrici (smart ED) dotati di batterie agli ioni di litio;
  • 400 punti di ricarica complessivi da realizzare in sede privata, privata aperta al pubblico, pubblica;
  • Realizzazione di un’infrastruttura di ricarica intelligente (in grado di interloquire con il veicolo grazie a protocolli di comunicazione aperti) basata sulla tecnologia del contatore digitale sviluppato da Enel e installato in oltre 30 milioni di unità;
  • selezione dei clienti pilota con criteri di rappresentatività delle diverse categorie anagrafiche e delle tipologie di domanda di mobilità;
  • progetti di ricerca sviluppati in parallelo per la misurazione sul campo dei benefici ambientali (in termini di riduzione delle emissioni e di risparmio energetico);
  • alimentazione dei veicoli con energia rinnovabile certificata RECS (Renewable Energy Certificate System), sistema internazionale che coinvolge 25 Paesi europei istituito per finanziare lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

 

 Metodologia di lavoro

 

Nel mese di novembre e dicembre 2009 Enel e smart hanno avviato una campagna di comunicazione e una procedura online per la selezione dei potenziali clienti privati.

 

Attraverso il sito sono state raccolte oltre 2.200 candidature complessive per le tre città pilota; il sito è stato visitato da quasi 40.000 visitatori. Sono attualmente in corso le operazioni di analisi delle candidature e di verifica tecnica, con l’obiettivo di selezionare un campione significativo degli stili di vita e di ‘ricarica’ degli italiani che nel prossimo futuro viaggeranno in elettrico. A questo scopo le candidature sono state classificate in base alle caratteristiche anagrafiche, allo stile di mobilità (sistematico, asistematico, pendolare), alle modalità di ricarica (disponibilità di spazio per punto di ricarica privato).

 

Enel e smart hanno predisposto un’offerta commerciale ad hoc per il progetto pilota (cfr. sito www.e-mobilityitaly.it).

 

Nel frattempo Enel, a valle di protocolli d’intesa stipulati con le Amministrazioni interessate (allo stato attuale i protocolli sono stati formalizzati con le città di Roma e Pisa), sta procedendo alla localizzazione delle aree dedicate ad ospitare le colonnine di ricarica, attraverso una metodologia strutturata d’indagine. Il modello consente di determinare, per ciascun sito potenziale, un livello di priorità realizzativa, sviluppando un’analisi multicriteria basata su variabili di mobilità (es. capacità attrattiva, disponibilità di sosta), di fattibilità tecnica (infrastrutturazione elettrica già disponibile) e di visibilità generale.

 

Il modello di analisi e simulazione consentirà di gestire anche lo sviluppo della fase “a regime”, nella quale le infrastrutture di ricarica saranno chiamate a servire un parco circolante sempre più numeroso e diffuso sul territorio.

 

Il concept infrastrutturale predisposto per il pilota comprende, oltre alle colonnine pubbliche di ricarica, apparati dedicati alla ricarica domestica del veicolo, attraverso una connessione dedicata. L’intero sistema sarà governato da un centro di controllo.

 

Queste le caratteristiche generali dell’infrastruttura:

  • La soluzione Enel/Daimler è orientata ai nuovi standard in via di formulazione e prevede un connettore e un protocollo di comunicazione (via PLC) capaci di gestire automaticamente la fase di riconoscimento/autenticazione, le procedure di billing, il profilo di ricarica anche in funzione delle tariffe e della disponibilità della rete;
  • In considerazione della necessità di servire i veicoli attuali e quelli di nuova generazione, il sistema di ricarica sarà dotato di un doppio blocco prese;
  • I nuovi standard che saranno utilizzati sono inseriti nelle norme tecniche internazionali in fase di approvazione; per l’Italia è stata definita una norma transitoria che consente di utilizzare in questa fase sperimentale le soluzioni in iter di standardizzazione;
  • La soluzione in fase di realizzazione integra le funzionalità del contatore elettronico, completate da un’intelligenza locale (nel punto di ricarica) e di sistema, per erogare in modalità sicura, user friendly e innovativa i servizi di ricarica dei veicoli elettrici.

 

Alla luce delle indicazioni tecnologiche, regolatorie e commerciali che sarà possibile trarre dal pilota, e della auspicata reale diffusione di veicoli elettrici nel nostro Paese (i cui primi modelli commerciali sono attesi a partire dal 2011), sarà possibile valutare le modalità più opportune di sviluppo di una infrastruttura di ricarica, pubblica e privata, nel medio-lungo termine.

 

 Iniziative e sviluppi futuri

 

Il programma del progetto E-mobility Italy prevede l’avvio di operatività del sistema di ricarica e l’utilizzo delle auto entro la fine del 2010.

 

Enel è nel frattempo impegnata a sperimentare e valutare nuove opportunità di collaborazione con i diversi operatori del mercato dell’auto elettrica, in sinergia con le iniziative assunte dalla propria controllata Endesa nei mercati da essa presidiati.

 

Un filone di particolare interesse è quello della mobilità elettrica per le flotte, oggetto di un recente accordo con Piaggio.

 

Infine, Enel ritiene fondamentale assicurare un presidio scientifico e di ricerca sugli sviluppi della mobilità elettrica. A tale scopo, Enel Ingegneria e Innovazione ha partecipato al bando del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare del 23/12/08 per il “Finanziamento di progetti di ricerca finalizzati a interventi di efficienza energetica e all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in aree urbane” con il progetto “PRIME” (Progetto di Ricarica Intelligente per la Mobilità Elettrica). Il progetto è entrato nella graduatoria delle iniziative finanziabili selezionate del ministero (13 in totale su circa 150 complessive) ed è in attesa del decreto finale di finanziamento.

 

 

 

Andrea Zara*

*responsabile del Progetto Pilota E-Mobility Italy per Enel Ingegneria e Innovazione – Area Innovazione e Ambiente

 

 


[1] Fonte: Elaborazioni Enel su dati

  – Deutsche Bank, FITT Research “Electric Cars: Plugged In”, Giugno 2008

  – Boston Consulting Group, “The Comeback of the Electric Car?”, 2009

  – Roland Berger 2008

 

[2] Calcolo well-to-wheel

   Fonte: Elaborazioni Enel su dati Roland Berger

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