Appalti: banca dati Inps contro l’evasione

01 dicembre 2017 - Articoli

Appalti: banca dati Inps contro l’evasione

L’evasione contributiva è una pericolosa condotta diffusa a livello nazionale, con un forte impatto negativo sul benessere della collettività. Sul piano economico colpisce sia i consumatori sia gli operatori, determinando in termini di concorrenza sleale un’alterazione del mercato. In quest’ambito il sistema degli appalti assume particolare rilevanza. La denuncia è dell’Inps, che lo scorso 10 ottobre ha presentato la sua nuova Banca dati sugli Appalti pubblici, che incrociando i dati in possesso delle Pubbliche Amministrazioni permettere all’Istituto di evidenziare situazioni di sospetta irregolarità e di prendere i necessari provvedimenti, spingendosi oltre il monitoraggio che viene già effettuato dall’Anac.

Ecco, in sintesi, i principi di funzionamento: ad “aprire i giochi” sarà il committente, che dovrà registrare i dati dell’appalto: oggetto, ubicazione, periodo temporale di svolgimento, fascia di valore economico. Ultimata la registrazione, il sistema genererà un codice identificativo dell’appalto (Cia), che sarà trasmesso via Pec all’appaltatore e al subappaltatore.

Anch’essi, poi, potranno registrare i loro dati identificativi in un’apposita sezione di loro pertinenza, e importare i dati attraverso un sistema di upload. Tutte le modifiche saranno via via rese note al committente. Contestualmente, appaltatore e subappaltatore trasmetteranno all’Inps i dati tramite Uniemens. Nelle denunce sarà anche indicato in quali appalti sono utilizzati i lavoratori, precisando se uno stesso dipendente è impegnato in più appalti nello stesso mese.

Mensilmente l’istituto elaborerà un documento – chiamato Ram, cioè  Rendicontazione appalto mensile, che rendiconta gli esiti dell’incrocio tra i dati registrati in Banca dati e quelli denunciati nel flusso Uniemens. Il sospetto sorgerebbe qualora ci fosse una discrasia tra i contributi versati e la forza lavoro impiegata per i singoli appalti.

Il committente, allora, avrà a disposizione i contributi dichiarati dall’impresa, il saldo versato, il numero dei lavoratori registrati in banca dati, il numero dei lavoratori denunciati in Uniemens per quell’appalto, eventuali divergenze tra i codici fiscali dei lavoratori registrati in banca dati e quelli denunciati in Uniemens, il quadro complessivo dell’eventuale situazione debitoria del codice fiscale dell’appaltatore e subappaltatore, aggiornato mensilmente al momento dell’elaborazione. Sulla base di questi incroci sarà possibile fare emergere spunti per ulteriori verifiche.

Via Pec  sarà inoltrato al committente un apposito alert qualora l’importo dei contributi versati risulti minore rispetto ai contributi denunciati, nonché qualora il numero e i soggetti fisici registrati in Banca dati siano divergenti rispetto alla denuncia Uniemens. L’Istituto, al suo interno, effettuerà specifici controlli incrociati e puntuali, con cadenza mensile, volti a verificare che tutti i lavoratori registrati in banca dati nei vari appalti che fanno capo ad uno stesso appaltatore o subappaltatore risultino regolarmente denunciati.

Link Slides esplicative INPS

 

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