HomesanitàAcquisti in sanità: Cittadinanzattiva lancia “La gara che vorrei”

Acquisti in sanità: Cittadinanzattiva lancia “La gara che vorrei”

Rendere i processi di acquisto in sanità più vicini ai bisogni delle persone, garantendo qualità-innovazione-personalizzazione dei beni/servizi e riducendo gli sprechi. Con queste intenzioni, è stata presentata il 16 novembre scorso da Cittadinanzattiva, attraverso le sue reti del Tribunale per i diritti del malato e del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici, la Raccomandazione civica “La gara che vorrei”.

“Nei processi di centralizzazione degli acquisti in sanità la sfida che attende tutti gli attori del SSN è quella di garantire di più e meglio, rispetto a quanto fatto sinora, il perfetto equilibrio tra l’esigenza di tutelare i diritti del malato come quelli all’accesso, alla qualità, alla sicurezza, all’innovazione e alla personalizzazione, e nello stesso modo in tutte le Regioni, con la necessità di utilizzare al meglio le risorse economiche disponibili, ridurre le inefficienze e garantire così conti in ordine, nonché aumentare il grado di trasparenza delle procedure e prevenire fenomeni corruttivi”, commenta Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

Ecco i principali punti della Raccomandazione, per il cui testo completo si rimanda al sito web www.cittadinanzattiva.it:

  1. Coinvolgere, in ogni fase della gara e anche nella valutazione successiva, cittadini, pazienti e professionisti sanitari, per garantire qualità, sicurezza, innovazione, personalizzazione del bene o servizio oggetto della procedura di acquisto. Per il coinvolgimento trasparente di questi soggetti, deve essere formalizzato un quadro di regole chiare.
  2. Innovare gli attuali sistemi di valutazione dell’impatto delle procedure centralizzate degli acquisti in sanità, affiancando alla misurazione prettamente economica, sistemi in grado di valutare la qualità dell’assistenza erogata e gli esiti di salute prodotti.
  3. Svolgere una mappatura precisa e coordinata dei bisogni, cogliendo puntualmente le esigenze delle comunità locali interessate e delle strutture che erogano loro servizi, al fine di descrivere esattamente ciò che serve e, di conseguenza, acquistarlo.
  4. Selezionare le tecnologie da acquistare attraverso una rigorosa procedura di Health Technology Assessment, capace di riconoscere le vere innovazioni e assicurando il coinvolgimento delle associazioni di cittadini e pazienti con le loro evidenze.
  5. Garantire la personalizzazione del trattamento sanitario.
  6. Implementare l’informatizzazione e la trasparenza nel percorso delle gare di appalto in sanità, al fine di rendere maggiormente visibile, accessibile e verificabile l’iter procedurale delle gare stesse. Individuare momenti di confronto pubblico sul tema al fine di diffondere la cultura della rendicontazione ad un più ampio pubblico.
  7. Formalizzare un modello di governance delle centrali di acquisto, chiarendo: chi fa che cosa; con quali modalità; chi vigila, non solo sul rispetto delle procedure formali ma anche su eventuali duplicazioni di procedure di acquisto; chi verifica e interviene per assicurarsi che il livello di qualità, sicurezza, innovazione e personalizzazione garantito dalle centralizzazioni sia il migliore e il medesimo su tutto il territorio nazionale.
  8. Richiedere alle Istituzioni competenti maggiori spazi di coinvolgimento nelle diverse fasi dei processi di acquisto: mappatura dei bisogni, messa a punto del capitolato, esecuzione del contratto, valutazione degli esiti in termini di salute e della qualità dell’assistenza.
  9. Garantire, attraverso la pubblicazione sistematica dei dati, la trasparenza dei risparmi ottenuti con l’aggregazione della domanda e la centralizzazione degli acquisti.
  10. Garantire che i risparmi ottenuti siano reinvestiti nel settore della sanità per un migliore accesso ai servizi e alle prestazioni e per consentire la reale innovazione.

Le Raccomandazioni civiche sono rivolte al Governo, al Ministero della Salute (Aifa, Iss, Agenas), alle Regioni, alle ASL, alla Consip, alle Centrali acquisto regionali, alle altre Amministrazioni aggiudicatrici degli appalti del SSR, alle Organizzazioni di cittadini/pazienti e alle Organizzazioni dei professionisti della sanità, ognuno per il proprio livello di responsabilità.

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