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Scacco matto alla cimice del letto!

Scacco matto alla cimice del letto!

30 gennaio 2014

Le cimici dei letti sono un fenomeno contenuto ma sempre meno isolato: chiunque può avere bisogno di un intervento speciale per eliminare un’infestazione. Ecco una serie di spunti interessanti per imparare a riconoscere l’animale, gestire la situazione… ed eliminare il problema.

La si può trovare ovunque: in casa, in ufficio, sui treni o negli hotel. Una mattina d’inverno ci si sveglia con una puntura al braccio e si pensa alle zanzare fuori stagione. Ma non è il solito il morso: siamo talmente avvezzi alle punture estive che le sappiamo riconoscere al tatto. Questa è diversa, è più fastidiosa: trattasi di un eritema locale pruriginoso. Ma chi è il responsabile? È un piccolo insetto ematofago, insignificante a prima vista, ma una vera piaga per chi si concede qualche ora di riposo. Stiamo parlando delle famigerate bed bugs, conosciute come cimici dei letti, dal loro nome latino cimex lectularius.  Si tratta di un insetto piccolo, appartenente alla famiglia delle Cimidae, che parassita preferenzialmente l’uomo ma non disdegna animali domestici, roditori, conigli, pipistrelli e uccelli.

Originariamente la sua presenza dell’animale in Europa era limitata ad ambienti molto trasandati e sporchi ma oggi l’esponenziale aumento del numero dei viaggi ha, di fatto, introdotto l’insetto anche negli ambienti più curati. Oggi è ospite indesiderato di molti treni in Inghilterra ed in altri Paesi d’Europa, e più di qualche episodio è stato registrato anche nel nostro Paese. E dacché il treno è un luogo ideale per il loro annidamento sui bagagli o tra le pieghe dei vestiti dei viaggiatori, è facile comprendere come possa capitare di trovarle praticamente ovunque. È dunque bene approfondire l’argomento delineando la morfologia e la biologia dell’animale, suggerendo infine alcune pratiche modalità di intervento nel caso ci si trovasse a dover gestire il problema.

L’insetto in dettaglio
Le cimici adulte sono di colore bruno rossiccio, con un corpo lucido e appiattito ma di forma ovale, non più grande di 5-7 mm: corazzato da un armatura boccale pronta a mordere e succhiare il sangue, piccole antenne piantate sul capo e due ali abbozzate sulla schiena. Originariamente, infatti, questi insetti erano in grado di volare e procurarsi il cibo; solo dopo aver perso tale funzionalità, hanno ripiegato sul sangue umano come nutrimento. Le cimici dei letti attraversano tre stadi di sviluppo:dall’uovo, alla ninfa alla forma adulta.  Le uova misurano circa 1 mm: sono biancastre e generalmente si trovano su superfici rugose, forse perché più protette. Una cimice femmina depone da 1 a 5 uova per giorno nell’arco di 2 o 3 mesi, dando alla luce un totale di 200-300 figli nell’arco di una vita. Il tempo necessario per la maturazione delle uova dipende, in buona sostanza, dalla temperatura ambientale: generalmente si schiudono dopo 10 giorni dalla deposizione in ambienti con una temperatura di 20°C e di 4-5 giorni a 35°C; sopra i 37° C, invece, le uova non riescono a schiudersi e perdono vitalità entro tre mesi.

Come riconoscerle? Dall’odore e dal colore…
Tra gli indicatori più comuni della presenza dell’animale c’è il caratteristico odore acre, frutto delle loro secrezioni ghiandolari; la presenza delle loro feci sotto forma di macchioline brune visibili su cuscini, lenzuola e pavimenti, o direttamente l’insetto morto. Quest’evidenza di prove è, naturalmente, direttamente proporzionale all’entità dell’infestazione, che lungi dall’essere al primo stadio, è già fortemente radicata e richiede l’intervento di disinfestatori specializzati. È dunque bene sapere come agire per affrontare al meglio questa spiacevole evenienza. A questo proposito riportiamo qualche suggerimento liberamente tratto da un valido manuale operativo redatto da professor Roberto Romi, primo ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, in collaborazione con l’ANID (Associazione Nazionale Imprese di Disinfestazione) nonchè l’associazione inglese ed australiana, da sempre attente a promuovere iniziative volte alla divulgazione delle buone pratiche da conoscere quando si hanno di fronte episodi d’infestazione.

Un problema da eliminare
In caso di infestazione accertata o presunta, il disinfestatore deve partire già con un’idea chiara in testa: nel caso delle cimici dei letti non è prevista una procedura di contenimento dell’infestazione. L’unica forma gradita al cliente è l’eradicamento completo del problema che, naturalmente, non può essere conseguito in un solo trattamento. Per questo è importante disciplinare e codificare le fasi dell’intervento per non complicare ulteriormente la situazione.
Fondamentale è il processo ispettivo al fine di individuare le proporzioni del problema. I tentativi maldestri di intervento, in cui si cerca di ammazzare l’animale a colpi di insetticida, potrebbero infatti risultare controproducenti, espandendo l’infestazione, invece di contenerla. Molti insetticidi, infatti, hanno solo un effetto di lavaggio e detersione che non implica necessariamente l’eliminazione dell’infestante o delle sue uova.  È in quest’ottica che diventa essenziale  il monitoraggio costante durante il programma operativo, dacché un controllo inadeguato porta spesso alla diffusione  dell’infestazione.

Niente attacco frontale
Altra regola virtuosa è la pazienza, virtù dei forti e dei professionisti, perché la fretta, si sa, è cattiva consigliera: sarebbe infatti controproducente dichiarare guerra aperta al materasso o sfidare le tende all’ultimo sangue. Mai dunque trattare il lunedì il materasso, il martedì  l’armadio, il mercoledì gli anfratti della stanza “incriminata” perché ciò porterebbe alla dispersione dell’insetto anche nelle stanze vicine. Occorrerà come minimo una seconda visita  o anche più d’una  ed un sopralluogo finale per accertare il successo del trattamento.

Un rastrellamento in piena regola
Per quanto riguarda gli attrezzi è auspicabile procedere con un’attrezzatura ridotta al minimo, per evitare di estendere l’infestazione durante il trasporto dell’attrezzatura. Ogni oggetto va poggiato su porzioni di territorio pre-isprezionato e, naturalmente, in alcun caso sui letti della camera infestata. Il disinfestatore procederà poi ad ispezionare i materassi, facendo attenzione più alle zone buie che a quelle esposte alla luce: cuciture, bottoni, etichette sono nicchie perfette per le cimici che preferiscono rifugiarsi alla base del letto piuttosto che sulla superficie. Altro punto di annidamento strategico sono i buchi di viti e bulloni, che andranno accuratamente svitati e controllati. Una volta ispezionato il letto, si potrà passare alle zone limitrofe: struttura, testata, cassettoni, guardaroba e tutto il mobilio (soprattutto se contiene valigie). Nulla dovrà sfuggire all’occhio attento del disinfestatore: un “ rastrellamento” in piena regola, libri, monitor, cuffie, prese elettriche, crepe di intonaco, intelaiature varie: tutto pur di individuare, catturare ed eliminare le “forze nemiche”.

Dall’ispezione al contrattacco
Sulla base delle informazioni collezionate durante il sopralluogo, si procede alla seconda fase di pulizia, smontaggio e primo trattamento. Ed anche per la raccolta dei reperti infestati vanno seguiti criteri di igiene rigorosissimi: tutto ciò che viene rimosso dalla stanza deve essere sigillato in sacchi di plastica prima di essere allontanato dall’infestazione e andrebbe comunque trattato prima di un’eventuale eliminazione. Per la rimozione delle cimici, il disinfestatore dovrà utilizzare aspirapolveri rigorosamente dotate di sacco contenitore e nastri adesivi per poter sigillare il “raccolto” prima di svuotarlo in sacchi di plastica e sigillarlo. Naturalmente anche le stesse  attrezzature dovrebbero rimanere ben sigillate nella plastica nei periodi di distanza tra i vari sopralluoghi. Il contenuto raccolto nei sacchi non deve esser buttato nel cassonetto bensì bruciato. Caldo, vapore e freddo possono contribuire sia all’eliminazione del focolaio che come misure preventive. Per il trattamento a vapore si dovrebbe cominciare con il materasso  per poi procedere con l’aiuto di un augello nelle varie fessure potenzialmente infestate: tra i limiti del sistema  si evidenzia che, essendo a base d’acqua non si possono trattare i punti di corrente, che sono ottimi rifugi per le cimici.

Procedendo con ordine, codificando e disciplinando a dovere le fasi dell’intervento il disinfestatore eradicherà senza problemi l’infestazione, scomodando l’ospite indesiderato una volta per tutte. Così i clienti dormiranno per sempre felici e contenti!

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