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Il cerchio si chiude: nasce il comitato permanente del settore pulizie professionali

Il cerchio si chiude: nasce il comitato permanente del settore pulizie professionali

1 marzo 2009

(tratto da: “GSA” n.3, Marzo 2009)


Si è costituito il 4 febbraio scorso, presso la sede Afed, il Comitato Permanente Settore Pulizie Professionali, con Afed, Anip-Fise, Legacoop, Federlavoro e Servizi-Confcooperative, Cna e Fnip(Confcommercio).Obiettivo raggiunto per Afed nella creazione di un tavolo di collaborazione permanente con le associazioni delle imprese.


Un passo importante, che corona un lungo percorso

Lo scorso 4 febbraio, nella sede Afed di via Casati, a Milano, è stato siglato un protocollo di intesa per la costituzione del Comitato Permanente del Settore Pulizie Professionali. Queste le organizzazioni firmatarie e i loro rappresentanti: Afed (Matteo Marino), Ancst-Legacoop (Gianfranco Piseri), Fise-Anip (Pietro Auletta), Cna-Servizi alla comunità sez.imprese di pulizia (Aldo Avosani), Federlavoro e Servizi-Confcooperative (Massimo Stronati) e Fnip-Confcommercio (Aldo Greco).
E’ un passo importante per tutta la filiera, che giunge a coronamento di un lungo percorso di avvicinamento fra Afed, associazione che riunisce i fabbricanti,i distributori di prodotti per il cleaning, gli agenti e le associazioni delle imprese. Già da diversi anni Afidamp, poi costituitasi in federazione con il nome di Afed, si era fissata lo scopo di presentarsi come luogo di aggregazione aperto anche ai soggetti datoriali che rappresentano, nel loro insieme, circa 500.000 lavoratori in Italia: un obiettivo oggi raggiunto in virtù del ruolo di guida via via assunto da Afed nel settore, declinatosi nell’organizzazione di fiere ed eventi di respiro internazionale, momenti convegnistici, appuntamenti informativi e formativi e iniziative di grande valore come il Vademecum, che in breve tempo è divenuto un punto di riferimento per la professionalizzazione del settore, e le cui potenzialità sono state ad oggi solo in parte sfruttate. Così la Federazione, anno dopo anno, si è presentata come il soggetto ideale in grado di riunire intorno a un tavolo anche il mondo delle imprese e di costituire un organismo ad oggi unico in Europa, grazie anche all’impegno, sempre costante, dell’editore di questa rivista, che tante volte ha trovato modi e spazi per momenti di dialogo costruttivo.

La necessità di collaborare a vantaggio dell’intera filiera

La premessa è l’impegno di ciascuna organizzazione, a vantaggio degli associati, in campo sociale, etico, informativo e formativo e di assistenza e supporto. Ma prima di tutto va posta la questione della rappresentatività del settore davanti agli organi istituzionali, e dell’acquisizione di quella dignità professionale che al comparto “pulizie e servizi” viene ancora troppo di frequente negata: un pregiudizio culturale la cui erosione va necessariamente posta fra gli scopi principali di qualsiasi organismo attivo nella filiera con realismo e lungimiranza. E la collaborazione sembra proprio la strada giusta per muovere significativi passi in avanti.

Nel dettaglio: un luogo di confronto permanente

La costituzione del Comitato ha come obiettivo primario l’individuazione e l’istituzione di un luogo di confronto permanente -pur nella piena autonomia di ogni organizzazione associativa- al fine di affrontare in modo sistematico e organizzato (oltre che, ci sentiremmo di aggiungere, sistemico) i temi più rilevanti per la qualificazione della professione nell’ambito della filiera del cleaning professionale. I temi verranno determinati, di volta in volta, nel confronto e nel dialogo costruttivo fra le diverse organizzazioni, con l’elaborazione di soluzioni e proposte condivise per supportare iniziative culturali, sociali, di formazione e comunicazione nelle sedi istituzionali, pubbliche e private, di riferimento.
Il calendario delle attività prevede almeno due incontri all’anno, e in ogni caso ogniqualvolta in cui il confronto si riveli opportuno sulla base di una richiesta condivisa dalla metà almeno delle associazioni partecipanti (incluse quelle che aderiranno in un momento successivo). Cinque i punti orientativi che gli enti si impegnano a seguire:

  1. La condivisione delle problematiche relative ai diversi ambiti di intervento;
  2. La costituzione e l’avviamento di gruppi di lavoro finalizzati alla risoluzione delle problematiche più urgenti. E’ previsto in questo caso il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati esterni, per affrontare le questioni in modo più sistematico e meno episodico;
  3. La condivisione delle informazioni sulle opportunità a livello locale, nazionale o europeo, e la valutazione delle possibilità di presentare collettivamente (o per gruppi) proposte progettuali elaborate;
  4. La promozione di azioni di sensibilizzazione riguardanti il comparto;
  5. Molto iimportante, la qualificazione del Comitato come interlocutore riconosciuto nei rapporti con le istituzioni pubbliche e con le altre organizzazioni di categoria in riferimento agli obiettivi di qualificazione della professione condivisi.

A gestire la segreteria organizzativa è Afed, con il supporto degli altri enti in relazione alle specificità di ciascuno.

Istituzionalizzare un momento di confronto

Da tutto questo pare emergere lo spirito del Comitato: istituzionalizzare momenti di confronto in una filiera che senza dubbio sta vivendo un momento non facile a tutti i livelli. Troppo di frequente i problemi sono stati affrontati in modo estemporaneo e occasionale, senza ricercare né tantomeno perseguire soluzioni sistematiche, a volte (è successo in più occasioni) anche per fatti contingenti, come la semplice mancanza di disponibilità dei rappresentanti delle associazioni. Non solo: agire in gruppo fa acquisire peso rappresentativo al settore anche nei confronti delle istituzioni di riferimento, e può dare coerenza al dialogo istituzionale nelle giuste sedi, per ottenere (è solo un esempio) maggiore attenzione normativa da parte del legislatore.
Interessante il fatto che tale iniziativa sia stata pensata e attuata sotto l’egida di Afed, che rappresenta i produttori e i venditori di materiale e prodotti per il cleaning. Si crea così una saldatura virtuosa fra i fornitori e gli utilizzatori finali, che finalmente si rendono conto di essere anelli inscindibili della medesima catena o, per meglio dire, filiera.

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