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L’ONBSI promuove le linee guida per gli appalti trasparenti

L’ONBSI  promuove le linee guida per gli appalti trasparenti

20 agosto 2010

(tratto da “GSA” n.6, Giugno 2010) 

 

Nasce l’OBSI Milano, costola regionale dell’ONBSI, Osservatorio paritetico delle associazioni datoriali e organizzazioni sindacali presieduto da Carmelo Romeo. In occasione della prima “uscita” ufficiale, lo scorso maggio, sono state presentate le Linee-guida per appalti trasparenti e responsabili. Il documento, aggiornato ad aprile, contiene le indicazioni per i comportamenti virtuosi da adottare negli appalti di servizi.

 

L’obiettivo dichiarato da chiunque lavori con coscienza nel campo dei servizi integrati è, in questi ultimi anni soprattutto, la lotta all’irregolarità. Da ogni parte e con ogni mezzo. Una lotta all’ultimo sangue, ma soprattutto “bipartisan”, vale a dire che sia le parti datoriali, sia quelle sindacali devono combattere dalla stessa parte per raggiungere lo scopo di un settore più trasparente, in cui si lavori meglio e che lasci maggior spazio alle aziende in regola e al lavoro più sano.

Proprio per questo è stato costituito l’ONBSI (Organismo Nazionale Bilaterale per i Servizi Integrati) su accordo di FISE-ANIP, ANCST – LEGACOOP, UNIONSERVIZI – CONFAPI, FEDERLAVORO – CONFCOOPERATIVE, PSL – AGCI  e da FILCAMS – CGIL, FISASCAT – CISL e UILTRASPORTI–UIL, in attuazione del CCNL di settore. Un organismo, l’ONBSI, che per una maggiore capillarizzazione sul territorio può dotarsi di espressioni locali. In quest’ottica è stata creata l’OBSI Milano (escludendo dall’acronimo la “N” di Nazionale), che proprio lo scroso maggio ha fatto il suo esordio ufficiale in un’assemblea organizzata il giorno 13 presso la sede di Assolombarda.

 

Linee-guida per appalti trasparenti

Il convegno, svoltosi nell’auditorium Gio Ponti, ha visto la partecipazione di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltrasporti-Uil, Anip-Fise, Legacoop Servizi, Confcooperative, Agci-Psl e Unionservizi-Confapi, ed è a cura di Daniela Degiorgis, avvocato del Gruppo Terziario Industriale di Assolombarda nell’ambito di Obsi Milano. Per l’occasione è stato presentato il volume Linee Guida per prassi trasparenti e responsabili da adottare negli appalti di servizi

Alla presentazione hanno partecipato tutti i vertici delle organizzazioni coinvolte: da Luca Pedrotti dell’Acqua, presidente Obsi Milano, all’avvocato Daniela Degiorgis, e Gianfranco Piseri di Legacoop (Vicepresidente Onbsi). Alla tavola rotonda coordinata da Matteo Prischi del Sole 24 Ore (Servizi in appalto e rispetto delle regole il titolo), invece, sono intervenuti Pietro Auletta di Dussmann Service, Bruno Donno dell’Osservatorio dei Contratti pubblici lombardo, Luigino Pezzuolo, segretario Fisascat-Cisl Milano e vicepresidente Onbsi, Carmelo Romeo, presidente Onbsi, e Giovanni Scarioni, responsabile acquisti di Amsa).

A margine va detto che l’incontro è stato anche l’occasione del passaggio di consegne fra Luca Pedrotti dell’Acqua e la giovane ed esperta avvocato Daniela Degiorgis, che d’ora in avanti seguirà il comparto dei servizi di Assocasa. Pedrotti dell’Acqua è una fra le personalità più autorevoli ed esperte del segmento: già nel 1982, nell’edizione bolognese di Pulire, l’editore di questa rivista lo invitò a partecipare come relatore ai tre convegni sugli appalti di servizi organizzati in quell’occasione, e già allora Pedrotti ricopriva la carica di responsabile del comparto servizi per Assolombarda. Un mercato, quello dei servizi, che Pedrotti ha seguito da vicino e ha visto crescere ed evolversi in direzioni in parte prevedibili in parte inattese.

 

I temi dell’incontro

Tornando sul tema, due sono stati i temi portanti dell’incontro del 13 maggio: in primo luogo la responsabilità solidale negli appalti, con un esame delle norme di legge che moltiplicano i centri di imputazione della responsabilità patrimoniale per garantire l’effettività della tutela dei lavoratori (genuinità dell’appalto, conseguenze di un appalto non genuino, responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore, diritti degli ausiliari dell’appaltatore verso il committente); quindi il problema della selezione e controllo dell’appaltatore in relazione alla tutela del lavoro, in quanto la moltiplicazione dei centri di imputazione della responsabilità dovrebbe indurre il committente ad esercitare un controllo effettivo sulla consistenza tecnico-organizzativa e sulla solidità economica di appaltatori e subappaltatori (CCNL applicato, costo del lavoro e della sicurezza, successione di appalti, regolarità e congruità contributiva).

 

 

Lo scopo del documento

Scopo del documento è individuare una prima serie di “linee-guida” per prassi trasparenti e responsabili da adottare negli appalti di servizi. Esigenza sottesa è quella di favorire azioni di contrasto verso fenomeni distorsivi della concorrenza, correlati a violazioni delle regole di tutela del lavoro, della concorrenza, della contrattualistica e del mercato in generale. Fenomeni, peraltro, agevolati da un contesto economico e produttivo in cui uno scenario di mercato disordinato e carente di regole chiare ostacola la nascita di imprese professionalmente e tecnicamente adeguate alla complessità e al livello qualitativo delle prestazioni richieste. In un contesto di questo tipo, si sa, la competizione tende a scaricarsi sempre più sul fattore lavoro, con i risultati che ben conosciamo.

 

Lo scenario

Lo scenario in cui vede la luce il documento presenta una serie di criticità che non ci si può più permettere di ignorare. Su tutte, il lavoro irregolare.

Come sempre, i dati parlano molto chiaro: il settore dei servizi, insieme all’agricoltura, è quello maggiormente coinvolto dall’irregolarità, con un tasso che nel 2005 si è attestato al 13,9% (contro, ad esempio, il 5,9% dell’industria). Un altro aspetto problematico, in Italia, è costituito dai limiti oggettivi della normativa sugli appalti, ad esempio in materia di accertamento della regolarità contributiva (Durc) e di responsabilità solidale, con un sistema di controllo che non sempre riesce a garantire pienamente l’effettività delle norme.

I soliti problemi, si dirà: ebbene sì. In un momento in cui il settore dei servizi avrebbe bisogno di massima chiarezza, trasparenza e regole. Del resto, è noto che su scala mondiale c’è la tendenza a superare la produzione accentrata, tipica dell’organizzazione fordista del lavoro, per attuare processi di esternalizzazione delle attività cosiddette no-core. Le opportunità per lavorare bene non mancano, dunque, ed è alla luce di questa situazione che le parti sociali, anche nel corso dell’ultimo rinnovo del CCNL servizi di pulizia (eravamo nel dicembre del 2007) hanno riproposto con forza in sede ministeriale la necessità del cosiddetto tavolo delle regole.

 

A chi è rivolto

Ecco perché il documento si rivolge alla totalità degli operatori economici che chiedono migliori condizioni per cooperare alla promozione di strumenti atti a: garantire la legalità degli appalti di servizi; promuovere lo sviluppo qualitativo del settore e dell’occupazione; favorire la partecipazione libera e competente degli operatori economici agli appalti di servizi; contrastare il lavoro nero e irregolare e la criminalità economica.

 

La struttura

Il documento (edito in maggio ma aggiornato al 22 aprile 2010) è strutturato in modo “aperto”, nel senso che è concepito per poter essere integrato e sviluppato periodicamente, ed affrontare in tempi diversi la vasta e complessa normativa degli appalti di servizi, anche con approfondimenti successivi.

Due le macroaree tematiche: una prima parte è dedicata alla responsabilità solidale negli appalti, e vi vengono esaminate le norme di legge che moltiplicano i centri di imputazione della responsabilità patrimoniale per garantire l’effettività della tutela dei lavoratori: definizione dell’appalto; genuinità dell’appalto; conseguenze di un appalto non genuino; responsabilità solidale del committente; diritti degli ausiliari dell’appaltatore verso il committente; responsabilità solidale di appaltatore e subappaltatore.

La seconda parte, invece, riguarda i requisiti di selezione e controllo dell’appaltatore relativamente alla tutela del lavoro, in quanto la moltiplicazione dei centri di imputazione della responsabilità dovrebbe indurre il committente ad esercitare un controllo effettivo sulla consistenza tecnico-organizzativa e sulla solidità economica di appaltatori e subappaltatori. Vengono approfonditi argomenti come contratto collettivo applicato, costo del lavoro e della sicurezza, successione di appalti (clausola sociale), regolarità e congruità contributive.

Tre gli allegati di approfondimento: i primi due contengono una rassegna giurisprudenziale rispettivamente sul costo del lavoro e sulla clausola sociale, mentre l’allegato 3 è un modello di scheda per segnalare irregolarità negli appalti.

 

Simone Finotti

 

 

 

L’ONBSI fra obiettivi e attività  

Le attività di ONBSI, organismo bilaterale  per la trasparenza del settore e la tutela dell’osservanza del CCNL di categoria.

 

L’Organismo nazionale bilaterale  ha natura giuridica di associazione non riconosciuta e non persegue finalità di lucro. Costituisce lo strumento per lo svolgimento delle attività individuate dalle parti stipulanti il CCNL per i dipendenti delle imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione professionali, ovvero delegate dalla legge alle parti sociali. La promozione e la gestione delle predette attività dovrà avvenire nel rispetto degli accordi interconfederali e degli organismi da essi derivanti.
A tal fine, l’Organismo nazionale bilaterale attua ogni utile iniziativa per la qualificazione e lo sviluppo dei settori e, in particolare:promuove iniziative in materia di formazione e qualificazione professionale anche in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti, eventualmente finalizzate all’avviamento dei lavoratori che vi abbiano partecipato; promuove corsi di riqualificazione per il personale interessato da processi di ristrutturazione e riorganizzazione che comportino la cessazione e/o la sospensione del rapporto di lavoro per un periodo di tempo almeno uguale a quello previsto dalla legge sulla disoccupazione speciale 427/75; in relazione alla iscrizione delle aziende al registro di cui alla legge 25/2/94 n.82 e regolamento di attuazione, in raccordo con Unioncamere e con l’Inps, Inail e Ministero del Lavoro, l’Organismo rilascia le certificazioni attestanti l’iscrizione e svolge qualsiasi altro compito di certificazione che leggi o regolamenti possano affidargli; supporta e integra le funzioni di controllo degli Enti competenti, svolgendo un ruolo di verifica, controllo, monitoraggio e raccolta dati e verbali che si effettuano nelle procedure di cui all’art.4 (cambio di appalto) su tutto il territorio nazionale; su indicazione dell’Osservatorio nazionale di settore presieduto dal Ministero del Lavoro assume iniziative tendenti a creare concreti strumenti di analisi del comparto in sinergia con le Istituzioni (Presidenza del Consiglio, Cnel, Unioncamere, Università ed Enti di Ricerca, Ministeri competenti, ecc.); in relazione agli adempimenti di cui alla legge 626/94 e con riferimento alle specificità e peculiarità del settore promuove approfondimenti per la concreta attuazione della legge nonché per piani di sicurezza, per la formazione dei responsabili aziendali e dei R.L.S.ricerca ed elabora anche a fini statistici i dati relativi all’utilizzo degli accordi in materia di contratti di formazione e lavoro e contratti a tempo determinato predisponendo progetti formativi per le singole figure professionali al fine del miglior utilizzo dei predetti istituti contrattuali, in piena armonia con gli accordi interconfederali in materia; individua misure di sostegno al reddito atte a superare momenti di difficoltà occupazionale ai sensi di quanto previsto da normative vigenti in materia, con l’obiettivo del superamento di quanto previsto dall’articolo 4 del c.c.n.l. di categoria.

 

Un osservatorio che tasta il polso al settore

L’organismo può svolgere inoltre attività di programmazione ed organizzazione di relazioni sul quadro economico e produttivo del settore e dei comparti e le relative prospettive di sviluppo, sullo stato e sulle previsioni occupazionali, anche coordinando indagini e rilevazioni, elaborando stime e proiezioni finalizzate, tra l’altro, a fornire alle parti il supporto tecnico necessario alla realizzazione degli incontri di informazione; monitoraggio e rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi del settore ed elaborazione di proposte in materia di formazione e qualificazione professionale, anche in relazione a disposizioni legislative nazionali e comunitarie e in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti, per creare le condizioni più opportune per la loro pratica realizzazione a livello territoriale; monitoraggio delle attività formative ed allo sviluppo dei sistemi di riconoscimento delle competenze per gli addetti del settore; ricezione dalle Organizzazioni territoriali degli accordi collettivi territoriali ed aziendali e loro trasmissione al CNEL agli effetti della legge n.936/86; istituzione della banca dati per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e per il monitoraggio del mercato del lavoro e delle forme di impiego; predisposizione e coordinamento degli schemi formativi per specifiche figure professionali, al fine del migliore utilizzo dei contratti di formazione e lavoro, di apprendistato e di inserimento; svolgimento dei compiti demandatigli dalla contrattazione collettiva o dalle leggi, compresa la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Diverse, fino ad oggi, sono state le iniziative svolte a livello nazionale e locale per sviluppare una cultura di trasparenza nel difficile e intricato scenario degli appalti di servizi.

Fra i progetti Onbsi per gli anni 2008-2011 ci sono il monitoraggio degli appalti, la costituzione e la promozione di osservatori del settore, la sicurezza sul lavoro e del servizio, gli interventi di contrasto all’assenteismo, lo sviluppo dei contenuti formativi e professionali del settore, la diffusione territoriale dell’organismo stesso. Oltre, naturalmente, a promuovere iniziative di trasparenza e regolamentazione del mercato.

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