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Afidamp Organizza una giornata all’insegna del “think green”

Afidamp Organizza una giornata all’insegna del “think green”

1 maggio 2010

(tratto da “GSA” n.5, Maggio 2010)

 

E’prossimo ormai l’appuntamento del cleaning con il verde: sotto la buona stella di AfidampFab, infatti, il 24 giugno tutto il comparto si riunirà per una full immersion sul tema dell’ecosostenibilità ambientale. Dalla teoria alla pratica si discuterà di best practice internazionali e si premieranno l’efficienza green targata made in Italy.


Manca poco al grande evento previsto per il 24 giugno prossimo: la giornata dedicata al green con la Tavola Rotonda sul tema “Ecocleaning – Ricerca e nuove tecnologie per la produzione industriale. La formula della Pulizia sostenibile (organizzato da AfidampFAB con il coordinamento scientifico di Legambiente e Kyoto Club) cui seguirà la premiazione del Green Clean Afidamp Award. Ai vertici avevano promesso una giornata ricca di contenuti e nomi prestigiosi e pare proprio che le aspettative non verranno deluse.  Stefania Verrienti, segretario generale AfidampFab, incaricata della gestione dell’evento ha voluto fare le cose in grande, chiamando a rapporto un parterre di  protagonisti d’eccezione sulla scena del cleaning mondiale,invitando l’On. Stefania Prestigiacomo come ospite d’onore istituzionale e, in qualità di moderatore, Antonello Piroso, giornalista e direttore di La7 che si è già occupato del rapporto tra ambiente e industria.

Una seconda edizione in grande stile

«L’anno scorso – spiega la Verrienti – avevamo come cornice dell’evento la Fiera Pulire e non è stato necessario contestualizzare la premiazione del Clean Green Award con un convegno ad hoc: tuttavia, essendo annuale, la premiazione quest’anno doveva essere organizzata senza i supporto del salone veronese, ma non volevamo rinunciare ad una full immersion di cleaning e così abbiamo chiamato a rapporto importanti personalità che operano tanto nel mondo della pulizia professionale che in quello della sostenibilità, il cui connubio sta diventando la nuova frontiera del nostro comparto. Desideriamo fruttare l’edizione svincolata dalla fiera proprio per presentarci non solo agli attori della filiera del cleaning ma soprattutto a quelle istituzioni, pubbliche amministrazioni e a tutti quei comparti attigui al cleaning che spesso ignorano la nostra esistenza. Vogliamo insomma far sentire la voce di un settore che opera in sordina, nel disinteresse generale, ricordando che la pulizia professionale contribuisce che con i suoi 1,3 miliardi di euro di fatturato non poco a dare lustro all’industria italiana».

Tavola rotonda e cavalieri del verde

L’obiettivo della Tavola Rotonda è dunque quello di dimostrare che la  pulizia sostenibile esiste sia nel mondo e sempre più anche nel nostro Paese: non si può più pensare di fare profitto senza coniugarlo con una sensibilità ambientale ed, in questo, il settore della Pulizia Professionale vuole rappresentare, nel suo piccolo, un esempio virtuoso e, perché no, anche un comparto pilota. A testimoniarlo il Concorso stesso, che l’anno scorso aveva stimolato ad immettere tante quote verdi sul mercato e quest’anno si aspetta di fare altrettanto. Anche volendo prescindere dall’etica pura e semplice, infatti, fare impresa nel rispetto della natura sta diventando sempre più un imperativo categorico per ragioni di mercato: la base, l’utenza finale, in sostanza il cittadino, sta prendendo sempre più coscienza della necessità di salvaguardare l’ecosistema per tutelare la sopravvivenza dell’umanità, per cui incrementa la richiesta di prodotti e processi “puliti”. Ecco dunque le ragioni del Clean Green Afidamp Award, che premia l’eco design e l’innovazione sostenibile nel settore della pulizia professionale, e lavora per definire protocolli, nei segmenti delle macchine e delle attrezzature, per il conseguimento, da parte delle aziende associate, dell’EDP, la dichiarazione ambientale di prodotto. «Si tratta – prosegue Verrienti – di un evento destinato a rappresentare una pietra miliare nell’evoluzione del settore, che è avviato lungo un percorso di trasformazione inevitabile, sia per la doverosa assunzione di responsabilità che riguarda tutti gli attori della filiera del cleaning, sia per rispondere a richieste sempre più pressanti da parte dell’utenza e della collettività globale».

Il green d’oltreoceano

A testimoniare che il mercato di nuova generazione si muove all’insegna del “think green”basta pensare agli USA, dove ben 16 Stati hanno adottato una severa legislazione green e hanno implementato le politiche di green procurement, con direttive d’acquisto che specificano o raccomandano di usare prodotti verdi per la pulizia. E come gli Stati Uniti, anche i mercati emergenti, come quello cinese o indiano, stanno promuovendo politiche di sostenibilità ambientale, ossia di uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le esigenze, cioè di uno sviluppo che porti sì benessere e guadagno, ma in modo meno egoistico di quanto fatto finora, senza compromettere il contesto ambientale, senza esaurire le risorse indispensabili, perché anche i nostri figli e i nostri nipoti possano godere di benessere e di guadagni equi.

… e nel Belpaese

E noi? L’Italia è la nazione che conta il maggior numero al mondo di fabbricanti di macchine, attrezzature, prodotti per la pulizia professionale, che esportano fino all’80% della loro produzione in tutti i paesi del mondo. Uno dei mercati più ambiti, e fino a poco tempo fa presidiati con sicurezza, è sempre stato quello degli Stati Uniti, da cui provengono segnali inequivocabili di cambiamento nella direzione dell’ecosostenibilità. Pertanto, non è più una questione di crederci o meno: se non si vuole perdere terreno sul fronte dell’export, la conditio sine qua non è adeguarsi, reinventarsi green.

Rivoluzione: tra teoria ed applicazione

Ma per perseguire questi obiettivi è necessario operare una rivoluzione copernicana della cultura e dei comportamenti, individuali e sociali. Ognuno dovrà fare la sua parte. In che modo? E come il comparto delle pulizie professionali potrà contribuire a questo mutamento?

Sarà questo il tema della Tavola Rotonda, in cui le autorevoli personalità presenti analizzeranno, ognuno per la propria competenza, tutte le possibili soluzioni, partendo dall’esistente e cercando di prevedere quali possano essere gli scenari futuri.

Il problema sarà esposto da Giulio Guizzi, Ambasciatore AFED/AfidampFAB, cofondatore e past president di Afidamp, imprenditore stimato a livello internazionale, cultore e appassionato conoscitore del mondo del cleaning, che ha illustrato in una infinità di articoli, pubblicazioni, saggi, anticipando spesso tematiche e problematiche che sarebbero poi state fondamentali per lo sviluppo del settore. Studioso ante litteram del green cleaning, esperto delle dinamiche dei mercati mondiali, in particolare di quello statunitense, porrà sul tappeto della discussione argomentazioni e stimoli per una riflessione condivisa e responsabile.

 

Uno sguardo ai protagonisti


Stephen Ashkin, il massimo esperto mondiale di Green cleaning, di cui è considerato il padre nobile. Ashkin, la cui esperienza nel campo del cleaning professionale data da circa trent’anni, ha giocato un ruolo fondamentale nella definizione di standard produttivi ecosostenibili ed è presidente del Ashkin Group, una società di consulenza specializzata nel rendere ecocompatibili i processi di pulizia, assistendo nell’evoluzione verso la sostenibilità ambientale sia gli utenti finali, sia le aziende produttrici, sia i distributori che le imprese di servizi. Ashkin è l’esperto che può dare utili indicazioni a tutti gli attori della filiera.     

Fred Pearce, giornalista e scrittore inglese (consulente della rivista britannica New Scientist e collaboratore di numerose testate, quali Indipendent, Boston Globe, High Life, Country Livinged Ecologist), è uno dei più noti studiosi mondiali di questioni ambientali. Autore di tredici libri su temi ambientali, tra i quali i più noti sono “Un pianeta senz’acqua. Viaggio nella desertificazione contemporanea” e “Diario di un eco peccatore”, nel 2001 è stato nominato, in Gran Bretagna, “Giornalista ambientale dell’anno”. Ha vinto anche il Petere Kent conservation Book Award e il TES Junior Information Book Award.

Maurizio Fieschi, esperto di ingegneria ambientale (ha conseguito il diploma internazionale EPEA), ricercatore universitario e consulente per le più importanti organizzazioni ambientali, è membro dei comitati tecnici dell’International EPD®System e Presidente della Etichetta Ambientale AssoSCAI. Per AfidampFAB ha curato la realizzazione del PCR per le macchine del cleaning professionale, protocollo cui devono rifarsi quanti vogliano certificare la sostenibilità ambientale delle proprie macchine per conseguire l’EPD, la Certificazione ambientale di prodotto, uno dei titoli che valgono nel Green procurement.

Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente, presidente della Fondazione Legambiente Innovazione, animatore del Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente, giornalista, fondatore e direttore del mensile La nuova ecologia, ha scritto numerosi libri, tra cui Ambientalismo, Vivi con stile, Viaggiare leggeri.

Giovanni Silvestrini, scienziato, ricercatore dell’Università di Palermo e del CNR nel campo delle fonti rinnovabili e delle politiche energetiche. Già Direttore generale presso il Ministero dell’Ambiente e consigliere del Ministero dello Sviluppo Economico, dal 2003 è direttore scientifico del Kyoto Club. E’ direttore scientifico del portale http://Qualenergia.it e della rivista omonima, e presidente del Comitato Ecolabel Autore di oltre 100 articoli scientifici e coautore di numerosi libri, ha vinto nel 2001 l’European Solar Prize per “lo straordinario impegno personale nelle fonti rinnovabili”

Maria Rosaria Spagnuolo, responsabile dell’Area Ambiente e Sicurezza di Assolombarda, avrà il duplice ruolo di rappresentare l’industria che costituisce l’anima di Assolombarda e l’ambiente di cui dirige la sezione dedicata.

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