igiene urbana

RINNOVABILI: CERTEZZE INNANZITUTTO

19 luglio 2011

La richiesta è emersa chiaramente dai vari operatori del settore, produttori, associazioni, banche e mondo legale, durante il convegno tenutosi il 5 luglio scorso alla Camera dei Deputati .

Chiarezza e stabilità normativa. Questo è quello che chiedono gli operatori del mondo dell’energia riuniti il 5 luglio in un convegno organizzato dallo studio legale Simmons & Simmons insieme ad ANEV e APER, le due principali associazioni che rappresentano i produttori di energie rinnovabili (eoliche e fotovoltaiche).

“L’attuale quadro normativo, unito alle continue novità legate ai meccanismi di incentivazione e oggi amplificate dal dibattito acceso intorno alla manovra Tremonti, non fanno che destabilizzare il sistema con la conseguenza di renderlo difficilmente decifrabile da parte dei produttori di energia e degli investitori italiani e ancor più stranieri. Il decreto legislativo 28/2011 pone le basi per un corretto sviluppo del settore, ma rimanda per la sua attuazione a 67 decreti attuativi, la maggior parte dei quali ancora da definire”. É questo il parere dell’avvocato Daniela Sabelli, partner dello studio legale Simmons & Simmons che ha aperto  i lavori, a cui hanno fatto eco le richieste delle associazioni.

“In questo quadro è l’eolico a soffrire maggiormente visto che gli sono stati tagliati retroattivamente gli incentivi del 22%” – ha commentato Simone Togni, Presidente di ANEV che ha aggiunto: “Assistiamo ad uno scostamento sempre più evidente tra le posizioni assunte dal Governo e gli obiettivi da raggiungere. Il settore ha bisogno di stabilità, l’eolico ancora di più. Ci attendiamo con i decreti attuativi della direttiva comunitaria che si arrivi presto ad avere un giusto equilibrio tra la necessità di generare energia eolica come richiesto dall’Europa – entro il 2020 – e di farlo nella maniera più economicamente e amministrativamente efficiente. Per far questo servono norme chiare e stabili e la definizione di un sistema di tariffazione adeguato che attualmente invece non consente il ritorno per gli investimenti nel settore eolico”.

L’Associazione Produttori di Energie Rinnovabili (APER) ha segnalato l’estrema incertezza che il settore sta vivendo in attesa di questi decreti e si è dichiarata disponibile sin da subito a dare il suo contributo al Ministero per la rapida definizione degli stessi.

Quali gli scenari futuri? Lo ha spiegato Richard Conrad Morabito, dello studio legale Simmons & Simmons: “Vista l’attuale situazione normativa è probabile una riduzione degli impianti (eolico e fotovoltaico) di grandi dimensioni verso un incremento – grazie a tariffazioni vantaggiose e incentivazioni – degli impianti a biomasse a tariffa omnicomprensiva unito ad un aumento dei sistemi fotovoltaici posizionati sui tetti, dal microeolico, del solare a concentrazione e della geotermia.

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