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Carrelli e bacilli: una vita “spesa” al supermarket

Carrelli e bacilli: una vita “spesa” al supermarket

17 luglio 2009

(tratto da “GSA” n.7, luglio 2009)

In seguito a dati sconfortanti provenienti dall’università dell’Arizona, che paragonano i carrelli statunitensi alle toilette pubbliche in fatto d’igiene, alcuni supermercati hanno deciso di adottare un sistema di purificazione innovativo.


Il supermarket è il luogo di transizione per eccellenza: entri, compri ed esci. L’oasi del consumo a porte automatiche, con quello sbalzo termico di aria condizionata che ti rinfresca le idee e ti induce, quasi meccanicamente, a rovistare in borsa in cerca dell’euro per il carrello, per poi perdersi tra le tante corsie in cerca dei prodotti sulla lista della spesa. Si è talmente concentrati in questa serie di operazioni standardizzate che non si ha né tempo né modo di riflettere sulle condizioni igieniche con cui spesso bisogna scendere a compromesso. Se capitasse, infatti, una volta nella vita, di andare al supermercato solo per osservare gli altri, si noterebbero tanti particolari che quotidianamente passano inosservati: a partire dal carrello.

Il carrello da servizio (igienico)

Da degli studi condotti dal CDC, il Center for Desease Control and Prevention tra il 2006 ed il 2007 negli USA, sono emersi dati inquietanti sulla loro igiene nei supermercati. Lapidario il commento che arriva dai ricercatori dell’Università dell’Arizona che, dopo aver campionato 60 carrelli in diversi supermercati di Los Angeles, hanno riscontrato un livello di contaminazione da germi «superiore a quello delle toilette pubbliche». Non certo un dato incoraggiante. Più del 70 % del carrelli aveva, infatti, batteri fecali provenienti da bambini seduti nell’apposito seggiolino o da persone dotate di scarsa attitudine a lavarsi le mani dopo essere state alla toilette. Quella che dunque fino ad oggi era sembrata una simpatica idea salva-spazio (mettere la frutta e la verdura nel vano-seggiolino del carrello) adesso, dati alla mano, appare senza dubbio un’ipotesi da scartare.
Nessuno può chiaramente illudersi di avere un carrello asettico, ma a tutto c’è un limite; anche perché la carica batterica patogena rilevata dai ricercatori statunitensi potrebbe avere ripercussioni sulla salute umana, soprattutto nei bambini in età inferiore ai 6 mesi. Dai risultati di uno studio del CDC condotto su 442 bambini in otto diversi stati americani, è emerso infatti che viaggiare nel carrello a fianco di alcuni elementi come la carne cruda (tanto più se non ben sigillata nel cellophane) è uno dei principali fattori di rischio di contaminazione da salmonella.

Tra precauzione e maniacalità… c’è il buon senso

Dati che devono allertare ma non allarmare: non c’è alcun bisogno di sfociare nella psicosi collettiva presentandosi al supermarket in tuta bianca da RIS, mascherina, copri scarpe e guanti in lattice… a meno che non sia Carnevale. Gli esperti della salute pubblica sono i primi a diffidare dalla sovrasterilizzazione degli ambienti là dove non necessario, perché anche i batteri svolgono una funzione importantissima in natura. Tuttavia, i dati raccolti evidenziano una grave carenza igienica che va affrontata in maniera costruttiva.
«Certamente – come afferma Elaine Larson, Prof.ssa alla scuola d’infermieristica della Columbia University – basterebbe il comune buon senso a suggerire un accurato lavaggio dei carrelli di tanto in tanto. Sarebbe già un buon punto di partenza per affrontare la questione in maniera professionale». Finora sono stati usati palliativi più che sistemi di pulizia veri e propri: come le salviette umidificate igienizzanti, ottime per pulire le mani ed eventualmente la maniglia, ma assolutamente inefficaci sulla parte metallica del carrello. Questa può certamente essere considerata uno strumento di protezione ma non di sanificazione. Ma, dopo mesi di dibattito sulla questione c’è chi sembra aver inventato la soluzione ad hoc.

La soluzione: il cart-lavaggio

Proprio in America, infatti, è stato recentemente inventato un sistema efficace di sterilizzazione che promette di avere largo successo, e non solo oltreoceano. Si tratta del cosiddetto Pure Cart System, una sosta di purificatore antigermi per carrelli che, in pochi secondi, igienizza il contenitore metallico a quattro ruote. Una soluzione veloce ed efficace che va al cuore del problema eliminando tutti i germi prima di ogni corsa (sfrenata) allo shopping. In questo modo ogni consumatore, dal più esigente al più indulgente, avrà la sicurezza di impugnare uno strumento non solo pulito ma igienizzato.

Il sistema Pure Cart System si presenta come una sorta di mini-autolavaggio: basterà far scivolare il proprio carrello lungo la passerella per far sì che una soluzione di acqua e diossido di carbonio (ovvero di anidride carbonica) in pochi secondi uccida il 99% dei germi, compresi quelli più ostili come stafilococco, E.Coli, salmonella, listeria monocytogenes, ma anche funghi, lievito e muffa. Difficile credere che tanti agenti patogeni possano essere in agguato proprio nel nostro carrello, ma la spiegazione del fenomeno è semplice. Quante volte capita di trovare nel carrello residui di verdure, bottiglie vuote, pezzi di frutta, abbandonati da qualche precedente utilizzatore? Su quelle foglie di lattuga potrebbe trovarsi, ad esempio, la listeria monocytogenes, un batterio gram-positivo che infesta alimenti crudi come carne pesce e verdure. È un’ipotesi remota, certo, ma non impossibile: dunque perché rischiare?
Lo hanno capito bene venti supermercati americani che, a fronte di qualche lamentela della clientela, hanno pensato di adottare questo sistema per garantire un servizio migliore, fugando in tal modo ogni preoccupazione sull’igiene del locale. D’altronde, si sa, non c’è peggior pubblicità di un passaparola a fine screditorio!

Il germicidio certificato

Pure Cart System è stato approvato dall’EPA (Environmental Protection Agency), l’agenzia governativa ambientale statunitense, e dalla FDA (Food and Drug Administration – Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali), l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici e che dipende dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti. Entrambi gli enti hanno certificato l’efficienza del sistema e dalla sua sicurezza nel contatto con l’uomo. Un apparecchio tecnologico di ultima generazione, costruito in fibra di vetro con un’entrata e un’uscita; un sistema di guida fissa che garantisce al carrello il giusto percorso e l’adeguata distanza dagli augelli di vaporizzazione. Il pannello di controllo regola l’accensione e spegnimento del sistema per un utilizzo facile, sicuro ed affidabile che permetta anche ai clienti più impaccIati di portare a termine l’operazione. Basteranno pochi secondi per avere un carrello sanificato, asciutto, e piacevolmente profumato al limone. Da una prima analisi, sembra che Pure Cart System non abbia avuto alcuna difficoltà ad incontrare il favore della clientela statunitense. Ne sapremo sicuramente di più in un prossimo futuro, magari in seguito ad avvistamenti anche nei supermercati italiani.

Chiara Bucci

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