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	<title>Gsanews &#187; terza pagina</title>
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		<title>Mercato Facility Management: il punto di vista dell&#8217;ONBSI</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edoardo.bracaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[facility management]]></category>
		<category><![CDATA[imprese & dealers]]></category>
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		<category><![CDATA[Carmelo Romeo]]></category>
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		<category><![CDATA[Organismo Nazionale Bilaterale delle Imprese esercenti servizi integrati/multiservizi]]></category>

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		<description><![CDATA[(Tratto da FMI n.14,dicembre 2011)
L&#8217;intervista a Carmelo Romeo, Presidente dell&#8217;ONBSI &#8211; Organismo Nazionale Bilaterale delle Imprese esercenti servizi integrati/multiservizi e servizi di pulizia, inquadra il ruolo e le finalità di questo nuovo importante organismo istituzionale che, in rappresentanza delle associazioni datoriali e dei dipendenti delle imprese del mercato dei servizi di FM, svolge un&#8217;articolata serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Tratto da FMI n.14,dicembre 2011)<br />
L&#8217;intervista a Carmelo Romeo, Presidente dell&#8217;ONBSI &#8211; Organismo Nazionale Bilaterale delle Imprese esercenti servizi integrati/multiservizi e servizi di pulizia, inquadra il ruolo e le finalità di questo nuovo importante organismo istituzionale che, in rappresentanza delle associazioni datoriali e dei dipendenti delle imprese del mercato dei servizi di FM, svolge un&#8217;articolata serie di attività specie in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione professionale. Non potevano non essere trattati anche due temi di notevole criticità al centro dell&#8217;interesse degli operatori del settore: il rispetto delle regole sugli appalti e le ricadute della crisi economica sulle imprese di servizi.</p>
<p><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/art-Onbsi-FMI-14.pdf">Fare clic per scaricare l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>La pagella dei servizi esternalizzati nella ristorazione ospedaliera</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[ANMDO]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanzattiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Scuola-Nazionale-Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[In anni difficili, nei quali è diffusa la ricerca della compressione massima dei costi da parte della committenza &#8211; soprattutto nell’ambito dei servizi esternalizzati – è nato un esperimento di misurazione, valutazione e condivisione delle performance, chiamato Pagella dei Servizi.
Si tratta di un progetto che coinvolge la Scuola Nazionale dei Servizi, l’Università di Siena e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/logo-scuola.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11441" title="logo scuola" src="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/logo-scuola.jpg" alt="" width="149" height="149" /></a>In anni difficili, nei quali è diffusa la ricerca della compressione massima dei costi da parte della committenza &#8211; soprattutto nell’ambito dei servizi esternalizzati – è nato un esperimento di misurazione, valutazione e condivisione delle performance, chiamato Pagella dei Servizi.<br />
Si tratta di un progetto che coinvolge la Scuola Nazionale dei Servizi, l’Università di Siena e l’Università di Udine, finalizzato alla ricerca e applicazione di criteri oggettivi di valutazione delle performance nei servizi integrati.</p>
<p>La prima esperienza al riguardo è in atto presso le strutture ospedaliere dell’ Area Vasta sud-est della regione Toscana; coinvolge 4 ospedali su 14 fra le province di Arezzo, Siena e Grosseto.<br />
Nello specifico si è voluto sperimentare l’applicazione della Pagella dei Servizi alla ristorazione ospedaliera, servizio complesso e cruciale nel determinare la ripresa del paziente, come ricordato dal prof. Gianfranco Finzi, presidente ANMDO, Associazione Nazionale Medici delle Direzioni Ospedaliere, tra i soci della Scuola, che è intervenuto lo scorso 7 dicembre 2011 durante la presentazione dei risultati della sperimentazione.<br />
La modalità di valutazione del servizio è articolata e complessa, basata su un ampio paniere di variabili che determinano un confronto fra il capitolato e l’effettiva erogazione dei servizi: il costo applicato, le risorse impiegate, la complessità della struttura ospedaliera, la distribuzione, etc…<br />
Il confronto avviene anche esternamente fra le varie AO interessate, strutturalmente diverse fra loro: i dati sono raccolti con l’utilizzo di questionari ed interviste, oltre ai rilievi sul campo da parte dei<br />
Tecnici della scuola.</p>
<p>Va ricordato che la misurazione della qualità vede anche la partecipazione dei Cittadini attraverso Cittadinanzattiva /Tribunale del malato, grazie alla partnership avviata fra la Scuola Nazionale dei Servizi e Cittadinanzattiva.<br />
E&#8217; chiaro che al crescere del numero di realtà coinvolte aumenterà in futuro anche la precisione della valutazione del singolo parametro.<br />
In altre parole, la Pagella dei Servizi ha grande importanza proprio perché permette valutazioni e confronti che tengono conto delle diverse specificità delle singole strutture. Inizia a quel punto l’attività di dialogo e benchmarking fra committente e prestatore del servizio.</p>
<p>Le prospettive future non si limitano a valutare la sola ristorazione, ma anche i servizi di facility management in senso ampio, al fine di lavorare per far crescere il dialogo fra committente e impresa: formando il primo, portandolo ad affinare la propria richiesta, ed il secondo ad evolvere e dimensionare le sue prestazioni per la massima resa.</p>
<p><a href="http://www.scuolanazionaleservizi.it">www.scuolanazionaleservizi.it</a></p>
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		<title>Dal 31 gennaio Valencia si tinge di “green”con  HYGENALIA+PULIRE</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 05:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edoardo.bracaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[imprese & dealers]]></category>
		<category><![CDATA[terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[HYGENALIA+PULIRE]]></category>
		<category><![CDATA[Valencia]]></category>
		<category><![CDATA[www.hygienalia-pulire.com]]></category>

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		<description><![CDATA[Notizie confortanti dalla Spagna: pur in un momento di sofferenza del mercato iberico gli operatori hanno accolto con favore e una grande dimostrazione di fiducia la manifestazione Hygienalia+Pulire, che apre i battenti a Valencia il 31 gennaio per chiudersi il 2 febbraio. Qualche dato: la fiera ha raggiunto i 4.520 metri quadrati di spazio espositivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/1-in-pagina-hygienalia+pulire.jpg"></a><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/1-principale-Green-Line.jpg"></a>Notizie confortanti dalla Spagna: pur in un momento di sofferenza del mercato iberico gli operatori hanno accolto con favore e una grande dimostrazione di fiducia la manifestazione Hygienalia+Pulire, che apre i battenti a Valencia il 31 gennaio per chiudersi il 2 febbraio. Qualche dato: la fiera ha raggiunto i 4.520 metri quadrati di spazio espositivo netto occupato, con 137 espositori di cui il 18% (25 aziende) provenienti dall’Italia. 15 sono le aziende straniere, che vengono prevalentemente da Inghilterra, Germania, Turchia, Olanda, Svizzera, Belgio e 97 quelle spagnole. Tra le novità di quest’anno si segnalano due aree dimostrative dedicate rispettivamente alle macchine stradali e alle lavanderie professionali, area quest’ultima che ospiterà seminari sul tema e il Green Line, un percorso ‘verde’ dove trovare tutti gli espositori sensibili alle tematiche ambientali. Con queste iniziative Hygienalia+Pulire si mostra attenta alle tematiche ambientali, aspetto ormai imprescindibile per chi opera nel cleaning professionale. Proprio a questo proposito Hygenalia-Pulire ha&nbsp;avviato il Progetto Green Line, che vuole sviluppare, promuovere e far conoscere i prodotti, i materiali e le tecnologie che rispettano l&#8217;ambiente. Gli espositori di Hygienalia+Pulire avranno l&#8217;opportunità di presentare un massimo di cinque prodotti, servizi o azioni ecologiche, così come misure di efficienza, azioni che riducono l&#8217;impatto ambientale, uso delle energie rinnovabili e così via. Ma in cosa consisterà Green Line? In pratica si tratterà di un percorso con sosta negli stand delle aziende partecipanti, che formano un&#8217;“area verde” nella quale ogni espositore verrà identificato da un contrassegno denominato “Fermata”.&nbsp; Le attività legate al progetto avranno una ripercussione non solo durante lo svolgimento della Fiera, ma le informazioni saranno visibili 365 giorni all&#8217;anno per i visitatori professionisti e per la stampa specializzata. Gli espositori inseriranno le descrizioni delle proprie proposte in una <em>scheda del prodotto verde </em>che sarà disponibile sul sito della manifestazione durante l&#8217;intero anno e che verrà distribuita attraverso una &#8220;cartella stampa verde&#8221; ai media specializzati. Parallelamente, le imprese accreditate come partecipanti potranno godere di una serie di vantaggi di promozione online e on site. Hygenalia-Pulire<strong> </strong>si impegna a diffondere ampiamente le informazioni su tali prodotti durante e dopo lo svolgimento della Fiera.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/1-principale-Green-Line.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11372" title="1-principale-Green-Line" src="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/1-principale-Green-Line.jpg" alt="" width="170" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.hygienalia-pulire.com" target="_blank">www.hygienalia-pulire.com</a></p>
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		<title>Quando i riflettori illuminano… cio’ che non si vede</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edoardo.bracaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[facility management]]></category>
		<category><![CDATA[imprese & dealers]]></category>
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		<category><![CDATA[Andrea Poggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Mannheimer]]></category>

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Si avvicina sempre più l’appuntamento con Forum Pulire (www.forumpulire.it), il primo congresso Nazionale sul mondo del pulito, in programma a Milano, nella meravigliosa cornice del Palazzo delle Stelline, il 21 e 22 marzo e che vede GSA media partner. L’evento, intitolato “Pulizia come valore assoluto”, sarà un grande momento di riflessione in cui le aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/5-in-pagina-adv_forum_GSA-new.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11291" title="5-in-pagina-adv_forum_GSA-new" src="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/5-in-pagina-adv_forum_GSA-new.jpg" alt="" width="599" height="733" /></a></p>
<p>Si avvicina sempre più l’appuntamento con Forum Pulire (<a href="http://www.forumpulire.it/">www.forumpulire.it</a>), il primo congresso Nazionale sul mondo del pulito, in programma a Milano, nella meravigliosa cornice del Palazzo delle Stelline, il 21 e 22 marzo e che vede GSA media partner. L’evento, intitolato “Pulizia come valore assoluto”, sarà un grande momento di riflessione in cui le aziende leader della produzione, della distribuzione e dei servizi integrati si confronteranno con la domanda, sia pubblica che privata, sui cambiamenti e sulle soluzioni condivise possibili. Ma anche un luogo in cui personaggi illustri dell’economia e del mondo accademico, imprenditori, sociologi, opinionisti analizzeranno, nelle due giornate, rispettivamente il futuro e il presente della società, dell’economia, delle risorse, in relazione alle prospettive economiche del comparto del pulito professionale. In particolare, nella giornata dedicata al presente (il 22 marzo), si segnala, alle 9.30, il talk-show “La pulizia oggi: realmente un valore? La voce dei cittadini e delle imprese.” Per la prima volta ad andare sotto i riflettori è ciò che non si vede, con domande interessanti e intriganti come:</p>
<p><em>Qual è la cultura della pulizia in Italia? </em></p>
<p><em>Che ruolo occupa nella vita di tutti i giorni, nelle scuole, negli ospedali, negli uffici, nei luoghi pubblici? </em></p>
<p><em>Tra diritti e doveri, chi sono i responsabili della pulizia? </em></p>
<p><em>Come la vivono le aziende?</em></p>
<p><em>Come si inserisce nella tutela dell’ambiente?</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p>Quesiti a cui si darà risposta attraverso uno studio condotto dal professor <strong>Renato Mannheimer</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È il momento dell’analisi. Si parte dalla prima indagine realizzata in Italia sulla percezione del valore della pulizia. Un quadro di riferimento del contesto in cui viviamo per scoprire come si colloca nella scala dei valori nella vita di tutti i giorni, se e quanto è una discriminante nella scelta dei luoghi da frequentare, siano essi di ‘svago’, ristoranti, autogrill, hotel, o di utilizzo abituale, come mezzi di trasporto, uffici, scuole, strutture sanitarie, quanto la pulizia viene associata alla qualità della vita. Cittadini italiani di diversa età e provenienza esprimeranno il loro giudizio e tracceranno la sensibilità del Paese verso questi temi.</p>
<p>Si passerà poi alle aziende, per capire l’incidenza dei costi per la pulizia nel budget complessivo, come si comportano in un momento di grande taglio dei costi e di contenimento della spesa, come svolgono il servizio di pulizia, se con risorse interne o esterne, quali attrezzature sono state acquistate, quale è il grado di soddisfazione del servizio, come si rapportano ad una ‘politica verde’ in questo ambito specifico. Si analizzerà inoltre come poter valutare il grado di competenza degli addetti e come determinare gli standard di qualità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la fotografia del percepito si entrerà nella discussione sullo stato dell’arte dei servizi integrati, un settore in grado di sviluppare occupazione qualificata e stabile, con anche un ruolo sociale nell’occupazione di fasce deboli del mercato del lavoro e di integrazione all’immigrazione. Il dibattito farà emergere i punti di forza dati dalla sicurezza e dalla qualità dei servizi offerti e le criticità determinate dalla lotta all’irregolarità, dai tagli dei costi, dalle tempistiche dei pagamenti, dalla difficoltà nella formulazione di offerte sostenibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ne discuteranno, guidati nella riflessione da <strong>Andrea Pancani</strong>, Vicedirettore TG LA7, <strong>Emiliano Brancaccio</strong>, ricercatore e docente di Economia Politica, <strong>Domenico De Masi</strong>, Professore di Sociologia del Lavoro, <strong>Gianfranco Pasquino,</strong> Professore di Scienza Politica, <strong>Andrea Poggio,</strong> Vicedirettore Generale di Legambiente, <strong>Irene Tinagli</strong>, economista, oltre naturalmente allo stesso <strong>Renato Mannheimer.</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Conferenza Anid: la food industry protagonista</title>
		<link>http://www.gsanews.it/disinfestazione/conferenza-anid-la-food-industry-protagonista/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[disinfestazione]]></category>
		<category><![CDATA[terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[ANID]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza Nazionale della Disinfestazione]]></category>
		<category><![CDATA[industria-alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sirmione]]></category>

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		<description><![CDATA[(Tratto da GSA n.12,dicembre 2011)&#160;Come ormai tradizione, negli anni in cui non è previsto Disinfestando ANID organizza la Conferenza Nazionale della Disinfestazione, che per il 2012 è in programma a Sirmione (14-15 marzo).
Un ruolo di primo piano è riservato all’industria alimentare, cui è dedicata l’intera prima sessione&#160;dei lavori.
Da diversi anni ormai GSA si occupa del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Tratto da GSA n.12,dicembre 2011)&nbsp;Come ormai tradizione, negli anni in cui non è previsto Disinfestando ANID organizza la Conferenza Nazionale della Disinfestazione, che per il 2012 è in programma a Sirmione (14-15 marzo).<br />
Un ruolo di primo piano è riservato all’industria alimentare, cui è dedicata l’intera prima sessione&nbsp;dei lavori.<br />
Da diversi anni ormai GSA si occupa del rapporto tra disinfestazione e industria alimentare&#8230;</p>
<p><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/disinfestazione-37-39.pdf">Fare click per visualizzare l&#8217;articolo in pdf</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nasce l’eco-sede di Formula Servizi</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 05:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edoardo.bracaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[imprese & dealers]]></category>
		<category><![CDATA[terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Formula-servizi]]></category>
		<category><![CDATA[GSA n.12]]></category>

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		<description><![CDATA[(Tratto da GSA n.12,dicembre 2011)
GSA ha partecipato all’inaugurazione ufficiale della nuova Eco-sede della Cooperativa forlivese Formula Servizi che ha completamente ristrutturato la sua storica sede.
La grandezza di un’impresa si misura in investimenti. Formula Servizi in questo ha molto da insegnare perché&#160; ha sempre portato avanti un’idea di&#160; imprenditoria coraggiosa e pulita, pioniera di idee e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Tratto da GSA n.12,dicembre 2011)</p>
<p><strong>GSA ha partecipato all’inaugurazione ufficiale della nuova Eco-sede della Cooperativa forlivese Formula Servizi che ha completamente ristrutturato la sua storica sede.</strong></p>
<p>La grandezza di un’impresa si misura in investimenti. Formula Servizi in questo ha molto da insegnare perché&nbsp; ha sempre portato avanti un’idea di&nbsp; imprenditoria coraggiosa e pulita, pioniera di idee e progetti che guardino al futuro. Come una nave ammiraglia con il vento sempre in poppa che raggiunge mete importanti ma non vi getta l’ancora e prosegue il viaggio verso nuovi lidi. Il movimento è l’anima stessa della sfida. Certo, per farlo deve poter contare su un ottimo equipaggio che abbia idee chiare sulla direzione da imboccare. La forza del team è un aspetto essenziale per garantire politiche lungimiranti e coraggiose. Come quelle che hanno portato alla completa ristrutturazione della storica sede di Formula Servizi che, del 5 ottobre scorso è diventata ufficialmente un’eco-sede.</p>
<p><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/32-331.pdf">Fare click per scaricare l&#8217;articolo in pdf</a></p>
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		<title>AFIDAMPCOM “Guida”  utilizzatori e dealers</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 07:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
				<category><![CDATA[imprese & dealers]]></category>
		<category><![CDATA[terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[AfidampCom]]></category>
		<category><![CDATA[manuale lavasciuga]]></category>

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		<description><![CDATA[(Tratto da GSA n.12, dicembre 2011)
Il recente prontuario sull’impiego e il funzionamento delle lavasciuga, pubblicato dall’associazione dei dealers, sta già suscitando un notevole interesse: e nell’industria e GDO delle lavasciuga non si può proprio fare a meno… Da non dimenticare, poi, le due guide sul noleggio e sull’usato, miniere di preziose indicazioni in tempo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Tratto da GSA n.12, dicembre 2011)</p>
<p>Il recente prontuario sull’impiego e il funzionamento delle lavasciuga, pubblicato dall’associazione dei dealers, sta già suscitando un notevole interesse: e nell’industria e GDO delle lavasciuga non si può proprio fare a meno… Da non dimenticare, poi, le due guide sul noleggio e sull’usato, miniere di preziose indicazioni in tempo di crisi.<br />
Il notevole successo del prontuario “La lavasciuga. Caratteristiche, modalità di impiego e misure di sicurezza”, recentemente pubblicato da AfidampCom (<a href="http://www.afidamp-com.it">www.afidamp-com.it</a>) per fornire ai dealers, alla loro clientela e agli operatori tutte le informazioni necessarie per il migliore impiego delle macchine lavasciugapavimenti professionali, ci offre il “la” per tornare su un argomento che nel mondo del cleaning non passerà mai di moda.</p>
<p><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/Lavaggio-meccanico.pdf">Fare clic per scaricare l&#8217;articolo</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il “Sistema monitoraggio” nelle industrie alimentari: limiti e prospettive</title>
		<link>http://www.gsanews.it/disinfestazione/il-%e2%80%9csistema-monitoraggio%e2%80%9d-nelle-industrie-alimentari-limiti-e-prospettive/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edoardo.bracaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[disinfestazione]]></category>
		<category><![CDATA[terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[GSA n.12]]></category>
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		<description><![CDATA[(Tratto da GSA n.12, dicembre 2011)
La presenza e il necessario controllo degli artropodi e dei roditori all’interno dei locali adibiti allo stoccaggio, trasformazione e/o manipolazione di sostanze alimentari può, senza dubbio, essere considerato uno dei problemi chiave nella gestione delle imprese di tali comparti. La loro stessa presenza può divenire insostenibile e per diversi aspetti; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Tratto da GSA n.12, dicembre 2011)</p>
<p>La presenza e il necessario controllo degli artropodi e dei roditori all’interno dei locali adibiti allo stoccaggio, trasformazione e/o manipolazione di sostanze alimentari può, senza dubbio, essere considerato uno dei problemi chiave nella gestione delle imprese di tali comparti. La loro stessa presenza può divenire insostenibile e per diversi aspetti; nel caso delle popolazioni murine il danno può estrinsecarsi come danno diretto &#8211; sottrazione di materia prima, alterazione della stessa – ma anche indirettamente &#8211; interruzione di corrente elettrica a seguito di rosura dei cavi che così facendo interrompono le normali attività produttive; ma non meno gravi sono tutte le forme di inquinamento delle strutture e degli arredi per la presenza di deiezioni solide e liquide.</p>
<p>La normativa vigente che regolamenta la qualità igienica degli alimenti e in particolare quella italiana, non ha favorito il giusto approccio al problema. La legge 283/62 (G.U.R.I. n. 139 del 4/6/1962) <em>“Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”</em> all’art. 5, comma d, vieta “…<em>la vendita, la detenzione, la somministrazione e la distribuzione per il consumo di&nbsp; sostanze alimentari insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione”</em>. Ovviamente a tale legge hanno fatto seguito negli anni successivi altri provvedimenti modificativi a integrazione tra i quali il più noto è il D.lgs. 155/97 e successive modificazioni che ha normato il controllo alimentare introducendo i principi dell’<em>Hazard Analysis and Critical Control Points</em> (H.A.C.C.P.) &#8211; sistema di autocontrollo igienico, che previene i pericoli di contaminazione alimentare basato sul controllo sistematico dei punti della lavorazione degli alimenti dove c&#8217;è un pericolo di contaminazione sia di natura biologica che chimica ma anche fisica. L’introduzione della norma UNI n° 11381/2010 sul controllo degli insetti nelle Industrie Alimentari pone le aziende nella necessità di valutare l’adeguatezza del proprio Sistema di igiene Ambientale e di richiedere alle società fornitrici del servizio di <em>Pest management</em> la conformità a quanto previsto dalla norma.</p>
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<div id="attachment_11067" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/foto1.jpg"><img class="size-medium wp-image-11067" title="Tracce di roditori in un’industria molitoria" src="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/foto1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Tracce di roditori in un’industria molitoria</p></div>
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<p>Di per se si potrebbe dire che ci si sta muovendo da un buon punto di partenza, che dovrebbe portare a una corretta gestione del problema. La ricerca spasmodica di uno standard qualitativo che per certi aspetti si muove in un sistema normativo ancora lacunoso determina delle inosservanze nelle procedure che portano inevitabilmente a scorrette gestioni del reale problema entomologico, o dei parassiti in generale, in quasi tutte le strutture.</p>
<p>L’HACCP e l’applicazione delle procedure contemplate nei manuali da essa derivanti di cui si sono dotati tutte le aziende non consentono di rinunciare ai profusi interventi da parte degli operatori del settore della disinfestazione; non si è riusciti, infatti, a definire al momento, un sistema che garantisca un reale contenimento del rischio da artropodi e roditori.</p>
<p>Tralasciando le polemiche sulla reale preparazione professionale di alcuni estensori di tali manuali (ingegneri, geologi, geometri, così come agrotecnici &#8211; che al loro interno inglobano, laureati in scienze naturali, ingegneri ambientali e del rischio idrogeologico e tutti coloro non incasellabili in altro Albo professionale), nella maggior parte dei casi si evince un uso distorto del monitoraggio; spesso e senza la giusta valenza viene inserito in questo processo di ricerca di qualità e sicurezza alimentare; viene indicato come un sistema che ha lo scopo prioritario di “fotografare” esattamente la situazione portando inevitabilmente a fare errori grossolani.&nbsp; Non si può più prescindere dal dare alle attività di monitoraggio il giusto ruolo a supporto del “moderno” <em>pest-management</em>.</p>
<p>La crescente sensibilizzazione sociale inizia a trovare riscontro anche nella moderna gestione degli infestanti alimentari con la conseguente ricerca di sostenibilità a tutto tondo. Non è più possibile ignorare la necessità di ridurre l’immissione di sostanze ad alto impatto all’interno di locali e stabilimenti che manipolano sostanze alimentari; la parola d’ordine è ormai e ovunque “basso impatto ambientale e sicurezza nell’ambito dei locali di lavorazione”.</p>
<p>Il termine monitoraggio origina dal lat. <em>monitorius</em>, der. di <em>monïtus</em>, p. pass. di <em>monére</em> ammonire, avvisare, (che con accezione più ampia può significare anche: informare, consigliare). Estendendo il valore di questa parola a un comune pensare, nel Monitoraggio <em>s.l</em>., ritroviamo anche un’azione di controllo, volta a eliminare artropodi che altrimenti continuerebbero a “girovagare” all’interno dei locali, con l’effetto naturale di un aumento della popolazione che nell’arco di pochi mesi porterebbe a un intervento di contenimento più radicale. Ciò trova plausibilità solo limitatamente e in peculiari occasioni. E’ conclamato che non vi è rispondenza statisticamente significativa che sostenga una relazione tra numero di individui catturati e/o ritrovati all’interno di una trappola e consistenza numerica della popolazione del parassita monitorato. Sono troppe le variabili che intervengono nel funzionamento di una trappola; sulla loro efficacia intervengono fattori legati al posizionamento – altezza, presenza di attività aziendali –, tipologia di derrata ma anche fase del processo interessato – ad es. frumento, farina o pasta -, presenza di correnti d’aria &#8211; che possono essere dovute allo stesso condizionamento del locale -, e tanto altro. E’ facile vedere trappole per specie sitofile o sitobie indifferentemente posizionate in locali che ospitano granaglie o sfarinati. Gli esperti sostengono che la buona interpretazione del dato ottenuto risiede nella taratura del sistema. Dietro l’interpretazione di uno sterile valore numerico c’è l’approfondita conoscenza della struttura e/o del locale. Chi opera il monitoraggio deve avere una frequentazione familiare degli ambienti che gli permettano di cogliere tutte le indicazioni che da questo gli vengono fornite. È del tutto inutile andare con cadenza più o meno regolare a contare gli individui catturati se non si relaziona il dato con tutte le altre osservazioni che ci permettono di stimare con buona approssimazione la reale consistenza della popolazione all’interno del nostro stabilimento.</p>
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<div id="attachment_11068" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/foto2.jpg"><img class="size-medium wp-image-11068" title="Trappola ad attrattivo alimentare" src="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/foto2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Trappola ad attrattivo alimentare</p></div>
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<p>Si deve parallelamente operare monitorando visivamente (cfr. foto), perlustrando presenze di tracce, passaggi e ricercando gli artropodi nei luoghi ove essi solitamente si annidano, e si può implementare questa peculiare ricerca posizionando tutta una serie di trappole più o meno specifiche che permettano una cattura fisica dell’artropode o del mammifero target ove sono state intercettate le tracce.</p>
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<p>Il tipo di interpretazione del dato è, quindi, alla base del ruolo che si può e vuole dare a ogni singola trappola che può dare, in definitiva, solo indicazioni finalizzate alla prevenzione o essere strumento funzionale nella predisposizione di un piano di controllo dei parassiti nella sua più ampia accezione.</p>
<p>Se è vera la non corrispondenza reale tra le catture realizzate dalla singola trappola e l’entità d’infestazione presente nell’azienda stessa, come si risolve il problema? Cosa assumiamo come dato per stabilire una soglia di intervento? Intervento che per ragioni economiche e salutistiche non potrà che essere unico nella stagione. Non c’è spazio per approssimazioni, l’efficacia deve essere certa o la massima possibile. Spesso il valore aggiunto della trasformazione è così limitato che un secondo intervento non sarebbe sostenibile economicamente oltre che impattante dal punto di vista della salubrità dell’alimento.</p>
<p>Non si potranno standardizzare gli interventi con rigorose soglie di intervento che andranno ponderate di volta in volta. E’ bene ricordare che concettualmente per soglia di danno si intende il punto critico in cui danno economico prodotto dal parassita equivale al costo necessario per l’intervento. Nel settore agricolo ciò è di più facile e intuitiva realizzabilità. In campo gli indicatori sono molteplici e di facile reperimento – numero di esemplari/frutto o numero esemplari/foglia e così via. Negli stabilimenti se ciò può essere con i dovuti distinguo per gli artropodi non lo potrà mai essere con i roditori per i quali ciò sarebbe impossibile per il fatto che i danni sono quasi tutti di tipo indiretto e sarebbe opinabile e discutibile stabilire dei rigorosi limiti di tolleranza.</p>
<p>In ambito agroindustriale difficilmente ci si trova a operare su strutture assimilabili l’una all’altra e tale diversificazione impone la specifica disamina dei singoli casi e dei conseguenti interventi. Ricordiamo che se nel nord Italia queste strutture risultano collocate in aree industriali dedicate, nel meridione è frequente che siano ubicate in prossimità di centri urbanizzati e avvolte perfino all’interno del tessuto cittadino. Ovviamente anche la vetustà del corpo di fabbrica gioca un ruolo preponderante condizionando le tipologie di intervento in funzione anche della tipologia di macchinari che possono differenziarsi per ingombro e caratteristiche costruttive.</p>
<p>Il trasferimento del concetto di lotta integrata a questo comparto può essere di supporto alla soluzione del problema, si possono mettere insieme tutta una serie di informazioni tali da mettere in moto un approccio metodologico basato sull’integrazione e la taratura delle informazioni ispirata a quanto collaudatamente e più facilmente viene fatto in campo nel settore agricolo.</p>
<p>Gran parte di queste informazioni possono provenire dal monitoraggio. Quest’ultimo, infatti, non viene di norma adeguatamente considerato dai responsabili aziendali ma allo stesso tempo viene, talvolta, scorrettamente proposto tra le soluzioni dall’operatore chiamato a risolvere il problema.</p>
<p>Esiste un monitoraggio rivolto ad acquisire informazioni spaziali sul problema che consente di fotografare una situazione cogliendone gli aspetti legati alla dinamicità, un monitoraggio rivolto alla definizione di soglie e piano degli interventi, un monitoraggio di accertamento <em>ex-ante</em> ed <em>ex-post</em>,<em> </em>il collocamento della trappola e solo l’inizio di un’attività preliminare che dovrebbe essere condotta e seguita da portatori di competenze che oggi in Italia ricadono solo sul tecnologo alimentare.</p>
<p>Non esiste monitoraggio slegato da analisi qualitative del prodotto e/o della materia prima in ingresso e in uscita; nel settore molitorio, a esempio, in scarsa considerazione vengono tenuti i <em>filth-test</em> e i controlli sulle caratteristiche reologiche che ove eseguiti difficilmente vengono ricondotti e valutati in funzione delle risultanze del monitoraggio stesso. Se si vuole (ma ciò è quasi obbligatorio) solo verificare o meno la presenza di un determinato artropode basta anche una sola trappola o al limite tre dislocate strategicamente all’interno della struttura (cattura spia) (cfr. foto); più che il numero (sulla cui scelta influiscono spesso logiche diverse) l’importante è che questa venga controllata secondo criteri oggettivi legati alla mera funzionalità della stessa; se funziona per cattura mediante colla fondamentale è la verifica della tenuta della capacità collante della superficie preposta e ancora se funziona per adescamento fondamentale è che ci sia della presenza della sostanza o dell’olio adescante e cosa più importante, qualora sia di tipo a feromoni, che la sostituzione del dispenser di feromoni avvenga nei giusti tempi e non in relazione al numero di interventi annui pattuiti. Le colle, che normalmente vengono impiegate nella quasi totalità delle trappole utilizzate per il monitoraggio, hanno una vita media che non supera i 15-20 giorni che scendono a pochi giorni in ambienti estremamente polverosi come i molini, i depositi alimentari etc..</p>
<p>Nei casi, sebbene limitati, in cui sia possibile ipotizzare un controllo attraverso il trappolaggio, oltre che una verifica sulla presenza della specie stessa, il numero delle trappole può risultare più alto, stando attenti a non sovrapporre più trappole nello stesso raggio di azione poiché questo avrebbe come effetto di metterle in competizione &nbsp;ottenendo dati falsati. La tipologia di trappola (intesa anche come modello e marca) così come il sito di posizionamento e il numero non dovrebbe essere fatta variare nel corso della stagione; nel caso della tipologia, se ciò dovesse essere necessario, andrebbero fatte delle verifiche di rispondenza tra i diversi tipi di trappola affinché eventuali differenze in efficienza possano essere prese nella giusta considerazione. Deve sempre essere tenuto conto che l’andamento delle dinamiche di popolazione dei parassiti variano di anno in anno e risentono di fattori estrinseci e intrinseci alla struttura dei quali si deve cercare di avere la più ampia contezza. Tutto ciò concorre alla messa a punto delle strategie di prevenzione e controllo dei parassiti in una qualsiasi struttura alimentare.</p>
<p>L’esperienza e le esperienze quotidiane mettono, purtroppo, in luce come questi aspetti siano sempre trascurati a scapito della tanto decantata qualità e sicurezza alimentare.</p>
<p>Del tutto simili sono i problemi relativi alla gestione del problema roditori ove nella stragrande maggioranza dei casi sovente si confonde un monitoraggio con una comune derattizzazione. L’errore parte da una non chiara conoscenza della differenza tra esche virtuali (assenza di principio attivo &#8211; p.a.) ed esche avvelenate (con presenza di p.a. ad azione anticoaugulante). L’esca virtuale dovrebbe essere sempre posizionata e utilizzata sia all’interno che all’esterno delle aziende e sostituita con esca avvelenata solo dopo che sia stato accertato il consumo della stessa da parte degli animali <em>target</em>. Anche in tal senso, spesso, l’identificazione del <em>target</em> avviene spesso grossolanamente e si limita a una distinzione tra piccole e grandi dimensioni; mentre dovrebbe essere molto precisa per quel che concerne l’identificazione della specie. Finanche questo passa attraverso le catture di monitoraggio che nulla hanno a che vedere con l’intervento di derattizzazione.</p>
<p>Quando si opera un monitoraggio di roditori, il numero di interventi annui deve essere proporzionato, per numero di esche e visite di controllo, all’entità della struttura, ciclo produttivo (l’industria molitoria presenta problemi profondamente differenti da un’industria ittica).</p>
<p>Certamente i costi di gestione di problematiche così complesse incidono parecchio sulle aziende che, se da una parte si prefiggono qualità e sicurezza elevate per i loro prodotti finali, dall’altra tendono a minimizzare al massimo la spesa accettando contratti di gestione dei parassiti economicamente convenienti ma di dubbia efficacia nella risoluzione del problema. Non esiste qualità senza un piano di intervento che passa attraverso il monitoraggio precipuo per la singola azienda e il singolo aspetto. Nessuna Ditta di disinfestazione dovrebbe accettare di intervenire su chiamata e ancor meno a calendario senza un preliminare e complesso recupero delle informazioni provenienti dai differenti tipi di monitoraggio. Ovviamente questo comporta un rapporto stabile e continuativo con la Ditta che solo attraverso un’approfondita conoscenza dell’impianto potrà definire e programmare la gestione annuale dei parassiti animali a tutto tondo.</p>
<p>Ancor più complesso sarebbe entrare nel discorso della Certificazione di qualità che riguarda sia l’Azienda agroalimentare sia la Ditta di disinfestazione; si tratta di scelte che non possono esimere da adempimenti per certi versi onerosi ma che comportano assunzioni procedurali dalle quali nel breve tempo non si potrà più prescindere.</p>
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<div id="attachment_11069" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/foto3.jpg"><img class="size-medium wp-image-11069 " title="Interno di un quadro elettrico in un locale di ristorazione pubblica" src="http://www.gsanews.it/wp-content/uploads/foto3-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Interno di un quadro elettrico in un locale di ristorazione pubblica</p></div>
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<p>Un richiamo, in ultimo, si ritiene debba essere fatto a tutte quelle Ditte che operano prevalentemente nel settore delle pulizie alle quali la vigente normativa consente di operare indiscriminatamente anche nel settore della disinfestazione urbana (e sin qui poco male) ma anche nel comparto agroalimentare; è fuori discussione che per operare in quest’ultimo comparto le competenze necessarie risultano sicuramente più complesse. In tal senso non resta che auspicare in un’adeguata riqualificazione che presumibilmente passi attraverso l’affiancamento a figure professionali specializzate come il Tecnologo alimentare.</p>
<p>Molto è stato fatto e si sta facendo per qualificare e sostenere la qualità e la sicurezza alimentare nel settore della disinfestazione; è nella natura del “sistema monitoraggio” che questo attraverso un approccio standard possa essere adottato sia dalle aziende del comparto alimentare sia della grande distribuzione nonché dagli operatori del settore della disinfestazione che con il loro impegno concorrono alla risoluzione di problemi di carattere igienico-sanitario da sempre sottovalutati a favore di altri aspetti non sempre superiori per rischio e gravità.</p>
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<p>Vincenzo Palmeri*, Orlando Campolo*, Agatino Maurizio Verdone*</p>
<p>*Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari e Forestali – Università <em>Mediterranea</em> di Reggio Calabria.</p>
<p>Autore referente: <a href="mailto:vpalmeri@unirc.it">vpalmeri@unirc.it</a></p>
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<p>Didascalie foto</p>
<p>Fig. 1 – Tracce di roditori in un’industria molitoria</p>
<p>Fig. 2 – Trappola ad attrattivo alimentare</p>
<p>Fig. 3 – Interno di un quadro elettrico in un locale di ristorazione pubblica</p>
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		<title>Se sei in viaggio scegli il “Marchio Q &#8211; Sicurezza igienica certificata”</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 08:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edoardo.bracaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[hotel & catering]]></category>
		<category><![CDATA[terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[marchio "Q"]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza igienica certificata]]></category>

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		<description><![CDATA[La diffusione di massa delle informazioni e delle conoscenze ha determinato, nel tempo, l’ampliamento dell’area collettiva di riferimento delle politiche attive per lo sviluppo economico, sociale e culturale delle nazioni. Un graduale processo di civilizzazione che ha cambiato abitudini e comportamenti e reso disponibili su larga scala consuetudini, principi, teorie, studi, ricerche e buone pratiche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La diffusione di massa delle informazioni e delle conoscenze ha determinato, nel tempo, l’ampliamento dell’area collettiva di riferimento delle politiche attive per lo sviluppo economico, sociale e culturale delle nazioni. Un graduale processo di civilizzazione che ha cambiato abitudini e comportamenti e reso disponibili su larga scala consuetudini, principi, teorie, studi, ricerche e buone pratiche. Un innalzamento graduale del livello qualitativo della vita che ha proposto nuovi valori e definito nuove regole la cui trasversalità caratterizza le azioni collettive. Quanto più innovativa è la conoscenza, tanto più incisiva risulta la trasformazione dei paradigmi. E quanto più tale trasformazione è trasversale alle esigenze di molti, tanto più genera consenso sociale.</p>
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		<title>La pulizia dei pannelli fotovoltaici: fondamentale per alte rese energetiche</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 07:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edoardo.bracaglia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ecoefficienza energetica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il successo che negli anni sta riscontrando la tecnologia del fotovoltaico apre nuove nicchie di profittabilità commerciale anche per il settore delle pulizie. Gli impianti sono esposti ai più variati agenti atmosferici e vanno puliti. Vediamo come.
&#160;
L’ecoefficienza energetica è ormai da tempo un tema ricorrente non solo sulle pagine della nostra rivista ma su quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il successo che negli anni sta riscontrando la tecnologia del fotovoltaico apre nuove nicchie di profittabilità commerciale anche per il settore delle pulizie. Gli impianti sono esposti ai più variati agenti atmosferici e vanno puliti. Vediamo come.</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>L’ecoefficienza energetica è ormai da tempo un tema ricorrente non solo sulle pagine della nostra rivista ma su quelle di tutti i maggiori quotidiani, perché è una questione di grande attualità ed un impegno che non è più possibile procrastinare. I dati delle più grandi organizzazioni mondiali testimoniano l’importanza di investire su fonti di energie alternative e rinnovabili: dopo anni di graduale sensibilizzazione di cittadini, enti, istituzioni ed imprese a questo importante cambio di passo, si sono intravisti i primi dati confortanti, sintomo di un nuovo spiraglio di luce sul fronte dell’ecoefficienza energetica.</p>
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