sanità
Il ruolo del direttore sanitario di azienda e del direttore medico di presidio ospedaliero nel contesto sanitario italiano ed europeo
22 ottobre 2009
(tratto da “L’Ospedale” n.4, ottobre-dicembre 2009)
Premessa: il ruolo dell’ospedale nel contesto sanitario europeo: sfide, opportunità e rischi
L’innovazione tecnologica, organizzativa e gestionale, lo sviluppo medico scientifico ed assistenziale, la crescente consapevolezza dei cittadini dei propri diritti alla tutela della salute, l’esigenza di ottenere prestazioni di diagnosi e cure sempre più rapide, appropriate e di elevata qualità specialistica, nonché la crisi di vecchi e la nascita di nuovi valori, hanno radicalmente modificato la società dei Paesi europei e, di conseguenza, il ruolo strategico dell’ospedale.
In tale ottica, il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 indica tra le priorità il cambiamento dell’ospedale, inserendolo in un’ampia rete di servizi e con perdita definitiva caratteristiche generaliste (Piano Sanitario Nazionale 2003-2005).
Il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 mette in evidenza che nel campo delle scienze della vita e della biotecnologia è in corso una rivoluzione che comporta un’apertura nei confronti di nuove applicazioni nel settore sanitario. Le nuove conoscenze hanno; infatti, originato nuove discipline scientifiche, quali la gnomica e la bioinformatica, con un forte impatto sulla società e sull’economia. Le potenzialità delle biotecnologie coinvolgono fortemente settori di attività connessi al mantenimento della salute umana e, nel complesso sistema di applicazione delle biotecnologie in continua evoluzione, vanno ricordate particolarmente quelle applicate al genoma umano (Piano Sanitario Nazionale 2006-2008).
Lo sviluppo demografico, caratterizzato dalla crescita dell’aspettativa di vita e l’incremento delle patologie cronico-degenerative hanno indotto nuovi bisogni, collegati alla necessità di assicurare assistenza a domicilio, interventi di riabilitazione e, non per ultimo, assistenza nelle fasi terminali della vita.
Tutto ciò richiede una rivalutazione dell’attuale assetto organizzativo sanitario ed una programmazione dei servizi, ospedalieri e territoriali, che tengano conto dei nuovi scenari in ambito comunitario e internazionale.
La sanità europea della prima decade del terzo millennio esige i seguenti provvedimenti fondamentali (Piano Sanitario nazionale 2006-2008; Kob, 2005):
- analizzare e rivalutare il sistema sanitario in ambito regionale in un’ottica europea;
- definizionire gli standard dell’assistenza ospedaliera “di base” e dell’assistenza territoriale nei distretti sanitari o, meglio ancora, socio-sanitari, laddove esistono;
- definire ed accreditare, a livello regionale, le strutture di eccellenza assistenziale e di ricerca scientifica, collegandoli in rete con altri centri europei;
- garantire un’elevata professionalità e competenza, sia in termini di capacità tecnico-professionale, che manageriale e di relazione;
- valutare attentamente le innovazioni tecnologiche;
- garantire l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie e la continuità assistenziale, anche tramite l’attivazione del case management;
- garantire qualità e sicurezza a tutti i livelli;
- adeguarsi costantemente alle nuove forme organizzative e gestionali;
- applicare modelli organizzativi per processi e non tanto per funzioni;
- dedicare attenzione alle esigenze igienistiche ed alla tutela ambientale;
- dedicare attenzione ad accoglienza, efficienza ed economicità;
- curare il rapporto umano, sottolineando la “centralità del malato” e la sua dignità come persona;
- garantire l’accessibilità universale al servizio sanitario
In ambito sanitario, come in altri settori del terziario, la libera circolazione dei cittadini dei Paesi afferenti all’Unione Europea rappresenta una grande opportunità soprattutto per chi ha saputo tenere il passo con i cambiamenti, già da tempo preannunciati. Di conseguenza, dall’inizio degli anni ’90, responsabili della sanità ai vari livelli hanno iniziato a ristrutturare responsabilmente e nello stesso tempo consapevolmente la rete ospedaliera, creando servizi appropriati per l’assistenza ospedaliera di base, per l’emergenza sanitaria, creando e/o potenziando, per determinate patologie, centri di riferimento e di eccellenza. Nello stesso tempo hanno saputo creare, attraverso la riconversione e riqualificazione di strutture per acuti con gli anni diventate vetuste, una rete di servizi per la riabilitazione e lungodegenza postacuzie, per l’assistenza di persone gravemente non autosufficienti, sviluppando una rete di servizi per l’assistenza sanitaria territoriale, a garanzia dell’appropriatezza delle prestazioni (Kob, 2005). Tali nuovi scenari all’orizzonte europeo, comporteranno invece gravi rischi di “sopravvivenza” per coloro che, volendo evitare un dibattito a carattere politico e sociale, si sono chiusi a riccio di fronte ai grandi cambiamenti in corso, ignorando l’esigenza di modifica del ruolo strategico dell’ospedale, attraverso l’adozione di un programma pluriennale di modernizzazione, perdendo in tale modo il passo con i tempi e soprattutto con l’Europa.
In Italia, con la modifica del Titolo V della Costituzione, il legislatore costituzionale affida allo Stato la responsabilità di assicurare a tutti i cittadini il diritto alla salute mediante un forte sistema di garanzie, rappresentato dai Livelli Essenziali di Assistenza, e demanda alle Regioni/Province Autonome la responsabilità diretta della realizzazione del governo e della spesa per il raggiungimento degli obiettivi di salute del Paese, che si avvalgono delle aziende sanitarie e delle strutture private accreditate.
2. Provvedimenti programmatori, organizzativi e operativi
Per far fronte alle nuove e crescenti esigenze dei cittadini, sono soprattutto necessari i seguenti provvedimenti programmatori, organizzativi ed operativi:
a) la creazione di una rete ospedaliera preposta alla erogazione di prestazioni specialistiche di base, collegata funzionalmente con la rete dei servizi territoriali;
b) la creazione, a livello regionale ed interregionale, di un’efficace rete ospedaliera per le emergenze-urgenze, dotata di un qualificato team interdisciplinare e multiprofessionale, di servizi specialistici di supporto diagnostico-terapeutici funzionanti 24 ore su 24 per 365 giorni/anno, ed integrata con i servizi di emergenza territoriale;
c) la creazione di centri specialistici di riferimento e di eccellenza per particolari patologie d’organo e di sistema;
d) creazione di una rete per la riabilitazione e lungodegenza postacuzie, assistenza residenziale di malati gravemente non autosufficienti stabilizzati e per la terapia palliativa
e) la definizione di linee guida, di standard e di percorsi assistenziali per le malattie più rilevanti (oncologia, reumatologia, ictus, infarto del miocardio, ecc.);
f) il monitoraggio quali-quantitativo, attraverso analisi prospettive e successivo confronto con altri centri, del numero, della tipologia e dell’efficacia delle prestazioni, in considerazione di quanto emerge dalla letteratura scientifica sui valori soglia per determinate prestazioni sanitarie, in termini di qualità e sicurezza, riferiti a ciascuna struttura ospedaliera ed al singolo professionista;
g) l’introduzione ed il potenziamento delle nuove tecniche medico-chirurgiche, diagnostiche e terapeutiche, di alta specialità, secondo un programma regionale, interregionale, nazionale e transfrontaliero;
h) introduzione di un sistema informativo intra- ed interospedaliero su base regionale, che si dovrà estendere sul territorio (distretto, medico di medicina generale, pediatra di libera scelta) e che per l’alta specialità dovrà prevedere, come per esempio nella trapiantologia, forme di collegamento interregionali;
i) l’applicazione di modelli organizzativi innovativi, con particolare riferimento alla creazione di forme dipartimentali concrete ed efficaci, ivi comprese quelle transmurali, aziendali ed interaziendali (area vasta);
j) il potenziamento di modelli assistenziali alternativi al ricovero ordinario, con particolare riferimento al ricovero in regime diurno medico-chirurgico, all’assistenza specialistica integrata (day service), alla dimissione protetta, all’ospedalizzazione a domicilio.
La ristrutturazione della rete ospedaliera, con chiusura o riconversione/riqualificazione di presidi, non è dovuta all’applicazione di strategie del risparmio, ma ad altri fattori, di cui prevalgono qualità, sicurezza ed appropriatezza. I seguenti provvedimenti hanno contribuito a ridurre il numero di posti letto per il ricovero ordinario di pazienti acuti (5):
a) cambiamenti delle tecnologie ospedaliere che consentono l’estensione di forme di intervento, quali il day hospital e il day surgery e, comunque, percorsi diagnostici più rapidi e precisi, con conseguente riduzione della permanenza media in ospedale;
b) evoluzione dell’organizzazione ospedaliera verso una maggior efficienza nell’uso delle risorse, attraverso forme di aggregazione di singole unità operative – con un approccio interdisciplinare e multiprofessionale – in aree omogenee e dipartimenti strutturali e funzionali, aziendali ed interaziendali, e con trasformazione delle medesime unità da realtà isolate a centri di responsabilità e di costo integrati tra di loro;
c) utilizzo di diverse tipologie di degenza in relazione all’intensità delle cure e alla tipologia di assistenza richiesta, quali terapie intensive (intensive care), alto grado di assistenza (high care) e basso grado di assistenza (low care);
d) sviluppo di dimensione e funzionalità dei servizi territoriali, con particolare riferimento ad assistenza integrata, specialistica ambulatoriale, dimissione protetta, ospedalizzazione a domicilio, assistenza sanitaria residenziale e, non per ultimo, prevenzione primaria, secondaria e terziaria.
3. Nuove esigenze strutturali e tecnologiche dell’ospedale?
Dal punto di vista strutturale, l’ospedale deve presentare i seguenti requisiti (5):
- · massima flessibilità strutturale, con possibilità di un continuo e rapido adeguamento alle attuali e future esigenze;
- · dimensioni proporzionate alla tipologia ed al volume di attività;
- · modelli architettonici interni il più possibile simili ai normali ambienti di vita, con rispetto, comunque, delle esigenze funzionali, tecniche e igienistico-ecologiche;
- · attenzione all’umanizzazione, al comfort, alla sicurezza ed allo studio dei particolari ambientali, strutturali, architettonici e di arredamento;
- · modelli architettonici esterni che rispettino l’impatto urbanistico ed ambientale.
Infatti, l’ospedale, oltre a possedere tutti i requisiti professionali, strutturali, tecnologici, organizzativi, gestionali, dell’igiene e della sicurezza, deve essere accogliente e, nei limiti del possibile, il più vicino all’ambiente domestico.
In merito agli aspetti tecnologici, si dovrà prestare una grande attenzione all’informatica, alla telemedicina, alla robotica ed all’aggiornamento delle apparecchiature biomediche.
In particolare, dovranno essere considerati i seguenti aspetti:
- · sviluppo della metodica del technology assessment;
- · valutazione e uso dei risultati della ricerca clinica ed organizzativa, secondo i principi dell’evidence based health care;
- · introduzione di un sistema qualità che coinvolga il miglioramento continuo dell’intera organizzazione;
- · applicazione del risk management, con elaborazione di un programma di prevenzione del rischio clinico ed organizzativo;
- · applicazione di tecniche diagnostiche terapeutiche innovative e costantemente aggiornate;
- · attenzione alla bioscienza, nanoscienza ed infoscienza, opportunamente orientate dall’etica dei valori, quali motori della crescita e dello sviluppo nei prossimi anni.
5. Il Direttore sanitario d’Azienda e del Direttore Medico di Presidio Ospedaliero nella legislazione nazionale vigente
Le normative nazionali e regionali/delle province autonome di riordinamento risp. del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale/Province Autonome, ed, in particolare, l’atto aziendale deliberato dal Direttore Generale dell’Azienda, in genere sulla scorta di linee guida regionali/delle province autonome di competenza, sono gli strumenti giuridici che sanciscono i principi ed i criteri dell’organizzazione e del funzionamento dell’Azienda (…………..).
In base all’art. 3, comma 4, del Testo aggiornato del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421″, “sono organi dell’Unità sanitaria locale il Direttore generale ed il Collegio dei revisori. Il Direttore generale è coadiuvato dal Direttore amministrativo, dal Direttore sanitario e dal Consiglio dei sanitari…”.
In base all’art. 3, il Direttore amministrativo ed il Direttore sanitario sono nominati con provvedimento motivato del Direttore generale.
Il rapporto di lavoro del Direttore generale, del Direttore amministrativo e del Direttore sanitario è a tempo pieno, regolato da contratto di diritto privato di durata quinquennale, rinnovabile, e non può comunque protrarsi oltre il settantesimo anno di età.
Il Direttore generale è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità dal parere reso dal Direttore sanitario,
Il Direttore generale è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità dal parere reso dal Direttore sanitario, dal Direttore amministrativo e dal Consiglio dei sanitari.
Il Direttore sanitario è “un medico in possesso della idoneità nazionale di cui all’articolo 17 che non abbia compiuto il sessantacinquesimo anno di età e che abbia svolto per almeno cinque anni qualificata attività di direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture sanitarie, pubbliche o private, di media o grande dimensione.
Il Direttore sanitario dirige i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico-sanitari e fornisce parere obbligatorio al Direttore generale sugli atti relativi alle materie di competenza.
In base all’art. 3 (Modificazioni all’articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502), comma 1-quater, del Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229, recante “Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell’articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419″, “Il direttore generale è coadiuvato, nell’esercizio delle proprie funzioni, dal direttore amministrativo e dal direttore sanitario.”
Il comma 1-quinquies del citato articolo recita quanto segue: “Il direttore amministrativo e il direttore sanitario sono nominati dal direttore generale. Essi partecipano, unitamente al direttore generale, che ne ha la responsabilità, alla direzione dell’azienda, assumono diretta responsabilità delle funzioni attribuite alla loro competenza e concorrono, con la formulazione di proposte e di pareri, alla formazione delle decisioni della direzione generale”.
La citata norma, modificando l’articolo 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, prevede altresì che “l’atto aziendale di cui all’articolo 3, comma 1-bis, disciplina l’attribuzione al direttore amministrativo, al direttore sanitario, nonché ai direttori di presidio, di distretto, di dipartimento e ai dirigenti responsabili di struttura, dei, compiti comprese, per i dirigenti di strutture complesse, le decisioni che impegnano l’azienda, verso l’esterno, l’attuazione degli obiettivi definiti nel piano programmatico e finanziario aziendale.”
Da quanto sopra esposto, emerge l’importanza dell’Atto aziendale in merito all’attribuzione dei “compiti” alla dirigenza, ivi comprese quelle del Direttore sanitario e del Direttore Medico di Presidio Ospedaliero.
6. Contributo dell’Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere (A.N.M.D.O.) nella definizione delle competenze e funzioni
6.1. Chiarezza dei ruoli e delle funzioni
Nel periodo 1998-1999 il Consiglio Direttivo Nazionale dell’A.N.M.D.O. aveva definito, in un articolato documento, i diversi ruoli e le funzioni del direttore sanitario di azienda e del direttore medico di presidio ospedaliero, l’uno figura di carattere strategico progettuale, l’altro di carattere operativo gestionale.
Tale lavoro era allora motivato dall’esigenza di far chiarezza nella confusione tra i due ruoli e nella tendenza di alcune regioni a farli coincidere nelle aziende ospedaliere. Il documento venne da alcuni ignorato, ma da molti apprezzato, tanto che in questi anni è stato generalmente recepito in tutt’Italia nei suoi principi ispiratori e linee fondamentali ed in non pochi casi è stato interamente trasferito in normative regionali e provinciali, atti aziendali, contratti individuali dei direttori medici di presidio ospedaliero (5).
6.2. Il contributo scientifico dell’A.N.M.DO. alla stesura degli atti aziendali (5)
Nel 2002, alla luce della normativa nazionale e regionale in evoluzione, un gruppo di lavoro A.N.M.D.O., coordinato dal proprio Segretario scientifico, Karl Kob, ha deciso di aggiornare il suddetto documento, pubblicandolo successivamente sulla propria Rivista associativa “L’Ospedale” (K. Kob, G. Finzi, U. L. Aparo, A. Marcolongo, A. Montanile, U. Podner, E. Rizzato, F. Girardi, P. Montresor, 2005).
Il gruppo di lavoro ha ritenuto opportuno, quale importante contributo scientifico alla stesura degli atti aziendali, “porre l’accento sui contenuti tecnico professionali della figura del direttore sanitario aziendale, quale responsabile non solo dell’organizzazione sanitaria, ma anche del governo clinico aziendale, delle attività di promozione della salute, della elaborazione dei programmi e percorsi assistenziali e della promozione dell’utilizzo di tecniche aggiornate di gestione incentrate sui bisogni della popolazione e del paziente, piuttosto che sulla struttura. Deve risultare chiaro che quello del direttore sanitario aziendale è un ruolo tecnico e non politico, che può essere correttamente ed efficacemente svolto solo da chi ha uno specifico bagaglio professionale, conoscenza gestionale e capacità di elaborazione prospettica da utilizzare per elaborare le strategie ed i progetti necessari alla realizzazione degli obiettivi aziendali, conseguente ad uno specifico percorso formativo.
Le altre motivazioni che hanno indotto il gruppo di lavoro a rivedere l’elenco delle competenze e funzioni erano le seguenti:
- · la dipartimentalizzazione degli ospedali ed, in caso di presidi, il loro collegamento con le strutture territoriali, rende necessario esplicitare i rapporti tra il responsabile dell’ospedale e i responsabili dei dipartimenti;
- · la tendenza a integrare più stabilimenti ospedalieri in un unico presidio aumenta la complessità gestionale di tutte quelle attività, sanitarie e non, di supporto e connessione tra le funzioni di produzione diretta del prodotto ospedaliero;
- · la cogenza del pareggio di bilancio del presidio ospedaliero, e la relativa attribuzione di responsabilità e autonomia al suo direttore, comporta che questi conosca a fondo i processi produttivi ed abbia ampi poteri gestionali;
- · l’evoluzione delle conoscenze e delle normative, sia in materia di igiene e sicurezza, che dei sistemi organizzativi, comporta la crescita e lo sviluppo di professionalità sempre più orientate a settori specialistici di ciò che fino a pochi anni fa era l’igiene e organizzazione dei servizi ospedalieri.
6.3. Le nuove competenze del Direttore Sanitario di Azienda e del Direttore Medico di Presidio Ospedaliero
L’evoluzione delle conoscenze e delle scoperte in tutti i settori trovano applicazioni concrete che impattano prima o poi con l’intero sistema sociale ed organizzativo, che richiedono nuove modalità di approccio per la soluzione dei diversi problemi.
Chi, come il direttore sanitario di azienda ed il direttore medico di presidio, ha responsabilità direzionale di indirizzo di una organizzazione complessa , come l’ospedale o una azienda sanitaria, deve saper cogliere queste innovazioni e coniugarle con l’organizzazione (K. Kob, G. Finzi, U. L. Aparo, A. Marcolongo, A. Montanile, U. Podner, E. Rizzato, F. Girardi, P. Montresor, 2005).
6.3.1. Governo aziendale
Il governo aziendale di una azienda sanitaria consiste nella capacità della direzione strategica, -direzione generale, direzione sanitaria e amministrativa – di esprimere una visione di sviluppo, di indirizzare l’organizzazione verso obiettivi di salute, utilizzando gli strumenti propri delle risorse umane, tecnologiche, strutturali e finanziarie. In questo contesto la direzione sanitaria di azienda partecipa attivamente nell’individuare, nell’elaborare e nel definire obiettivi di salute e di conseguenza nel fissare le priorità per l’uso delle risorse. Per questa funzione il direttore sanitario aziendale si avvale di risorse professionali della direzione medica di presidio ospedaliero, dei responsabili di distretto per l’assistenza primaria, del dipartimento di prevenzione per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie e di eventuali strutture di staff della direzione strategica.
6.3.2. Clinical governance
La Clinical governance o governo clinico, rappresenta la capacità di una organizzazione sanitaria di ispirare e supportare gli atti e comportamenti dei clinici nelle scelte diagnostiche, terapeutiche e riabilitative a chiare e dimostrate evidenze scientifiche e di valutazioni di costi-efficacia e costi-efficienza. Per fare ciò, la direzione sanitaria di azienda promuoverà la cultura con attività di formazione e di gestione delle conoscenze scientifiche, e coerentemente adotterà scelte che siano ispirate a questi criteri. In particolare, promuoverà nei servizi sanitari l’elaborazione di linee guida professionali, prevedendone il supporto aziendale mediante sistemi di incentivazione e di valutazione dei dirigenti. Il direttore sanitario di azienda è il responsabile del governo clinico inteso come l’unione di quattro fondamentali dimensioni della qualità : la qualità professionale, la qualità percepita, l’efficienza e il risk management.
Alla direzione medica di presidio ospedaliero, invece, spetta la funzione di individuare i settori assistenziali più critici nell’ospedale per esiti, per variabilità professionale, per percorso assistenziale, per costi, ecc., e di gestire i gruppi di lavoro per la definizione di linee guida aziendali, armonizzandole con le diverse linee guida dell’azienda, evitando contraddizioni nell’organizzazione, nelle valutazioni tecniche , nonché riconducendo le decisioni cliniche anche a valutazioni di costi-efficacia e costi efficienza.
6.3.3. Innovazione, appropriatezza e Technology Health Assessment
Con uno specifico riferimento agli scenari comunitari ed internazionali, il Piano sanitario nazionale 2006-2008 indica che i sistemi sanitari devono far fronte ad una domanda crescente di forme assistenziali innovative e ad elevato contenuto tecnologico, generando un’esigenza di equilibrio tra l’incremento della tecnologia e i bisogni assistenziali dei pazienti. Così, mentre in passato le politiche sanitarie erano, in prima istanza, concentrate sulla valutazione degli standard organizzativi e, solo in seconda istanza, sull’appropriatezza delle procedure diagnostiche e terapeutiche e sui risultati finali degli interventi, oggi diviene sempre più importante orientare le stesse politiche verso esigenze assistenziali più complesse e focalizzate all’efficacia degli interventi, oltre alla diffusione di prime esperienze attuate attraverso metodi e procedure dell’health technology assessment.
Lo sviluppo dei sistemi sanitari dipende, tra l’altro, dalla capacità di governare l’ingresso delle nuove tecnologie (attrezzature, ICT, biotecnologie sanitarie) nella pratica clinica per assicurare risultati positivi in termini di salute, in un quadro di sostenibilità finanziaria, equità ed integrazione degli interventi.
Infatti, In particolare, l’introduzione di una nuova metodica o di una nuova procedura assistenziale deve essere valutata sull’impatto della salute non solo immediata ma anche delle conseguenze sulla salute, sulla organizzazione dei servizi sanitari, sulle conseguenze sociali ed economiche.
Si assiste ad una crescita impetuosa delle biotecnologie, delle nano tecnologie e dell’information and communication technology (ICT). Bioscienza, Nanoscienza ed Infoscienza, opportunamente orientate dall’etica dei valori, tendono a caratterizzarsi come i motori della crescita e dello sviluppo sostenibile nei prossimi decenni.
Il Direttore sanitario aziendale, supportato dalla Direzione sanitaria di presidio, deve armonizzare le richieste nell’azienda, valutare i vantaggi e gli svantaggi di una tecnologia innovativa (miglioramento qualitativo della prestazione, impatto sulla salute e sulla organizzazione, i costi, la formazione, gli aspetti etici e sociali, ecc.), sviluppare un piano pluriennale di investimenti compatibili con le risorse disponibili. Al direttore medico di presidio ospedaliero, invece, compete, con la collaborazione del clinico, la elaborazione di studi o proposte specifiche di innovazione su propria iniziativa o su proposta del clinico, nel qual caso dovrà esprimere un giudizio di merito sulla tecnologia tenendo conto dell’impatto sull’assistenza, sull’organizzazione, sui costi. Particolare attenzione dovrà essere data all’integrazione organizzativa e professionale richiesta dalla tecnologia e allo sviluppo armonico ed uniforme nei diversi settori dell’assistenza ospedaliera.
Il direttore medico di presidio ospedaliero concorre inoltre alla definizione delle caratteristiche o specifiche della tecnologia e alla revisione dell’organizzazione del percorso assistenziale, partecipa alle commissioni tecniche di selezione, promuove e coordina lo sviluppo di linee guida professionali e ne monitorizza l’implementazione mediante l’elaborazione di indicatori.
6.3.4. Evidence based health care (EBHC)
Una considerevole quantità di comportamenti, di tecniche professionali, di decisioni impiegate regolarmente nell’assistenza e nell’organizzazione dei servizi non si basa su chiare ed evidenti dimostrazioni scientifiche, e sono l’esito di consuetudini professionali assunte acriticamente nella prassi quotidiana nelle decisioni di sanità pubblica .
Le decisioni sanitarie relative a un paziente a gruppi di pazienti o ad una comunità devono essere basate su evidenze fondate sulla ricerca, relative alle conseguenze del trattamento, rafforzate dall’uso intelligente di informazioni più ampie su risorse finanziarie, flussi di pazienti, politica sanitaria.
Il direttore sanitario deve organizzarsi per sostenere il processo sistematico di reperimento, di valutazione e uso dei risultati della ricerca clinica e di comunità come base per le decisioni di sanità pubblica e per le scelte organizzative dell’azienda nell’ottica dell’Evidence based health care intesa come l’insieme dell’Evidence based medicine e dell’Evidence based public health.
Il direttore medico di presidio ospedaliero avvia, sulla scorta di priorità cliniche o di esiti, la selezione sistematica di procedure in corso nell’ospedale e interviene nella modifica. Sviluppa nell’ambito dell’ospedale la metodica della revisione e promuove la formazione.
6.3.5. Risk clinical management
L’attività professionale del medico e dell’infermiere e di altro personale sanitario, come del resto di ciascuna attività umana, è soggetta a possibili errori, che nel caso della salute possono determinare anche gravi conseguenze fino alla morte.
Molte volte gli errori trovano come concause i modelli organizzativi per l’erogazione delle prestazioni assistenziali, altre volte il singolo operatore sanitario.
L’esame sistematico degli errori dovrebbe invece aiutare l’organizzazione e i professionisti a migliorarsi. L’argomento è quantomai delicato sul piano legislativo, tuttavia l’esame degli incidenti ci farebbe certamente migliorare. Il direttore sanitario di azienda promuove in tutti i servizi ospedalieri, distrettuali e di prevenzione iniziative volte alla riduzione degli errori, mediante una intensa attività formativa protesa a far emergere nel personale una cultura positiva di apprendimento dagli errori ed elabora un sistema di segnalazione interna degli errori stessi.
Da canto suo il direttore medico di presidio ospedaliero opererà concretamente sugli episodi e metterà in atto iniziative sistematiche preventive mediante l’analisi dei percorsi assistenziali ed organizzativi prevalenti nell’erogazione dell’assistenza. Di conseguenza, elaborerà un programma complessivo per l’ospedale di prevenzione per la gestione del rischio clinico prevedendo specifici interventi di formazione, di rinnovo tecnologico, di revisione dei percorsi assistenziali, di informatizzazione dei processi assistenziali, di revisioni o modifiche organizzative quali-quantitative. Contribuirà per l’area ospedaliera a sostenere il sistema di segnalazione interna degli errori e ad elaborare specifici indicatori.
6.3.6. Promozione della qualità
La qualità del servizio ospedaliero coinvolge, in un processo di miglioramento continuo, l’intera organizzazione dell’ospedale. La soddisfazione del paziente, dei suoi bisogni e delle sue aspettative è, di fatto, frutto dell’intervento di molte componenti: il servizio, l’informazione, l’appropriatezza, l’efficacia, la tempestività ed altro ancora. Per ottenere un risultato di qualità occorre il coinvolgimento di tutto l’ospedale, con la condivisione di valori ed obiettivi.
Nell’ambito delle competenze di promozione della qualità, il direttore sanitario di azienda concorre alla definizione dei modelli organizzativi per la promozione della qualità e provvede, per quanto di competenza, all’attuazione della verifica della qualità dei servizi e delle prestazioni sanitarie.
Spetta, invece, al direttore medico di presidio ospedaliero provvedere, affinché i modelli organizzativi siano orientati al raggiungimento di buoni livelli di qualità gestionale, tecnico-professionale e di qualità percepita, garantendo il necessario supporto tecnico ai direttori delle unità operative e dei dipartimenti.
7. Rapporti tra direzione sanitaria medica di presidio ospedaliero e direttori di dipartimento
Nell’evoluzione degli ospedali italiani, si è verificato un progressivo processo di frammentazione delle discipline specialistiche che ha portato alla moltiplicazione delle unità operative complesse, dotate di “alta autonomia”. La segmentazione delle competenze ha generato un bisogno di integrazione e di coordinamento in affiancamento a quello della specializzazione medica.
Il nuovo assetto organizzativo ospedaliero spinge verso l’adozione di scelte di accorpamento di unità operative con specializzazioni complementari o con strette interrelazioni specialistiche, producendo una condivisione delle risorse tecniche ed umane, una maggiore flessibilità organizzativa, uno snellimento delle procedure di gestione ed un recupero della centralità del paziente. Da ció ne deriva il ruolo chiave del dipartimento, come risposta coerente ai sopraccitati fabbisogni.
In tale ottica, il direttore medico di presidio ospedaliero, oltre ad essere responsabile delle funzioni igienistiche, medico-legali, organizzative, gestionali, di sviluppo della qualità nell’ambito dell’ospedale, deve svolgere attività di coordinamento ed integrazione nei confronto dei dipartimenti (K. Kob, G. Finzi, U.L. Aparo ed altri, 2005).
8. Le vecchie e nuove competenze del Direttore Sanitario di Azienda e del Direttore Medico di Presidio Ospedaliero
8.1. Direttore Sanitario di Azienda
Il direttore sanitario dirige i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico-sanitari e partecipa al processo di pianificazione strategica aziendale, concorrendo alla definizione delle priorità rispetto ai bisogni di salute della comunità.
Inoltre, è responsabile del governo clinico complessivo dell’azienda, promuovendo e coordinando le azioni finalizzate al miglioramento dell’efficienza, dell’efficacia e dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie.
Partecipa al governo aziendale, unitamente al direttore generale, che ne ha la responsabilità, al direttore amministrativo e, ove previsto, al direttore dei servizi sociali.
Inoltre, assume la diretta responsabilità delle funzioni attribuite alla sua competenza e concorre, con la formulazione di proposte e di pareri obbligatori, alla formazione delle decisioni della direzione generale.
Promuove, coordina e verifica iniziative finalizzate alla promozione della salute.
Promuove, coordina e verifica, tramite i servizi competenti, l’applicazione delle norme in materia di igiene e dispone misure finalizzate alla tutela della salute pubblica.
Svolge attività di indirizzo, coordinamento, supporto e verifica nei confronti dei direttori medici dei presidi ospedalieri, del dipartimento di prevenzione, dei distretti e delle altre articolazioni sanitarie aziendali, promuovendo l’integrazione delle strutture (K. Kob, G. Finzi, U. L. Aparo, A. Marcolongo, A. Montanile, U. Podner, E. Rizzato, F. Girardi, P. Montresor, 2005).
In particolare, Il direttore sanitario di azienda:
a) presiede il consiglio dei sanitari, i collegi tecnici per la selezione dei candidati per l’accesso ai posti di direttore di unità operativa, nonché per la verifica, al termine dell’incarico, dei risultati conseguiti dagli stessi. Presiede, di norma, il comitato etico aziendale e ne cura gli adempimenti. Inoltre, partecipa ad altre commissioni o le presiede, ove previsto da normative vigenti;
b) partecipa all’identificazione dei bisogni di salute e della domanda di assistenza sanitaria della comunità;
c) elabora proposte e fornisce pareri in merito alla programmazione sanitaria aziendale;
d) definisce modelli organizzativi delle strutture sanitarie, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi aziendali, e ne promuove l’adozione;
e) concorre alla definizione dei provvedimenti straordinari con carattere d’urgenza;
f) collabora al controllo di gestione dell’azienda, definendone le linee di indirizzo ed i contenuti specifici di sua competenza;
g) concorre alla definizione dei contenuti del sistema informativo aziendale;
h) concorre alla definizione dei modelli organizzativi per la promozione della qualità e provvede, per quanto di competenza, all’attuazione della verifica della qualità dei servizi e delle prestazioni sanitarie;
i) promuove il processo di valutazione di tecnologie sanitarie (technology medical assessment) e ne verifica l’applicazione;
j) promuove il processo di valutazione del rischio clinico e la sua gestione (risk clinical management), attivando le strategie necessarie per la sua riduzione;
k) promuove l’adozione di processi clinici basati sulle evidenze (evidence based medicine), anche attraverso adeguati programmi e percorsi assistenziali;
l) definisce le strategie ed i criteri per l’allocazione delle risorse umane e tecnico-strumentali nell’ambito dei servizi sanitari, nel rispetto della programmazione sanitaria aziendale;
m) promuove lo sviluppo delle risorse umane e della conoscenza aziendale (knowledge management) attraverso l’attività di formazione permanente, aggiornamento e riqualificazione del personale (ECM);
n) concorre alla promozione di iniziative di ricerca finalizzata nell’ambito dei servizi sanitari;
- o) coadiuva il direttore generale nel mantenimento dei rapporti con le istituzioni, i vari enti e organismi operanti in ambito socio-sanitario.
8.2. Il Direttore Medico di Presidio Ospedaliero
Il Direttore Medico di Presidio Ospedaliero concorre, nell’ambito dell’assistenza ospedaliera, al raggiungimento degli obiettivi aziendali ed opera sulla base degli indirizzi del direttore sanitario, assicurando la continuità assistenziale con i servizi territoriali.
Nel presidio ospedaliero egli ha competenze gestionali, organizzative, igienico-sanitarie, di prevenzione, medico-legali, scientifiche, di formazione, di aggiornamento, di promozione della qualità dei servizi sanitari e delle rispettive prestazioni.
Inoltre, è corresponsabile del governo clinico del presidio, promuovendo e coordinando le azioni finalizzate al miglioramento dell’efficienza, dell’efficacia e dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie.
Svolge attività di indirizzo, coordinamento, supporto e verifica nei confronti dei direttori medici dei dipartimenti, delle strutture complesse e delle strutture semplici di dipartimento, promuovendo l’integrazione delle strutture sia all’interno del presidio che con quelle territoriali.
Promuove, coordina e verifica iniziative finalizzate alla promozione della salute.
8.2.1. Nell’ambito delle competenze gestionali ed organizzative, il direttore medico di presidio ospedaliero svolge le seguenti funzioni:
- risponde della gestione operativa complessiva del presidio ospedaliero;
- rende operative le indicazioni organizzative definite dall’azienda;
- coordina le strutture dipartimentali;
- sulla base degli obiettivi aziendali e del budget complessivo del presidio ospedaliero, concorre alla definizione degli obiettivi dei dipartimenti e delle altre strutture;
- partecipa alla negoziazione o negozia direttamente il budget con i direttori dei dipartimenti e delle altre strutture, in base al budget del presidio ed in linea con gli obiettivi generali aziendali;
- collabora con la direzione aziendale alla definizione dei criteri di assegnazione e gestione delle risorse ed è responsabile della loro corretta applicazione nei dipartimenti e nelle altre strutture;
- cura la raccolta dei dati statistici sanitari, utili a fini interni o per l’inoltro agli uffici e servizi competenti;
- esprime valutazioni tecnico – sanitarie ed organizzative sulle opere di costruzione e ristrutturazione edilizia, autorizzando l’esercizio dell’attività chimico assistenziale negli ambienti destinati a tale scopo;
- valuta il programma di manutenzione ordinaria e straordinaria, predisposto dall’ufficio tecnico e propone le priorità di intervento, con particolare riferimento ad eventuali situazioni di urgenza;
- elabora proposte e fornisce pareri in merito alla programmazione ospedaliera;
- fornisce al direttore sanitario proposte di modelli organizzativi delle strutture ospedaliere, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi aziendali, e ne promuove l’adozione;
- adotta provvedimenti straordinari con carattere d’urgenza;
- concorre al controllo di gestione dell’azienda, fornendo proposte al direttore sanitario e collabora attivamente con l’Ufficio di controllo di gestione;
- collabora attivamente all’implementa-zione del sistema informativo ospedaliero ed alla definizione dei contenuti del sistema informativo aziendale, provvedendo, per quanto di sua competenza, al corretto flusso dei dati;
- esprime parere e formula proposte su programmi di informazione, formazione e aggiornamento del personale;
- promuove le attività di partecipazione e tutela dei diritti dei cittadini, con particolare riferimento all’applicazione della carta dei servizi ed ai rapporti con le associazioni di volontariato;
- vigila ed attua provvedimenti in merito alle attività d’urgenza ed emergenza ospedaliera;
- Vigila sulla programmazione, organizzazione ed applicazione delle attività rivolte a migliorare l’accettazione sanitaria, i tempi di attesa per prestazioni in regime di ricovero ordinario, diurno e ambulatoriale;
- ha la responsabilità della organizzativa generale del poliambulatorio ospedaliero in ordine all’utilizzo ottimale delle risorse strutturali, tecnologiche e di personale;
- provvede all’organizzazione per la valutazione dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie erogate dal presidio ospedaliero.
8.2.2. Nell’ambito delle competenze igienico-sanitarie e di prevenzione il direttore medico di presidio ospedaliero:
- emana direttive e regolamenti, sorvegliandone il rispetto, in tema di tutela della salute e della sicurezza nel luogo di lavoro, igiene e sicurezza degli alimenti, ambienti e delle apparecchiature, attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione e sterilizzazione, smaltimento dei rifiuti sanitari, nonché strategie per la prevenzione delle infezioni ospedaliere;
- adotta i provvedimenti necessari per la salvaguardia della salute di operatori, pazienti e visitatori;
- è membro del comitato contro le infezioni ospedaliere.
- adotta strategie di organizzazione, gestione e controllo sui servizi alberghieri e di supporto, qualora esternalizzati;
- progetta e cura processi relativi alla tutela dell’ambiente e dell’igiene ambientale, della sicurezza e mobilità interna;
- applica e verifica la normativa sanitaria e sviluppa percorsi atti all’applicazione della stessa;
- progetta processi per la prevenzione delle infezioni in ospedale;
- progetta processi relativi ai servizi di supporto alle attività sanitarie;
- progetta processi per la tutela dell’igiene degli alimenti, della ristorazione ospedaliera e della nutrizione clinica;
- coordina gruppi di lavoro per progetti aziendali, regionali e/o nazionali.
8.2.3. Nell’ambito delle competenze medico–legali, il direttore medico di presidio ospedaliero:
- adempie ai provvedimenti di polizia mortuaria;
- nell’ambito delle attività inerenti il prelievo d’organi, svolge attività di organizzazione e di vigilanza, partecipando, se necessario, quale membro al collegio medico per l’accertamento della morte, compiendo, inoltre, ogni ulteriore atto di competenza; inoltre, sovrintende, nel rispetto degli indirizzi del coordinatore regionale trapianti, attività organizzative del coordinatore locale trapianti;
- vigila sulla corretta compilazione della cartella clinica, della scheda di dimissione ospedaliera e di tutta la documentazione sanitaria;
- risponde, dal momento della consegna all’archivio centrale, della corretta conservazione della documentazione sanitaria;
- rilascia agli aventi diritto, secondo modalità stabilite dall’azienda e nel rispetto della normativa vigente, copia della cartella clinica e di ogni altra documentazione sanitaria e certificazioni;
- inoltra ai competenti organi le denunce obbligatorie;
- coordina l’attività di valutazione del rischio clinico;
- vigila sul rispetto dei principi etici e deontologici da parte degli operatori sanitari;
- vigila sul rispetto delle norme in materia di sperimentazione clinica, partecipa al comitato etico aziendale e cura la conservazione della relativa documentazione;
- presiede commissioni tecniche o vi partecipa in base a disposizioni aziendali o normative specifiche;
- vigila sul rispetto della riservatezza dei dati sanitari ed esprime parere obbligatorio su raccolta, elaborazione e trasmissione di dati sanitari, con particolare riguardo ai mezzi informatici e telematici.
8.2.4. Nell’ambito delle competenze scientifiche, il direttore medico di presidio ospedaliero:
- promuove lo sviluppo delle risorse umane e della conoscenza aziendale (knowledge management) attraverso l’attività di formazione permanente, aggiornamento e riqualificazione del personale (ECM);
- verifica il livello di informazione, formazione ed aggiornamento del personale dei servizi in gestione esterna;
- coordina, per quanto di competenza, l’organizzazione dei previsti corsi di specializzazione per il personale laureato del ruolo sanitario;
- collabora all’elaborazione di piani di ricerca finalizzata e ne coordina l’attività;
- vigila sull’ammissione e l’attività del personale volontario e frequentatore.
8.2.5. Nell’ambito delle competenze di promozione della qualità dei servizi e delle prestazioni sanitarie, il direttore medico di presidio ospedaliero:
- promuove iniziative per il miglioramento della qualità dei servizi e delle prestazioni sanitarie;
- provvede affinché i modelli organizzativi delle unità operative e dei dipartimenti siano orientati al raggiungimento di buoni livelli di qualità gestionale, di qualità tecnico-professionale e di qualità percepita;
- ai fini di quanto indicato ai punti 1) e 2), promuove l’adozione, da parte delle unità operative e dei dipartimenti, delle strategie definite dalla direzione aziendale con particolare riguardo, in campo clinico, ai principi dell’Evidence Based Medicine (EBM);
8.2.6. Rapporti tra direzione medica di presidio ospedaliero ed i dipartimenti ospedalieri
Nei confronti dei dipartimenti ospedalieri, il direttore medico di presidio ospedaliero svolge le seguenti funzioni:
- nel rispetto degli obiettivi generali dell’azienda, definisce gli obiettivi specifici dei dipartimenti, concordati con i direttori di dipartimento, e vigila sul loro conseguimento;
- partecipa alla negoziazione o negozia direttamente il budget con i direttori dei dipartimenti, in base al budget del presidio ed in linea con gli obiettivi generali aziendali;
- definisce le strategie ed i criteri per l’allocazione delle risorse umane e tecnico-strumentali nell’ambito dei servizi sanitari, nel rispetto della programmazione sanitaria aziendale
- svolge funzioni di interlocutore per le proposte dei direttori dei dipartimenti rispetto alla programmazione aziendale;
- svolge funzioni di supporto tecnico all’attività dei dipartimenti, per gli aspetti organizzativi e gestionali;
- coordina la raccolta e l’elaborazione dei dati di attività e di utilizzo delle risorse, per la predisposizione del piano di attività annuale, del monitoraggio delle attività svolte e della verifica dei risultati raggiunti;
- esprime valutazioni tecniche ed organizzative sulla costruzione, ristrutturazione e ampliamento degli spazi comuni assegnati ai dipartimenti;
- esprime valutazioni tecniche ed organizzative sulle proposte di acquisto di attrezzature biomedicali;
- applica e verifica norme in tema di tutela di salute e sicurezza nel luogo di lavoro, igiene e sicurezza degli alimenti, ambienti e delle apparecchiature, attività di pulizia, disinfezione, sterilizzazione e disinfestazione; smaltimento dei rifiuti sanitari; strategie di prevenzione delle infezioni ospedaliere;
- esprime parere sulle proposte dei direttori dei dipartimenti, in tema di formazione ed aggiornamento del personale;
- promuove, d’intesa con i direttori dei dipartimenti, l’utilizzo corretto di strumenti e metodologie di miglioramento e controllo della qualità;
- promuove le attività di partecipazione e la tutela dei diritti dei cittadini
Dall’insieme delle funzioni ci pare sia opportuno porre particolare accento sulle articolate competenze del direttore medico di presidio ospedaliero, che sono essenzialmente quattro:
- una di tipo manageriale, riconducibile alla funzione di “responsabile dell’ospedale”
- una seconda di tipo organizzativo
- una terza di tipo igienico-sanitaria e di prevenzione
- una quarta orientata al sistema di valutazione e della qualità dell’assistenza.
Questi quattro ambiti di competenza possono essere attribuiti ad un’unica struttura organizzativa, articolata in più settori, o a più strutture indipendenti ma interconnesse, secondo una schema a rete che coniughi lo sviluppo di specifiche professionalità con l’esercizio di responsabilità gestionali globali, in relazione alla complessità e dimensione del presidio ospedaliero, alla sua articolazione in dipartimenti, al numero di stabilimenti che lo compongono e alla loro autonomia funzionale.
Su questi aspetti di “architettura” della direzione medica di presidio ospedaliero varrà la pena di ritornare, magari aprendo un confronto sui vari modelli adottati o adottabili, mettendo da parte quelle che possono essere le preoccupazioni di difendere l’esistente, ché sovente vengono superate dai fatti, per promuovere invece la cultura del rinnovamento e adattamento della struttura e delle prerogative della direzione medica di presidio ospedaliero alle nuove realtà, complessità, esigenze e missioni aziendali.
È certo però che l’articolato quadro di competenze, unito alle grandi dimensioni aziendali, richiede comunque che, partendo dalla “visione globale del sistema”, tipica delle discipline igienico-organizzative, vengano sviluppate specifiche professionalità relative alle varie competenze, da utilizzare non solo nella direzione medica di presidio ospedaliero, ma anche negli uffici di staff aziendali; è cioè tempo che, come dalle discipline mediche e chirurgiche generali si sono evidenziate le specialità, dalla disciplina di igiene e organizzazione dei servizi ospedalieri si sviluppino gli specialisti di settore.
9. Sanità italiana e scenari comunitari
A livello comunitario, sono state intraprese iniziative comuni che riguardano il settore dell’assistenza sanitaria. In particolare, gli Stati afferenti all’Unione Europea sono stati invitati a garantire cure sanitarie transfrontaliere, raccogliere e scambiarsi rapidamente informazioni nonché mettere in comune le capacità di cure ai fini dell’eguaglianza di accesso.
L’Unione, confermando l’autonomia organizzativa dei sistemi sanitari di ciascun Paese, invita gli Stati a sviluppare forme di cooperazione, anche attraverso l’istituzione di centri di riferimento a valenza transfrontaliera per fronteggiare congiuntamente problemi sanitari particolarmente complessi, quali le malattie rare e altre patologie che richiedono prestazioni di alta specializzazione.
Tale invito non potrà prescindere dalla costituzione di una rete europea di strutture d’eccellenza clinica e di ricerca scientifica.
Un altro obiettivo è lo sviluppo di un sistema nazionale ed europeo d’informazione sui sistemi sanitari e sulle cure mediche on line per pazienti, professionisti e responsabili delle politiche sanitarie.
Dovranno altresì essere sviluppati strumenti intesi a valutare l’impatto delle politiche nazionali e comunitarie, diverse da quelle sanitarie, sui sistemi sanitari e sulla salute. Infine, dovrà essere dedicata una particolare attenzione alla qualità delle prestazioni ed alla sicurezza dei pazienti che si affidano ai servizi sanitari. A tale riguardo, gli Stati dell’Unione Europea dovranno scambiarsi costantemente informazioni ed elaborare congiuntamente linee guida e sistemi di gestione.
Sarà anche indispensabile impiegare i moderni strumenti dell’informazione, predisponendo materiale plurilingue.
Gli ospedali italiani, soprattutto quelli che erogano prestazioni di eccellenza, dovranno, pertanto, intraprendere una serie di specifiche misure organizzative (Kob, 2007):
- · rendere pubblici i risultati clinici ai fini della massima trasparenza (vedasi, a titolo esemplificativo, i risultati qualitativi dei trapianti d’organo italiani);
- · garantire la presenza di operatori sanitari plurilingue;
- · dotare la portineria, l’ufficio informazione e l’ufficio per le relazioni con il pubblico di personale particolarmente qualificato e comunque plurilingue;
- · creare un ufficio in cui sono presenti operatori esperti in materia di rimborsi e relative procedure burocratiche;
- · stipulare, per i pazienti ambulatoriali o in trattamento in regime di day hospital, nonché per i relativi parenti, convezioni con strutture alberghiere e ristoranti dei dintorni;
- · promuovere la partecipazione a corsi di formazione per il personale, ai fini del conseguimento di una visione europea.
Per far fronte alle attuali e future sfide, i medici delle direzioni sanitarie aziendali ed ospedaliere italiane dovranno proporre al Direttore Generale dell’Azienda di far conoscere ai cittadini europei le proprie strutture, le principali attività, la tipologia e la qualità delle prestazioni fornite, le procedure d’accesso (carta dei servizi, opuscoli informativi in diverse lingue). A tale scopo sarà necessario inserire sul sito internet regionale, aziendale e/o ospedaliero le suddette informazioni in varie lingue europee.
10. Considerazioni conclusive
L’ospedale, per essere in linea con i moderni orientamenti dell’assistenza sanitaria dei Paesi dell’Unione Europea, dovrà offrire ai cittadini una complessa organizzazione specialistica ad elevato livello tecnologico, deputata a fornire risposte tempestive, qualitativamente adeguate ed appropriate. Solo attraverso una rete ospedaliera efficiente ed efficace, sia nel pubblico che nel privato, tutti i cittadini, a prescindere dal loro reddito, potranno avere accesso a prestazioni sanitarie di elevata qualità, con livelli contributivi e di fiscalità compatibili con la competizione internazionale.
Miglioramento continuo della qualità dei servizi e delle prestazioni sanitarie, umanizzazione dell’assistenza, razionale utilizzo delle risorse umane, strutturali e tecnologiche, sviluppo delle attività di ricerca, studio e formazione, definizione di percorsi diagnostico-terapeutici, sviluppo di modelli organizzativi innovativi, la creazione di reti assistenziali ed, infine, compatibilità economica, sono le principali parole chiave che caratterizzano la sanità europea della prima decade del nuovo millennio.
A tele riguardo, il Direttore Sanitario di Azienda, nella sua veste di responsabile del governo clinico complessivo dell’Azienda, supportato dal Direttore Sanitario di Presidio Ospedaliero, dovrà dedicare una grande attenzione a qualità, sicurezza ed appropriatezza dei servizi sanitari e delle prestazioni nonché alla continuità assistenziale (linee guida, percorsi assistenziali). L’eccellenza clinica dovrà essere programmata ed organizzata in un’ottica nazionale ed europea.
Spetta, infine, alle Direzioni sanitarie promuovere una serie di iniziative, affinché le proprie aziende facciano conoscere ai cittadini italiani ed europei le proprie strutture, le principali attività, le eccellenze cliniche, la tipologia e la qualità delle prestazioni fornite, le procedure d’accesso (carta dei servizi, opuscoli informativi in diverse lingue). A tale scopo sarà in ogni caso necessario inserire sul sito internet regionale, aziendale e/o ospedaliero le informazioni in varie lingue europee.
11. Bibliografia
- 1. Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421″,
- 2. Decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (Norme per la realizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell’art. 1 della legge 30 novembre 198, n. 419)
- 3. Piano sanitario nazionale 2003-2005
- 4. Piano sanitario nazionale 2006-2008
- 5. K. Kob, U. L. Aparo, G. Finzi,. A. Marcolongo, A. Montanile, U. Podner, E. Rizzato, F. Girardi, P. Montresor “Vecchie e nuove competenze del Direttore Sanitario di Azienda e del Direttore Medico di Presidio Ospedaliero”, L’Ospedale”, N° 1/03, 2003)
- 6. K. Kob, “L’Ospedale: una realtà in evoluzione”, L’Ospedale, N° 3/05, 2005
- 7. K. Kob, La mobilità dei pazienti nell’Unione europea: strumenti ed impatto economico, Congresso Nazionale ANMDO, Lecce, 2006
Gli autori ringraziano i colleghi della Segreteria Scientifica e del Consiglio Direttivo A.N.M.D.O. per l’ottima collaborazione avuta in occasione della stesura del documento sulle “Vecchie e nuove competenze del Direttore Sanitario di Azienda e del Direttore Medico di Presidio Ospedaliero”, che, a distanza di cinque anni dalla sua pubblicazione sulla propria rivista scientifica associativa “L’Ospedale”, ha mantenuto il massimo grado di attualità in termini di contenuti e visioni
Gianfranco Finzi, Presidente Associazione Nazionale Medici Direzioni Ospedaliere (A.N.M.D.O.)
Indirizzo: Direzione Medica dell’Azienda Ospedaliera di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi, Via Massarenti 9, 40138 Bologna
Karl Kob, Membro Segreteria Scientifica e del Consiglio Direttivo A.N.M.D.O.
Indirizzo: Via Montello 13/9, 39100 BOLZANO
E-mail: karl@kob.bz.it
Sperimentazione di tecniche di biostabilizzazione nelle procedure di sanificazione di degenze ospedaliere
Nell’articolo vengono esposti i risultati di una ricerca sperimentale inerente all’impiego di nuove metodologie di pulizia/sanificazione di superfici di diverso tipo appartenenti ad aree ospedaliere (pavimenti, apparecchi sanitari e arredi), basate su “tecniche di biostabilizzazione” della carica potenzialmente patogena, perseguite mediante l’utilizzo di prodotti probiotici. Fare clic per scaricare l’articolo in...
sanità >>
La pagella dei servizi esternalizzati nella ristorazione ospedaliera
In anni difficili, nei quali è diffusa la ricerca della compressione massima dei costi da parte della committenza – soprattutto nell’ambito dei servizi esternalizzati – è nato un esperimento di misurazione, valutazione e condivisione delle performance, chiamato Pagella dei Servizi. Si tratta di un progetto che coinvolge la Scuola Nazionale dei...
sanità >>
A Milano il 10 febbraio si discute di Sanità mondiale
A Milano il prossimo 10 febbraio si terrà, nella sede di via Roentgen dell’Università Bocconi, una prestigiosa conferenza internazionale dal titolo “Sustaining and Implementing Universal Health Coverage: 4 Perspectives for 5 Continents”. L’evento è organizzato dal Master of International Health Care Management, Economics and Policy (MIHMEP), in collaborazione con la...
news >>

Milano, 28 e 29 Febbraio 2012
Convegno ANAM
8ª Edizione EPR Expo-Conf
Soligena


