hotel & catering
È ora di cambiare la qualità dell’aria indoor
17 novembre 2009
(tratto da GSA n.11, novembre 2009)
Una struttura ricettiva di alto profilo non punta al confort, ma alla qualità. Sarà bene dunque partire da ciò che si respira e rivolgere lo sguardo a quel mercato di nicchia super-specializzato che vende aria sana…non aria fritta.
La pandemia influenzale è nell’aria. E non per modo di dire. Come tutti sapranno ormai, il virus H1N1 si trasmette per via aerea diretta attraverso le micro-gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce o, per via indiretta, attraverso il contatto con oggetti contaminati. Le raccomandazioni sono, ormai, cristalline come l’acqua con cui bisogna lavarsi le mani più volte al giorno per scongiurare il rischio di diffusione dei germi. Eppure, se il problema è principalmente nell’aria, è proprio a questo elemento che dobbiamo rivolgere un approfondimento, soprattutto in relazione a quegli ambienti confinati in cui la qualità dell’aria indoor incide fortemente sulla salubrità degli ambienti.
Vizi e virtù della climatizzazione
L’inquinamento dell’aria negli ambienti confinati rappresenta, infatti, un problema tutt’altro che secondario per i luoghi comunitari: si stima che i livelli di concentrazione degli inquinanti all’interno degli edifici siano generalmente uguali o superiori a quelli dell’aria esterna e soprattutto che le esposizioni indoor siano maggiori di quelle outdoor. È dunque del tutto evidente che le strutture ricettive, in cui l’esposizione all’aria indoor varia a seconda della permanenza dell’ospite nell’albergo, debbano dotarsi di un impianto di climatizzazione efficiente: questi rappresentano infatti un investimento irrinunciabile perché, oltre a svolgere un’importante funzione di controllo delle condizioni termiche ed igrometriche dell’aria, garantiscono un ricambio controllato di aria pulita, catturando (tramite filtri) micropolveri e particelle aerodisperse. Quelli che noi clienti consideriamo come semplici “dispensatori on demand” di caldo e freddo artificiale, che allietano – e non poco – il nostro soggiorno in hotel, sono in realtà molto più che apparecchi per il benessere termico, ma veri e propri strumenti atti a garantire la qualità e la corretta diffusione dell’aria a tutto vantaggio del benessere ambientale. In altre parole, è precisa responsabilità di qualunque struttura ricettiva assicurarsi che l’aria, oltre che essere fresca o calda, sia altrettanto sana. Tuttavia, l’installazione iniziale di questi impianti non è di per sé sufficiente a garantire salubrità ma è indispensabile che le condotte di distribuzione dell’aria siano oggetto di frequenti, accurate ed efficaci attività manutentive.
I canali non adeguatamente puliti, infatti, possono fungere da sorgente di contaminazione per l’aria che in essi fluisce, contribuendo attivamente al degrado della qualità dell’aria indoor e portando ad episodi di malessere collettivo tra i clienti dell’albergo o lo stesso personale, come avviene nei casi di “sick building syndrome” o sindrome dell’edificio malato. Ma i rischi possono essere anche più gravi e coinvolgere patologie ben più serie come la legionellosi. Quando dunque un albergo decide di scegliere la Qualità, non può poi votarsi al risparmio lesinando sull’aria che si respira: le spese a favore della qualità sono null’altro che investimenti a lungo termine.
Un mercato pronto…a darvi il valore aggiunto!
Fatta questa premessa, è bene che i proprietari delle strutture alberghiere comprendano l’importanza di approntare un piano organico di manutenzione a favore delle reti di distribuzione dell’aria, visti anche i grandi progressi operativi che il mercato offre in materia di bonifica e sanificazione dei sistemi aeraulici. Si tratta di un mercato nuovo e potenzialmente vastissimo di cui l’AIISA, (Associazione italiana Igienisti Sistemi Aeraulici) è il referente istituzionale, nato nel 2004 sulla base della collaborazione tra alcune aziende del settore che condividono la volontà di operare ai più alti livelli di qualità, nel campo della pulizia e sanificazione dei sistemi aeraulici.
Se fino a qualche anno fa, infatti, approntare un piano organico di manutenzione, doveva scontrarsi con i limiti operativi delle tecniche manutentive disponibili, oggi anche questo settore ha conosciuto una forte spinta propulsiva in direzione dell’innovazione tecnologica e offre al mercato diverse soluzioni per garantire l’efficienza delle condotte.
La videoispezione
Tra le tecniche di sanificazione più conosciute c’è la bonifica per video-ispezione, un intervento operativo che si avvale dell’ausilio di una telecamera impermeabilizzata robotizzata che consente di valutare lo stato generale delle condotte, evidenziandone lo stato di conservazione e la natura di eventuali danni. Un esperto qualificato acquisirà dunque i dati su un laptop che fornirà in tempo reale i fotogrammi della video-ispezione, segnalando eventuali anomalie dell’impianto. A questa fase, seguirà quella dell’analisi di verifica, a mezzo di piastre, sui campioni prelevati dalle canalizzazioni per l’identificazione dei microrganismi ed agenti inquinanti. Quindi si passa all’azione di bonifica vera e propria, effettuata con attrezzature tecnologicamente avanzate e da tecnici specializzati, che opera anche nelle porzioni di impianto più difficili da raggiungere. A questo seguirà dunque il trattamento di aerazione e sanificazione delle condotte, nei terminali di immissione e ripresa, nonché delle prese d’aria esterne, da coniugarsi eventualmente ad un trattamento di coating, ovvero di rivestimento con un prodotto filmante. Il tutto, naturalmente, garantito e certificato.
La rigenerazione
In alternativa, è stato sviluppato un sistema innovativo che si basa sulla “completa rigenerazione” delle superfici interne dei canali trattati, che evita dunque i problemi legati alla rimozione meccanica dei depositi di polvere dall’interno delle condotte. Al termine del trattamento, si sarà ricostruita una nuova superficie di interfaccia tra il canale e l’aria che in esso fluisce, costituita in materiale polimerico, che oltre all’azione meccanica di rigenerazione superficiale esplica anche una efficace azione sanificante, dovuta all’alto potere microbicida caratteristico della composizione chimica del prodotto utilizzato. Sfruttando la brevettata tecnica di deposizione pilotata di aerosol polimerici, questo sistema sarà in grado di garantire il pressoché totale rivestimento delle pareti interne delle condotte, svincolando l’operatore dalla necessità di intervenire manualmente con un contatto meccanico diretto tra la superficie da bonificare e l’utensile impiegato per tale attività. Lo spessore del film polimerico prodotto è assolutamente ininfluente in termini di restrizione della sezione di attraversamento dei canali. Ogni volta sarà come avere una nuova condotta pronta all’uso.
È l’igiene il vero lusso
Questi sono interventi che ogni albergo deve garantire ai propri clienti perché, ad oggi, tutte le strutture ricettive hanno impianti di climatizzazione autonomi e centralizzati. Ma non mancano certo le opportunità per distinguersi e per fare dell’aria pulita il proprio valore aggiunto. Nell’arcipelago delle nuove malattie legate alla globalizzazione, quelle debellate che tornano ad affacciarsi minacciosamente così come l’affiorare sempre più frequente di pandemie sconosciute, la strategia vincente potrebbe, infatti, essere quella di fare dell’igiene il marchio distintivo della propria attività. In un mondo di migranti senza riposo, di business viaggiatori industrializzati, quanto potrà valere il confort legato al superfluo rispetto alla certezza di un ambiente salubre e igienizzato? Sarebbe imperdonabile sottovalutarne il fascino in un’epoca in cui la disinfezione appare un vero lusso, una sicurezza che ammalia più dell’oro.
E così che sempre più alberghi scelgono di avvicinarsi al mondo della disinfezione di nuova generazione, un settore che per anni ha rivolto la propria offerta agli ambienti nosocomiali ma che, visti i tempi (e le infezioni) che corrono, ha scelto di declinare la propria professionalità anche al mondo dell’ospitalità.
Sanificazione per via aerea
Tra i parametri che influiscono sulla qualità dell’aria indoor, c’è il campo elettrico ambientale determinato dagli ioni in sospensione. Oggi il mercato offre mezzi artificiali in grado di ristabilire un equilibrio ionico ottimale alterato da fattori esterni. Si tratta di piccole apparecchiature che permettono di avere un’azione battericida sulle superfici per via aerea, e il cui utilizzo previene le contaminazioni batteriche e virali, sia nel caso si tratti di interventi d’urto che nel mantenimento quotidiano dei locali comuni o privati.Particolarmente indicate in ambienti ad alta affluenza come hotel,palestre,ristoranti,discoteche ma anche nel settore sanitario, rilasciano nell’aria una soluzione di perossido di idrogeno stabilizzato e di complessi d’argento. Il prodotto viene atomizzato nell’ambiente tramite un diffusore ad una velocità tale da provocare un innalzamento della temperatura del prodotto e una sua parziale essiccazione. Ne consegue che il prodotto, sotto forma di nebbia secca, si diffonde uniformemente senza generare umidità nell’aria o corrosione delle superfici. Il connubio fra velocità e temperatura determina la degradazione del perossido d’idrogeno in radicali liberi particolarmente ossidanti. Nei microrganismi, per caratteristica idrofili, si verifica dunque un effetto di attrazione verso la molecola d’acqua presente nella soluzione, mentre il cloro in essi presente si trasforma in cloro attivo battericida per effetto dell’azione dei radicali liberi. Gli atomi d’argento presenti nella soluzione, infine, provocano, sulle superfici dell’ambiente trattato un effetto inibitore della forza dei microrganismi che in seguito andranno ivi a depositarsi. In breve: dopo pochi minuti il 90% dei radicali OH saranno distrutti e il 95% della nebbia secca si sarà decomposta.
L’ozonizzazione
Anche l’ozono appare sempre più come protagonista indiscusso delle tecniche di sanificazione. Un raggio d’applicazione che spazia dal settore ferroviario a quello delle lavanderie industriali per l’abbigliamento professionale, dagli strumenti chirurgici alle camere d’albergo. Ogni contesto applicativo ha un apparecchio declinato al tipo di esigenza: si tratta in ogni caso di un piccolo e potente apparecchio in grado di igienizzare gli ambienti chiusi in cui viene posizionato e tutto quanto è in essi presente, senza l’aggiunta di alcun prodotto chimico e senza alterare la temperatura degli ambienti. L’ozono prodotto tramite elettrolisi raggiunge anche i punti più nascosti ed inaccessibili, igienizzandoli e deodorandoli. Al termine del trattamento, l’ozono tornerà ossigeno e lascerà nelle stanze un gradevole profumo di pulito. Si tratta di un’ apparecchiatura in grado di igienizzare nell’arco di un paio d’ore anche gli ambienti ad alto traffico pedonale e che garantisce la distruzione di batteri come legionella, pseudomonas etc., nonché tutti i tipi di virus, muffe e spore, e gli odiosi (e odiati) infestanti “alberghieri”.
La pulizia…sanificante
Due modi semplici e sicuri per igienizzare gli ambienti. È bene però ricordare che entrambe le tecniche non sostituiscono un’accurata e professionale pulizia degli ambienti. Per questo la tecnologia si è spinta oltre, armonizzando in un unico strumento la funzione pulente e quella igienizzante. La recente tecnologia applicativa ha infatti prodotto un apparecchio in grado di pulire ed igienizzare gli ambienti chiusi tramite un sistema di vapore –aspirazione con filtro ad acqua: una pratica igienica a basso impatto ambientale che promette di prendere i classici “due piccioni con una fava”. Un unico apparecchio che purifica l’ambiente tramite un sistema di filtraggio provvisto di separatore molecolare, in grado di eliminare completamente la polvere presente nell’aria e ridurre a livelli di sicurezza la presenza di microrganismi aereodispersi. Ma che consente anche di pulire e sanificare superfici attraverso un sistema di vapore-aspirazione, eliminando il particolato e tutte le sostanze allergizzanti, così come è in grado di rimuovere la presenza di inquinanti chimici residui di origine ambientale.
Ora non ci sono più attenuanti per gli albergatori. Sapere che c’è un mercato pronto a vendere aria davvero pulita è un bel ….respiro di sollievo!
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