Come migliorare la qualità dell’aria interna in ambienti ospedalieri limitando l’inquinamento causato dagli impianti aeraulici

23 settembre 2009 - sanità

Come migliorare la qualità dell’aria interna in ambienti ospedalieri limitando l’inquinamento causato dagli impianti aeraulici

(tratto da “Hospital & Public Health” n.3, settembre-dicembre 2009)

1.    La problematica

Ai fini della qualità dell’aria interna, particolare importanza è assunta dalle condotte degli impianti di climatizzazione, poiché ad esse è richiesto di veicolare l’aria di ricambio (mandata e ripresa) verso gli ambienti in condizioni di purezza e quantità tali per ottenere le condizioni di benessere desiderate in ambiente. A livello europeo l’importanza ai fini igienici dei componenti aeraulici, e delle condotte in particolare, è stata messa in risalto dall’attenzione ufficialmente loro dedicata a partire fin dal 1989: il CEN/TC 156 “Ventilation for Buildings” ha infatti costituito  un apposito gruppo di lavoro, il WG3 “Ductwork”, che fin dall’inizio ha esaminato  documenti e proposte  formulate da studiosi di vari Paesi (Documenti CEN/TC 156/WG3 n°13 e 14/1989), nei quali si evidenziavano la necessità e le difficoltà di assicurare la manutenzione igienica nelle installazioni areauliche . L’attività suddetta ha portato alla emanazione di una specifica norma europea in tema di componenti degli impianti areaulici necessari per la manutenzione igienica (UNI-EN 12097 Ventilazione degli edifici – Rete delle condotte – Requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte del 2007 )  nella quale sono fornite le indicazioni necessarie per la localizzazione e le dimensioni minime delle aperture di ispezione da usarsi anche per la manutenzione igienica periodica.

Va sottolineato come l’ispezione e la manutenzione periodica sia necessaria per limitare i rischi igienici delle installazioni attribuibili al particolato aerodisperso e depositato, e dal contenuto microbiologico (carica batterica e micotica  totali ).

2. Strumenti e metodi di indagine

La metodologia di indagine si articola nelle seguenti fasi:

  • indagine del sistema di trattamento dell’aria, caratteristiche  componenti e loro prestazioni (età e tipologia impianto, schema di trattamento dell’aria, sistema di filtrazione e programma manutentivo dei filtri, collocazione Presa Aria Esterna);
  • identificazione punti di prelievo finalizzati alla descrizione della contaminazione delle polveri sedimentate e dell’aria veicolata, dall’esterno alle parti più interne dell’edificio;
  • analisi quantitativa e qualitativa della polvere sedimentata all’interno delle condotte dell’aria;
  • analisi microbiologica dell’ aria e della polvere sedimentata;
  • indagine mediante videoispezione dello stato manutentivo interno della rete aeraulica;
  • analisi critica dei risultati ottenuti e formulazione degli interventi manutentivi delle condotte e degli impianti cui sono asservite.

Nella Tabella 2.1 è riportata la sintesi della  sequenza delle operazioni che dovrebbero essere  compiute per l’indagine ed il prelievo dei campioni unitamente alla strumentazione impiegata ed ai tempi medi richiesti per ciascun campionamento.

Le aperture per le  ispezioni devono avere dimensioni tali da consentire il prelievo manuale delle polveri depositate e soprattutto l’introduzione agevole del piccolo robot per la videoispezione: le dimensioni minime sono così risultate  non inferiori a l= 25 x 20=h  (in cm) .

Tabella  2.1

MODALITA’ ESECUZIONE pReLIEVI 1

TIPO DI ANALISI MODALITA’ INTERFERENZE NOTE TEMPI

prelievo polvere aerodispersa  per

analisi quantitativa

Aspirazione con sonda inserita

nel condotto;

aspirazione  dell’aria esterna

non possono essere eseguiti altri prelievi

a monte dell’ispezione

che alterino il campo

impianto in funzione,

portina ispezione chiusa

60 minuti interno condotte;

24 ore pae

prelievo

polvere aerodispersa

per analisi microbiologica

aspirazione con apparecchio

campionatore

sas 90

non possono essere eseguiti altri prelievi a monte dell’ispezione che alterino il campo

impianto in funzione

prelievo alla bocca della flangia fissata alla portina di ispezione chiusa

50 minuti per ogni ispezione

(5campioni)

prelievo polvere depositata per analisi quantitativa

aspirazione

con maschera 10×10 cm

non possono essere eseguiti i prelievi che richiedono l’impianto acceso

impianto spento,

portina di ispezione aperta

10 minuti

prelievo

polvere depositata

per analisi microbiologica

con tampone

sterile e maschera 10x10cm

non possono essere eseguiti altri prelievi che richiedono l’impianto acceso

impianto spento,

portina di ispezione aperta

porre la maschera in punto diverso da quello usato per prelievo polveri

5 minuti

Videoispezione2

con robottino

dotato di videocamera e registratore

VHS

operazione da condursi alla fine dei prelievi

perche’ altera il campo

impianto preferibilmente spento

30 minuti

per ogni ispezione

1 Punti di prelievo :

  • Pae  (polveri aerodisperse e microbiologico);
  • Nelle condotte (polveri aerodisperse, depositate, microbiologico, videoispezione)
  • Alle bocchette  terminali di immissione e ripresa (microbiologico)

2 Il robottino (Foto 3)  può essere dotato di pinze per il trasporto del SAS all’interno delle condotte; normalmente questo apparecchio è commercializzato completo di accessori per la pulizia delle condotte .

3. Strumenti e metodi per l’analisi microbiologica dell’aria e del particolato depositato

Ai fini dell’indagine microbiologica è evidente che possono ricercarsi un numero estremamente vasto di agenti biologici patogeni. In particolare un elenco di tali agenti è riportato nell’Allegato XI([1]) al D.L.vo 626/94,  riguardante l’attuazione delle direttive europee in materia di sicurezza e salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro: in detto allegato i vari agenti sono classificati in gruppi di pericolosità crescente da 2 a 4,  e suddivisi in batteri, virus, parassiti e funghi .

Poiché non è realisticamente possibile né funzionale analizzare in modo indiscriminato tutti i suddetti agenti, per fornire un’informazione esauriente del grado di contaminazione del sistema aeraulico di tipo biologico, è prassi comune effettuare l’analisi di alcuni parametri di carattere generale quali la carica totale batterica e micotica (funghi e miceti) presenti nel particolato aerodisperso e depositato.

I parametri suddetti  rappresentano la concentrazione di microrganismi presenti in Unità Formanti Colonia (CFU, Colony Forming Units) e vengono riferiti sia al volume di aria (CFU/m3) che al quantitativo di polvere prelevato dai depositi interni alle condotte (CFU/g o CFU/100cm2);essi esprimono il potenziale rischio biologico genericamente attribuibile alle concentrazioni in esame .

I campioni di polvere depositatasi nelle condotte sono raccolti attraverso portine d’ispezione (Foto 1, 1bis e 2 ) , di cui si consiglia una vasta diffusione , utilizzando tamponi sterili e mascherine anch’esse sterili delimitanti 100 cm2 .

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