Homefacility managementMattioli (ANIP-Confindustria): ribadiamo che i servizi non sono un comparto residuale

Mattioli (ANIP-Confindustria): ribadiamo che i servizi non sono un comparto residuale

«ANIP-Confindustria, in occasione dell’Assise Generali di Confindustria in corso a Verona, ribadisce l’importanza di definire una piattaforma di proposte degli industriali al Paese. Un lavoro programmatico significativo  che  il sistema confindustriale, sotto la guida del Presidente Vincenzo Boccia, ha approntato direttamente con gli imprenditori in vista delle prossime elezioni. Idee che saranno portate all’attenzione del Governo che scaturirà dalla consultazione del 4 marzo 2018, sperando in un passaggio del testimone che prosegua e implementi le riforme messe in campo. Quello di Verona è un momento istituzionale di cui ci sentiamo partecipi e a cui diamo il nostro diretto contributo». Lo dichiara il presidente dell’Associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati a margine dei lavori dell’Assise Generali di Confindustria.

«Come comparto dei servizi integrati e del Facility management – dice Lorenzo Mattioli – sosteniamo convintamente la politica confindustriale che, proprio sotto la guida di Vincenzo Boccia, ha costituito un pungolo costante non solo per il mondo delle imprese, ma anche per l’Esecutivo ed i vari Ministeri con cui il sistema associativo si è confrontato».

Prosegue Mattioli: «Come ANIP-Confindustria abbiamo lavorato per dare dignità al comparto dei servizi anche nei contratti d’appalto, sottolineando in ogni occasione come non si tratti affatto di una categoria residuale. Questa scarsa percezione la riscontriamo sia da parte del legislatore europeo, sia da quello nazionale, ed è per questo che tra i nostri obiettivi c’è quello di arrivare ad una normativa ad hoc che individui macro-categorie di servizi (e anche di appalti misti di servizi, forniture, lavori, con prevalenza dei servizi), chiarendone gli elementi essenziali, i requisiti di partecipazione correlati, i criteri di valutazione delle offerte, i contenuti dei servizi).

Ovviamente si tratta solo di una parte delle criticità da noi portate all’attenzione dell’Assise 2018, considerando che sia il nuovo Codice degli appalti sia l’Anac, sia i ministeri competenti d’intesa con con la conferenza unificata, non hanno ancora visto completare il ‘corpus’ di regole in grado di agevolare e ridisegnare in maniera moderna il comparto dei servizi.

Ci stiamo  misurando – aggiunge Mattioli-  su molteplici fronti:  contro gli appalti aggiudicati con il massimo ribasso; per avere una committenza qualificata; per inserire tra i creditori privilegiati anche i dipendenti delle società svolgente servizi strumentali. Si evidenzia, in tal senso, l’esigenza di garantire una parità di trattamento che molte imprese patiscono a fronte di un sistema molto sbilanciato a favore del modo cooperativisco che in effetti risulta maggiormente garantito.

Tra gli altri obiettivi, c’è anche quello di incentivare  le nostre associate ai processi di economia circolare e di innovazione potenziando strumenti di sostegno alle imprese e l’accesso a finanziamenti ed incentivi previsti dalle politiche europee in materia di sviluppo ed innovazione, senza dimenticare la necessità di prevedere le giuste agevolazioni fiscali e un apporto formativo moderno».

Conclude  Mattioli: «Questo è il quadro delle esigenze con cui abbiamo chiesto all’Assise e, di conseguenza, al nuovo Governo, di prestare maggiore attenzione al mondo dei servizi integrati e del facilty management, pensando di poter costruire una nuova fase per il comparto a beneficio dell’economia del nostro Paese».

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